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11 giugno 2007

Maria Cervi è morta questa notte

L'Istituto Alcide Cervi, insieme alla famiglia e alle istituzioni locali, comunicano che presso il Museo Cervi di Gattatico, via F.lli Cervi 9 (RE), verrà allestita nella giornata di domani martedì 12 giugno la camera ardente nella Sala Genoeffa Cocconi.

Le esequie in forma pubblica si terranno nel pomeriggio di mercoledì 13 giugno, a partire dalle ore 15,00 alla presenza del sindaco di Roma Walter Veltroni, amico personale di Maria Cervi e dell'Istituto da lunghissimo tempo. La commemorazione avrà inizio presso il Museo Cervi, e successivamente il corteo funebre si trasferirà a Campegine, per l'omaggio del sindaco e della cittadinanza davanti al monumento dedicato ai sette fratelli

25 dicembre 2006

Le giaculatorie di Luca Volontè

Quello che segue è uno scambio di e-mail tra Don Paolo Farinella, sacerdote sessantenne di Genova, e Luca Volontè, capogruppo dell'UDC alla Camera.

Per chi non lo conoscesse, Don Paolo Farinella è un prete spesso in contrasto con la gerarchia ecclesiastica. In risposta alla decisione del Vativano di negare i funerali religiosi a Piergiorgio Welby, Farinella ha celebrato insieme alla sua comunità una messa.

Volontè scrive al parroco genovese chiedendogli delle giaculatorie da inserire in una raccolta. Farinella risponde con una e-mail che invia non solo a Volontè, ma anche a tutti gli indirizzi che ha in rubrica. Quello che segue è il testo, godetevelo perché è davvero esilarante.
Ricevo, e volentieri inoltro ...
Sbalordite amiche e amici, sedetevi e sbalordite! Ricevo per posta la seguente richiesta: non so se piangere, se ridere, se disperarmi! La prima reazione a caldo è stata: "in che mani siamo, ragazzi, in che mani siamo. Il card. Siri diceva: meglio trattare con un delinquente parlamentare che un parlamentare cattolico che fa finta di crederci.
Paolo Farinella, prete, Genova.

Camera dei Deputati - Gruppo Parlamentare UDC - Il Presidente -

Egregio Signor Parroco,
Sono [sic!] a disturbarla per chiederle la cortesia di inviarmi, se possibile con sollecitudine, una giaculatoria, di quelle che insegnavano le nonne ai nipotini. Io le ho imparate così e così le insegno alle mie figlie.
Purtroppo vedo che questa sana memoria cristiana, che ci accompagna durante la giornata, và [sic!] scomparendo e rischia così di finire una ricca e proficua 'trasmissione di fede'.
Perciò mi sono deciso a chiederle una (o più) 'giaculatorie' che insieme a quelle dei suoi confratelli delle altre parrocchie italiane, vorrei raccogliere in un volumetto semplice che penso utile ed edificante. Confido nel potere aver una sua risposta entro il mese di luglio. Spero di averla convinta e non averla disturbata,
Suo in Cristo
Luca Volontè

Ps. Nel caso le sia comodo i miei indirizzi sono:
Luca Volontà - c/o Gruppo UdC
Via Uffici del Vicario 21
00100 Roma
oppure via mail (ancora più comodo e rapido): VOLONTE_L@CAMERA.IT

Di seguito la mia risposta:

Sig. Luca Volontà - Camera dei Deputati
Roma
e p.c.
ad una marea di amiche e amici che prego di diffondere ciascuno con i propri mezzi via e-mail:

Lei non mi conosce perché se mi conoscesse non mi avrebbe scritto la delirante richiesta, di cui sopra.

In quanto cristiano la ritengo responsabile in solido dello sfascio dell'Italia in cui il governo Berlusconi da lei e dal suo partito sostenuto e condiviso anche in appoggio a leggi immorali totalmente in contrasto con la dottrina della Chiesa, quella Chiesa di cui lei ora si fregia per convenienza partitica, raccogliendo "giaculatorie" da pubblicare, mi pare di capire, in un libro, non per le sue figliole (poverette!), ma per inviarlo come propaganda a tutte le parrocchie italiane e istituti religiosi, maschili e femminili, credendo così di millantare un credito che eticamente lei ha perso il giorno in cui ha votato la prima legge ad personam, favorendo gli interessi personali e di casta del deputato Berlusconi e famiglia.

D'altronde, anche nel suo partito, lo stesso segretario Follini si è dissociato, sebbene in ritardo e per questo lo avete dimissionato. Dal punto di vista della morale cristiana è ladro tanto chi ruba quanto chi para il sacco. Lei di sacchi ne ha parati uno stock intero in cinque anni.

Da cattolico? Ogni volta diceva una "giaculatoria" per non rischiare di fare "finire una ricca e proficua 'trasmissione della fede'"?. Quando ha votato il conflitto d'interessi quale giaculatoria ha detto, potrebbe inviarmela? O per la legge sulle tv del padrone, a chi ha chiesto protezione? A santa Chiara? A santa Scura? o a Santa Opaca?

La "sollecitudine" che lei invoca per inviarle le "giaculatorie", la impegni più proficuamente a meritarsi il lauto stipendio (12.000?/15.000? euro al mese?) che noi con le nostre tasse le paghiamo perché serva il paese e non perché si preoccupi della "trasmissione della fede".

Lei è stato eletto non per assemblare giaculatorie, ma per servire il popolo sovrano, facendo una opposizione legittima ma proporzionata al dovere della maggioranza di governare il Paese, specialmente nello stato comatoso in cui voi lo avete lasciato.

Se lei ha imparato le giaculatorie da piccolo, le reciti in silenzio e non le sbandieri in piazza perché così fanno anche gli ipocriti e i pagani: per farsi vedere e per averne un utile. Lei vorrebbe farmi credere che è preoccupato per la "trasmissione della fede"?

Via, sig. deputato! lei crede veramente che io sia così stupido da non capire il suo diabolico piano? Lei ha perso le elezioni e il potere, vuole mantenere i contatti con quel bacino di riferimento cattolico che sono le parrocchie (la maggior parte delle quali sono da lei distanti, tanto per precisare, ovvia!) e accreditarsi come deputato credente e praticante fino al punto da raccogliere "giaculatorie" e pubblicarle con il suo nome e cognome (Andreotti docet!) e fare così propaganda sistematica per i gonzi che possono cascarci.

Vedo anche che lei ha fretta in questa santa fatica editoriale se mi chiede una giaculatoria entro luglio: forse che vanno in scadenza come il tonno e l'insalata?.

Io, invece, Paolo Farinella, prete di Genova, elettore e quindi pro quota parte attiva del popolo sovrano di cui lei è dipendente, considerato che ha scritto con la carta intestata della Camera (quindi gratuita), chiedo a lei che ha l'obbligo morale e giuridico di rispondere:

  1. Ritiene lei che la raccolta delle giaculatorie, una per parrocchia di tutta Italia (circa 40.000) sia una priorità essenziale ed esiziale per la sopravvivenza del popolo che lo ha eletto al parlamento? Presenti un disegno di legge, sia discusso in commissione e in Camera e si voti sulla proposta e sulla copertura finanziaria (forse si ridurranno le pensioni minime perché con una giaculatoria al giorno gli anziani riescono a levare il medico di torno?).
  2. Se la sua iniziativa è privata perché usa la carta intestata della Camera che le compete solo nell'esercizio della sua funzione di deputato che nulla a che a fare con questa stupida e ignorante iniziativa? Non è questa la morale cattolica? Lei ha studiato una morale ad elastico?
  3. Quante copie intende stamparne dell'eventuale libro di giaculatorie? A spese di chi? Per la spedizione eventuale alle parrocchie e/o ad altri chi paga le spese postali? Il francobollo di posta prioritaria che c'è sulla busta della sua missiva chi lo ha pagato? Lei di tasca sua o noi di tasca nostra per intromissione indebita delle sua mani? Lei ha il pudore ancora di dire che non avete aumentato le tasse e non avete messo le mani in tasca ai cittadini? Cosa sta facendo lei, non sta mettendo le mani nelle mie e altrui tasche?
Per preservare la "trasmissione della fede", sarebbe meglio che non usasse i soldi dei cittadini, come esige la morale cattolica per spedire lettere sue personali o per stampare libri di giaculatorie inutili e fuorvianti.

Deputato Volontè "giaculi" meno e non sperperi i soldi degli Italiani e impegni il suo tempo a servizio del popolo. Per la morale cattolica con o senza giaculatorie, se così fosse, si chiama furto e se lei persiste furto aggravato che, secondo san Paolo è sanzionato con l'inferno.

Comunque voglio accontentarla e le mando la seguente giaculatoria che mi insegnò mio nonno oltre cinquat'anni fa: "Dai democratici cristiani che si servono della fede per i loro sporchi affari, liberaci, o Signore" che io aggiorno per suo diletto e trastullo fideistico: "Dalla peste, dalla fame, dalla lebbra e dall'Udc liberaci, o Signore, ora e sempre. Amen".

Spero che non si sia più una prossima volta, ma se dovesse esserci, la prego di non firmarsi più "in Cristo, suo..." perché lei non è "mio", essendo la schiavitù abolita da qualche secolo e poi perché è meglio non mischiare il suo partito con l'acqua santa in quanto incompatibili ex radice.

Mi saluti le sue figlie e esprima loro tutta la mia umana solidarietà in caso di una loro autonoma e sperabile rivolta filiale.

Paolo Farinella, prete

17 dicembre 2006

ASPETTANDO I PACS

Il Comune di Padova ha votato una mozione per l’istituzione dell’ANAGRAFE DELLE COPPIE DI FATTO.

Le coppie potranno registrare la loro unione certificando così la data certa dell’inizio della convivenza.

Un valore soprattutto “simbolico” e forse utile quando, si spera, arriverà una legge nazionale.

Analoghe iniziative sono già in atto in altre città italiane, mentre alcune Regioni si sono dotate di leggi regionali che riconoscono alcuni diritti alle coppie di fatto.

Tra queste, la più avanzata la Puglia, che ha riconosciuto il diritto di accesso ai servizi a tutte le persone legate da vincoli affettivi.

Apprezzamento per l’iniziativa del Comune di Padova è stato espresso dai Ministri delle Pari Opportunità, Pollastrini e della Famiglia, Bindi.

A cura della redazione di Vitadidonna.it

17 giugno 2006

Compriamo il tonno Callipo

(Calabria)
La scorsa settimana Fedele Scarcella, agricoltore di 71 anni, è stato ammazzato dalla mafia calabrese. Considerate le consuetudini "culturali" di quella regione, il motivo è facilmente deducibile: nel 1998, dopo vari tentativi di estorsione ai suoi danni, ha denunciato i mafiosi. Qualcuno di questi è finito in galera. Gli altri, quelli sfuggiti alla giustizia, gli hanno letteralmente dato fuoco.

Ancora una volta, ad un atto responsabile, coraggioso e di grande civiltà, la mafia ha risposto con la violenza. Un obbligo di routine, oserei dire... un iter consolidato. Un agricoltore con i calli alle mani brucia e una parte del popolo calabrese sta a guardare. Perchè i figli, le mogli, i nipoti, gli amici, le amanti di questi mafiosi non se ne liberano denunciandoli?

Filippo Callipo è stufo e sconfitto. Lui è l'industriale del tonno e il presidente degli imprenditori calabresi. Lui, un uomo da anni in prima linea contro la mafia locale, ha deciso di lasciare: "Basta, entro giugno scade il mio mandato e me ne vado per sempre. Non ce la faccio più, se continuo a denunciare quello che gli altri non vogliono mai denunciare finirà che mi prenderanno per pazzo e mi chiuderanno in una clinica per malattie mentali"

Calippo per ora lascia l'incarico di presidente e forse venderà l'azienda per trasferirsi lontano da quel popolo di figli, mogli, nipoti, amici e amanti che colludono con i mafiosi.

Allora compriamo il Tonno Callipo!!
Non per arricchirlo ma per mostragli la nostra solidarietà e il nostro apprezzamento per i rischi ai quali si è esposto.
E se un giorno sarà costretto a vendere la sua azienda ad uno dei suoi persecutori, beh...
allora non compriamo il Tonno Callipo!
Lasciamo che lo mangino i figli, le mogli, i nipoti, gli amici e le amanti dei mafiosi.

Un pensiero a Fedele, a Filippo e a quella parte di Calabria che ha il fegato di dire NO.

Tritton

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