Visualizzazione post con etichetta Salute mentale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salute mentale. Mostra tutti i post

03 aprile 2008

A.I.D.A., Giornata di studio sui Disturbi Alimentari

Cari amici, care amiche,
alcuni di voi hanno fatto un pezzo di strada con noi. Altri ci hanno scritto per porre domande alle quali, magari , è stato impossibile dare una semplice risposta via e-mail. Altri ancora ci hanno contattato solo per il desiderio di essere ascoltati in un luogo segreto e intimo, dove il loro grido di dolore potesse trovare una piccola eco… Oppure vi siete affacciati al centro per un fuggevole primo contatto.

Nel frattempo molti sono riusciti ad andare avanti nel loro percorso, lavorando duramente per capire il proprio disagio e diventare più forti , anche grazie agli incontri periodici di via Giovagnoli. I percorsi terapeutici del centro ma anche le iniziative di auto aiuto (diario alimentare , gruppi sul corpo, gruppi dei familiari), che sono nate spontaneamente, sono stati importanti. Tutti questi puntelli sono diventati infatti un supporto indispensabile per combattere un sintomo che nelle sue diverse forme divora alcuni 24 ore su 24 e che coinvolge tutti coloro che ci amano e che si sono sentiti ridotti all’impotenza e alla colpa..

E’ dunque con orgoglio e con gioia che vogliamo comunicare la nascita della nostra Associazione per la Ricerca, la Prevenzione e la Cura dei Disturbi Alimentari: si tratta di una iniziativa che ci aiuterà a portare avanti il cammino intrapreso e ad arricchirlo di nuovi strumenti di supporto (per esempio il progetto di Casa Famiglia per pazienti DCA).

Ci auguriamo che l’associazione ci permetta di allargare la sfera di intervento, soprattutto nel campo della prevenzione, scolastica e non, che ci sta particolarmente a cuore. Sappiamo infatti quanto il fenomeno sia diventato dilagante nella nostra società del benessere- malessere: anche la commissione di studio del Ministero della Sanità ha dovuto finalmente ratificare il fatto che i Disturbi della Condotta Alimentare costituiscono oggi una vera e propria emergenza sanitaria, a causa della loro pervasività, della loro diffusione epidemiologica e della rilevanza psicopatologica.. Già nel 1998 sono state elaborate alcune indicazioni specifiche in merito alla prevenzione e al trattamento dei pazienti affetti da Disturbi della Condotta Alimentare. Oggi la Commissione sta creando delle vere e proprie linee guida che speriamo allarghino l’efficacia , la rapidità e l’accessibilità dei servizi pubblici.

Incontro di presentazione
Per spiegarvi nel dettaglio gli scopi dell’Associazione di Utenti e Familiari del territorio della RMD, per parlare degli obiettivi futuri e per creare un momento di scambio, aggiornamento e riflessione con le diverse realtà territoriali, vorremmo invitarvi ad un incontro organizzato la mattina dell’ 8 aprile, dalle ore 9 alle ore 13,30 ,presso la nostra sede ASL 29 a via Giovagnoli, 29, nella sala degli affreschi, su: I Disturbi Alimentari: Approcci teorici, Pratiche cliniche, Integrazione sociale.

Abbiamo pensato che possa essere utile in questa occasione anche uno scambio di esperienze con gli specialisti che da anni hanno maturato la loro pratica clinica nel trattamento dei DCA e che hanno costruito le strutture più collaudate nella realtà romana in materia di Disturbi della Condotta Alimentare e di Obesità (come il Policlinico Umberto I, il Policlinico Gemelli, l’Ospedale Bambino Gesù, l’Asl RMC, l’Asl RME), con la collaborazione delle Associazioni di familiari già costituite nei loro territori. Abbiamo proposto a questi operatori di condividere con noi la loro esperienza, il loro background culturale, le idde che li guidano, il progetto e la sua realizzazione operativa, con gli immancabili problemi incontrati, pratici o istituzionali, e le soluzioni che hanno saputo di volta in volta adottare (tra questi: i problemi sulla domanda di cura e la volontarietà del trattamento, il problema delle figure professionali da mettere in rete, il modo di gestire l’aspetto nutrizionale oltre che psicologico,ecc).

Abbiamo deciso di organizzare quattro successivi incontri, per i quali abbiamo richiesto alla Asl l’accreditamento ECM, di cui speriamo farti sapere a breve. I temi affrontati saranno:

1) La famiglia e i suoi percorsi di sostegno e di terapia.
2) La rete degli interventi medici: gli specialisti delle varie aree a confronto e le diverse modalità d’intervento.
3) Le pazienti anoressiche e bulimiche: il perché della psicoterapia di gruppo.
4) La psicoterapia individuale.
5) Binge eating disorders e obesità.

Se siete interessati all’iniziativa e volete qualche informazione scrivete una e-mail.

Un caro saluto, a presto

Elisabetta Spinelli
Vice Presidente Associazione A.I.D.A.

Vedi: Anoressia e bulimia: i centri per curare i disturbi alimentari

28 febbraio 2007

Obesità, le proposte della Fondazione Policlinico Mangiagalli

a cura della Redazione di Vitadidonna.it

Sabato 24 marzo, dalle 8.00, nell'Aula Magna dell'Università degli Studi (via Festa del Perdono 7) si svolgerà il convegno "L'emergenza sanitaria dell'obesità. La risposta della Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena", presieduto dal prof. Giancarlo Roviaro, direttore del Dipartimento di Chirurgia. Una giornata di formazione e informazione rivolta a medici, infermieri, studenti di medicina e cittadinanza milanese per affrontare la crescente incidenza sanitaria, sociale ed economica dell'obesità.

L'obesità può essere ormai definita un'epidemia: la sua incidenza è in aumento in tutti i Paesi occidentali e, in Italia, dati Istat segnalano che il 33.4% della popolazione è soprappeso o obeso. Spesso nei soggetti obesi sono presenti patologie associate (malattie cardiovascolari, ortopediche, pneumologiche) che condizionano la qualità della vita e rappresentano un elevato costo sociale. Secondo il III Rapporto per l'Obesità in Italia, infatti, i costi sanitari dell'obesità ammontano a 11 miliardi di euro, di cui due terzi per i ricoveri ospedalieri causati dalle complicanze.

L'obiettivo della giornata è mostrare che il processo di valutazione e di gestione del paziente obeso, a maggior ragione se esiste l'indicazione al trattamento chirurgico, deve avvalersi di un approccio e di un'équipe medica multidisciplinare, come quella organizzata dalla Fondazione Policlinico Mangiagalli, centro di riferimento del Nord Italia proprio per il trattamento chirurgico della grande obesità. La partecipazione convegno dà diritto a crediti ECM per medici e infermieri e crediti formativi per gli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Per iscriversi: www.policlinico.mi.it alla voce Formazione.
Iscrizione e accesso sono gratuiti.
Per visionare il programma della giornata clicca qui

Link:
Diete: miti e realtà delle diete veloci
Dieta: Cosa ci fa sentire pieni?
La Bulimia

News online su nutrizione e alimentazione

13 febbraio 2007

Umore nei bambini sregolato o bipolare?

a cura della Redazione di Vitadidonna.it

Neuropsichiatria infantile

I bambini con gravi disregolazioni dell'umore differiscono a livello comportamentale e psicofisiologico da quelli con disordine bipolare. E' importante distinguere questi due disturbi, in quanto è probabile che anche i trattamenti susseguenti sarebbero molto diversi.

La grave disregolazione dell'umore è una sindrome comune, ma non è facilmente trattabile ed è molto dannosa: essa non si adatta perfettamente a nessuna categoria descrittiva, e pertanto i bambini che ne sono colpiti devono essere valutati con molta attenzione. In base al presente studio, in presenza di bambini molto irritabili e con deficit dell'attenzione, non bisogna immediatamente presumere che si tratti di disordine bipolare.

I bambini con gravi disregolazioni dell'umore potrebbero trarre più beneficio dall'assunzione di stimolanti che da quella di stabilizzatori dell'umore, in quanto parlando con loro con attenzione emerge che si tratta di bambini piuttosto ansiosi, e non è raro riscontrare depressione e difficoltà del linguaggio, il che indica che potrebbero trarre beneficio dal trattamento con SSRI. (Am J Psychiatry online 2007, pubblicato il 9/2)

11 gennaio 2007

Pesante come una libellula

Un libro di Antonella Pandini


Terzo libro per la collana Strettamente Personale, che raccoglie storie che raccontano vicende paradigmatiche del mondo giovanile, con un linguaggio in cui gli adolescenti possano riconoscersi.
La collana, oltre alla forma diaristica, prevede un contatto diretto con la realtà e con il tessuto sociale, in collaborazione con l'associazionismo più vicino agli adolescenti. Il tema di questo libro di A. Pandini è l'anoressia.

Angela è una ragazza di 15 anni che non si ama. Si sente brutta perché si vede grassa, "pesante come un tricheco", scrive nel suo diario. Il rapporto con i genitori è pressoché nullo; il padre è un avvocato ed è sempre al lavoro, Angela lo vede poco e quando si incontrano in casa sembrano due estranei.

Con la madre ha un rapporto conflittuale: lei è una giornalista, una donna sicura di sé, sempre perfetta, sempre bella. E Angela vive il rapporto con la madre come se fosse una rivale che non riesce a eguagliare. Inizia a odiare il suo corpo. Il suo chiodo fisso diventa la bilanciaŠ.
Attraverso le pagine del suo diario Angela svela la sua solitudine e la sua grande paura di non essere accettata, paura comune a tanti ragazzi della sua età. Il suo corpo diventa un bersaglio dove scaricare le colpe di un'inquietudine che non riesce ad affrontare. La difficile ricerca dell'identità passa anche per l'anoressia.
L'associazione ABA ha un fitto contatto con i giovanissimi su questi problemi di natura psicologica e non poteva che essere l'ABA di Fabiola De Clercq la partner di questo testo.
A cura della Redazione di Vitadidonna.it

Link attinenti:
Anoressia
I centri per i disturbi alimentari

30 dicembre 2006

Quando il cibo diventa un linguaggio

A cura della Redazione di Vitadidonna.it

ABA in tv e stampa con una nuova campagna sui disordini alimentari firmata DDB.

In un momento in cui anche le cronache stanno dando spazio a una problematica di proporzioni sempre più preoccupanti, l’Agenzia DDB ha realizzato gratuitamente per l’Associazione ABA una campagna stampa e TV sui disordini alimentari.

Anoressia, bulimia e obesità sono sintomi, sono l’espressione di un disagio psicologico profondo che non è facile comprendere perchè si esprime attraverso il cibo, una sostanza lecita, alla portata di tutti, fondamento culturale e simbolo della società contemporanea.

Da qui l’idea di rappresentare i generi alimentari come lettere di un alfabeto, come l’incomprensibile espressione di un disagio, come un linguaggio che non siamo abituati a decifrare. Una campagna di sensibilizzazione, rivolta a chi non si accorge di avere accanto a sé una persona che ha bisogno di aiuto. Ma rivolta soprattutto a chi usa il cibo per comunicare una sofferenza interiore profonda, che le parole non possono esprimere.

Spot TV e Campagna Stampa per:
ABA Associazione per lo studio e la ricerca su anoressia, bulimia, obesità e disordini alimentari
Resp. Comunicazione e Raccolta Fondi: Emanuela Angelini

Ufficio Stampa ABA:
Emanuela Angelini

Tel. 02.29000226 – fax 02.29006988

emanuela.angelini@bulimianoressia.it
www.bulimianoressia.it
NUMERO VERDE 800.16.56.16

Link attinenti:

Anoressia

I centri per la cura dei disturbi alimentari

10 luglio 2006

Lezione di Sesso: La masturbazione

di Mauro David
Riceviamo da un po’ di tempo richieste di consulenze sessuologiche di ragazzi e ragazze allarmati dalla lezione di sesso n° 21 pubblicata sul sito www.genitori.it. Il sito è “l’organo ufficiale” dell’Associazione MOIGE Movimento Italiano Genitori; questa organizzazione si definisce politicamente indipendente e non confessionale.

La lezione in questione ci viene rifilata dalla Prof.ssa Leda Galli Fiorillo, biologa e docente specialista in bioetica. La insigne scienziata, evidentemente stufa di argomentare sull’apparato riproduttivo delle lumache e sulla riproduzione sessuale dei gamberetti, allarga il suo raggio d’azione disquisendo sugli effetti esistenziali della masturbazione adolescenziale. La signora non ci racconta se la mucca maremmana ha un orgasmo più intenso di quella frisona, no… macché!

La signora ci spiega invece che la ricerca dell’umano “piacere solitario” è un tradimento dell’eccitazione sessuale che, ovviamente, andrebbe alleggerita solo con l'aiuto di una partner. Chi non ha una compagna di giochi non tema: la sana polluzione notturna cura tutti i mali (la similitudine con la valvola di sicurezza della pentola a pressione viene spontanea). Il risultato di cotanta tracotanza scientifica è che alcuni ragazzi (anche genitori) hanno scritto a www.vitadidonna.it per ottenere delle rassicurazioni.

Ho da poco superato la cinquantina e ricordo chiaramente quando da adolescente frequentavo i luoghi del culto cattolico: -“Ti tocchi? Commetti atti impuri?” chiedeva morbosamente il prete nella penombra del confessionale. Certo che mi toccavo.. ma non ci misi molto a capire che, nel confessare la verità, la manifestazione di pentimento risolveva ogni problema (in fondo ero nel regno delle ipocrisie). Ho il vago sospetto che il moralismo cattolico, bigotto e colpevolizzante degli anni della mia adolescenza, abbia mutato le sue sembianze: l’assatanato masturbatore non sarà più accecato dal pianto di Gesù … no, oggi tradirà la sua natura di umano che rincorre l’amore e la maturità esistenziale. Beh.. niente male. Audace ed elegante… il ricatto.

Leggete la lezione n° 21 e perdonate le chiose che ho inserito qua e là.

La masturbazione
Prof.ssa Leda Galli Fiorillo

"Dunque, si sente dire, in merito agli adolescenti, che la masturbazione sia cosa buona da praticare, in quanto mezzo di conoscenza di sé e delle proprie reazioni, e pertanto c’è addirittura chi la incoraggia come opportunità di crescita."
Chi lo dice? Hanno fatto dei girotondi ed io non c’ero? Ah.. ho capito, la signora allude a quegli atteggiamenti non inquinati da ipocriti propositi di controllo e di mortificazione dell’umana natura. Atteggiamenti, che nel prendere atto della ineluttabilità della pratica masturbatoria, liquidano la questione con un aggettivo: è normale.

"Ragioniamo."
Si… sarà meglio.

"L’eccitazione sessuale è quella situazione particolare che predispone gli organi genitali sia maschili che femminili al compimento dell’atto sessuale, che per sua natura si realizza fra due persone di sesso diverso."
Mi sa che la signora è omofoba oppure ha sbagliato lezione, qui parla evidentemente della riproduzione.

"Ma la persona non è solo organi genitali. Pertanto l’eccitazione sessuale predispone l’intera persona, corpo e psiche, ad andare verso l’altro, ad aprirsi all’altro, ad unirsi all’altro in uno slancio di donazione, godendo legittimamente, nel contempo, del piacere che ne scaturisce."
E l’infante che ha un’erezione durante il bagnetto? Quello che si tira il “pipino” e ti guarda gorgogliando e sorridendo? Che fa? E’ già malato? Finirà come un clochard del sesso solitario su di una panchina imbrattata da spermatozoi agonizzanti?

"Non così con la masturbazione. Non a caso essa viene chiamata anche “piacere solitario”: essa, infatti, è finalizzata esclusivamente a provocare il proprio piacere sessuale, in solitudine, tradendo quindi il senso stesso dell’eccitazione sessuale. E non solo il piacere qui rappresenta il fine, ma addirittura l’altro, verso cui andare, non esiste, almeno non nella realtà del momento."
Per fortuna la signora non ha visto il cagnetto della mia amica masturbarsi sul mio polpaccio. Il peluche animato è doppiamente colpevole: prima per aver cercato il piacere solitario, io non ho certo partecipato, poi è andato contro natura giocando con me al belloccio e alla bestiolina.

"La masturbazione pertanto si connota come un vero e proprio ripiegamento su sé stessi, come una chiusura del proprio io, che invece sarebbe chiamato ad espandersi, ad aprirsi nella donazione d’amore (ne è testimonianza il senso di profondo malessere interiore che lascia, al di là del piacere fisico che produce). In definitiva la masturbazione, come stile di vita, può solo inibire la capacità di amare e quindi ostacolare il processo della crescita personale."
Forse la signora nel guardare “La marcia dei pinguini” ha colto solo il lato romantico del documentario. La biologa trascura l’ipotalamo, quella porzione di cervello delle dimensioni di una noce che conserva i nostri istinti più atavici, tra i quali quello della conservazione della specie, quindi…. la pulsione sessuale. La colonia di pinguini, guidata da madre natura, si muove verso la meta riproduttiva perché spinta dall’ipotalamo. Nell’adolescenza esplode il desiderio sessuale perché quella è esattamente l’età di maggior efficienza riproduttiva. Le nostre ragazze tredicenni che vediamo sfilare per la strada, prosperose e provocanti, rappresentano il trionfo del richiamo sessuale. Come le definiamo? Delle troiette o più semplicemente delle ipotalamiche? Gli adolescenti ricorrono alla masturbazione, perché sottoposti agli affetti chimici di madre natura, effetti che esercitano il loro dispotismo in un momento di costruzione della personalità in cui le competenze relazionali non sempre sono mature. Tutto ciò è motivo di preoccupazione? Di ostacolo alla crescita personale?

"Non è inutile poi aggiungere che non occorre praticare alcuna “scuola” di piacere sessuale per apprendere le reazioni del proprio corpo in merito: il piacere sessuale è, infatti, per sua natura talmente forte e coinvolgente, che se ne fa immediatamente l’esperienza quand’è il momento…"
Certo… sarai mia nel canneto e la natura ci guiderà. E’ questo il titolo del film sceneggiato dalla biologa? Come dire.. dalle bamboline o i soldatini all’amplesso coinvolgente in due secondi netti. Ma non sarà che questo tipo di approccio al sesso sia una delle cause dei numerosi aborti adolescenziali?

"Certo, gli adolescenti, per imparare ad esercitare il dominio delle proprie pulsioni, come si diceva, hanno bisogno di tempo."
Ecco… ci siamo. La signora arriva al punto, quello che gli sta più a cuore: il controllo delle pulsioni, o meglio, il sacrificio. Una volta lo chiamavano “fioretto” ed era dedicato a qualche santo in cambio di favorucci di poco conto.

"Intanto occorre tranquillizzarli circa le loro paure. Questo vale, ovviamente, soprattutto per i ragazzi."
E come li tranquillizziamo? Bussiamo ogni ora alla porta della loro stanza chiedendo se si toccano? Insomma … dobbiamo rompergli le scatole. E ammesso che uno di questi confessi la colpa, prima di somministrare la lezione della Prof.ssa Leda Galli Fiorillo, lo lasciamo finire o irrompiamo come la Digos nella stanza? Probabilmente la signora ha frequentato molto poco i maschi, altrimenti saprebbe che questi ammettono raramente, solo in circostanze goliardiche e solo tra coetanei la loro propensione onanistica.

"Molti di loro infatti credono che, se non eiaculano ogni tanto, rischiano poi chissà quali danni. Nulla di più sbagliato. In natura tutto è previsto. Gli spermatozoi vengono fabbricati continuativamente tutti i giorni, dalla pubertà alla vecchiaia: è fin troppo ovvio che non potrebbero però venir utilizzati tutti i giorni! Pertanto nell’uomo è predisposto un sistema di riciclaggio degli spermatozoi non utilizzati, che sono la stragrande maggioranza, attraverso il riassorbimento del loro patrimonio di proteine e di DNA, comunque prezioso, che viene riutilizzato per fabbricare sempre nuovi spermatozoi. E’ vero che a volte la tensione che si accumula localmente nel maschio può anche essere alta, ma pure per questo c’è una soluzione naturale: esiste un fenomeno chiamato “polluzione notturna” che serve proprio a scaricare l’eccesso di tensione durante il sonno del ragazzo, pertanto in modo inconsapevole ma comunque liberatorio. Quindi, nessuna paura!"
Non si può sentire questa cosa! L’asserzione grida vendetta! Se qualcuno non l’ha capita provo a spiegarla in termini più carnali. Gli spermatozoi non sparati si riciclano, ok. siamo d’accordo. Se la voglia di orgasmo supera i livelli della umana sopportazione, non ci si deve preoccupare poiché il maschio possiede una valvola di sicurezza. La barzelletta è della serie: non fare il segaiolo ma aspetta la pullulata notturna… non è sempre puntuale ma prima o poi arriva. In questo modo non godi da solo e avrai una vita sessuale coinvolgente. Mi permetto di aggiungere che magari Gesù è anche contento. La questione della masturbazione scivola via con questa soluzione.

"Si diventa tanto più adulti quanto più si impara a governare le proprie pulsioni!"
Ecco di nuovo il sacrificio inteso come strumento di realizzazione esistenziale. Peccato che qui non si parli del governo delle aggressività (in questo momento saprei con chi sfogare la mia). L’ipotalamo governa i nostri istinti. E’ quindi ovvio che il livello di maturità di un essere umano sia direttamente proporzionale alla capacità di negoziazione tra desiderio e realtà. La differenza che esiste tra il leone della foresta e l’umano animale sta nel diverso modo di agire e di sentire. Lui, il leone, uccide il maschio per corteggiarne la femmina, l’umano non lo fa, invece, perché condizionato dal contesto sociale e dalle sue regole. E, tra quest’ultime, non c’è solo il codice penale con tutto il suo potere deterrente, c’è invece un diffuso codice di convivenza fatto di emozioni e di valori condivisi e, soprattutto, di rispetto dell’altro. L’epilogo della biologa sarebbe condivisibile, se fosse riferito alle pulsioni aggressive che inquinano la serenità della maggioranza degli esseri umani. E’ invece da condannare se parliamo di masturbazione, quella cosa “naturale” praticata in età adolescenziale, a volte in modo frenetico, e anche in età adulta, in via occasionale. Quindi… perché rompere i marroni ai nostri ragazzi? Non ci sono testi scientifici, esclusi quelli che traggono ispirazione dai libri di preghiera parrocchiali, che auspichino un interevento terapeutico se non in presenza di una patologia consolidata in età adulta.

"Spiegare agli adolescenti con delicatezza il senso di quello che provano, far loro comprendere che sentire non è la stessa cosa che acconsentire, che l’importante però non è non cadere mai, ma mettercela tutta per non cadere e comunque volersi sempre rialzare, sono altrettanti atti d’amore nei loro riguardi, che trasmettono loro il desiderio di fortificarsi, di vincersi, di voler diventare veramente adulti, liberi e responsabili e di imparare a loro volta ad amare."
Insomma… se ogni tanto ti scappa una toccatina non di devi sentire in colpa. L’importante è imparare a resiste al desiderio della successiva. Resistere, resistere, resistere invocò Borrelli parlando degli attacchi alla magistratura. Una vita con le mani legate, ecco cosa auspica la scenziata per i nostri ragazzi.


E le ragazze? La biologa dimentica le ragazze rapite da quello che una volta era definito rozzamente “furore uterino”, il sintomo che conduceva alla ninfomania. E’ sufficiente leggere le numerose statistiche pubblicate dai settimanali più alla moda, per rendersi conto di quanto la masturbazione sia diffusa tra il gentil sesso. Se l’insigne biologa volesse approfondire, potrebbe fare una capatina in un sexy shop e informarsi di persona sull’andamento delle vendite dei vibratori. Inoltre, sappia la signora, che il citato genere di conforto potrà anche essere acquistato in farmacia. Cosa può fare la ragazza affetta dalla sindrome del piacere solitario? Boh… forse usare la carta assorbente, magari tre volte al dì.

Sull’argomento aspetto fiducioso la prossima lezione.

15 giugno 2006

Manifestazione per dire ''NO agli psicofarmaci ai bambini''

VERONA 11 giugno 2006 - Un convegno come tanti in tutta l'Italia, dove "illustri" psichiatri parlano di ADHD, di sintomi, di cure. In mille in corteo a Verona per manifestare contro un convegno sull'ADHD. Rappresentanti del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani di Torino, Aosta, Firenze, Trieste, Padova, Pordenone, Macerata, Roma, Brescia, Monza, Novara, Bergamo, Milano ed anche una rappresentanza dalla Francia si sono dati appuntamento ieri in Piazza Pradaval ed hanno marciato per le strade di Verona fino a fermarsi davanti al Polo Zanotto dell'università scaligera. Qualche giorno fa l'EMEA ha dato la notizia che il Prozac può essere somministrato ai bambini dagli 8 anni in su, questo è un fermo NO agli psicofarmaci ai bambini. Il CCDU non vuole che si ripeta in Italia quello che in USA è una verità da molti anni, negli Stati Uniti più di 8 milioni di bambini sono sottoposti a trattamenti psico-farmacologici. A causa dei pesanti effetti collaterali degli psicofarmaci prescritti, che in vari casi hanno determinato anche la morte del bambino, gli USA hanno dovuto intraprendere azioni legislative per contenere il dilagare di questo fenomeno e tutelare genitori e figli nelle scuole da azioni coercitive che violavano alcuni diritti fondamentali. Nel sito del CCDU, www.ccdu.org, è possibile vedere un documentario di alcune televisioni americane che hanno rivelato la drammaticità degli psicofarmaci e i loro effetti devastanti. Il CCDU continuerà a denunciare gli abusi della psichiatria nel campo della salute mentale. Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus Email: info@ccdu.org tel. 02 36510685 www.ccdu.org www.cchr.org

10 giugno 2006

Terrore e psichiatria

I PIANI DI BUSH PER IL CONTROLLO MENTALE
Otto milioni di dollari, è questa la spaventosa cifra che il Congresso degli Stati Uniti avrebbe stanziato per portare avanti un piano senza precedenti, per coinvolgere 52 milioni di studenti e cittadini di tutte le età, adulti compresi.
Al fine di definire precise politiche per i trattamenti farmacologici in materia di salute mentale, il presidente Bush, nell'aprile del 2002, nominò una commissione, costituita da 22 membri, conosciuta oggi col nome di "President's New Freedom Commission On Mental Health", Nuova Commissione Presidenziale Per La Libertà In Materia Di Igiene Mentale (British Medical Journal del 19 giugno 2004). Si tratta di un organismo composto per buona parte da coloro che nel ‘95 definirono le direttive farmacologiche adottate in Texas, o TMAP (Texas Medication Algorithm Project).

Non è un caso, ma proprio quell'anno Bush era governatore dello stato, mentre a finanziare questo oscuro programma fu una multinazionale, la Johnson & Johnson attraverso una sua fondazione e successivamente attraverso la Janssen Pharmaceutica, un’azienda sussidiaria.

Tra i membri della Nuova Commissione figura anche Robert N. Postlethwait, ex dipendente del colosso farmaceutico Ely Lilly. Per inciso, ricordiamo che persino l'ex-presidente George Herbert Walker Bush fece parte del consiglio di amministrazione della Ely Lilly.

Tutta una serie di strane coincidenze che destano notevole allarme sulle possibili collusioni e sull'ampliamento della definizione delle "malattie" psichiatriche, una misura in parte già attuata e capace di colpire una fetta considerevole della popolazione. La Nuova Commissione nominata dall'attuale presidente intende raccomandare l'impiego del TMAP anche negli altri stati, con uno SCREENING COMPLETO DEI BAMBINI.

Per quelli considerati affetti da ADHD, la somministrazione del Ritalin è ormai diventata d’obbligo. Si tratta di uno strumento con cui è potenzialmente possibile controllare le masse e con cui gli individui scomodi possono essere dichiarati pazzi, e dove persino le ideologie politiche e religiose contrastanti rischiano di essere combattute.
Non è uno scenario fantascientifico se si guarda per un attimo la realtà. Ora ci sono studenti che persino in Italia vengono costretti ad assumere psicofarmaci per continuare a frequentare la scuola, con fatti di cronaca nera che destano molto scalpore.

Tutti ricorderete il bambino di Milano che nei giorni scorsi i genitori si videro rifiutare dalla scuola, perché non gli somministravano psicofarmaci. Negli Stati Uniti otto milioni di bambini sono sottoposti a trattamanti farmacologici per disturbi mentali e in Italia ben 30000 mila. La storia si ripete, sono innumerevoli i fatti che hanno interessato gli Stati Uniti e poi sono arrivati sino a noi. Non permettiamo che questa piaga si allarghi!

09 giugno 2006

Un nuovo libro sulla dipendenza affettiva

(Quarta di copertina)

L’amore può far male? Può arrivare a uccidere? E se vi arriva, può ancora chiamarsi amore? Qual è la natura intima dell’amore e che rapporto intrattiene con l’impulso passionale? In che modo l’amore arriva a configurarsi come una dipendenza patologica?

Esiste nel mondo un numero crescente di individui che si dibatte in dinamiche amorose il cui esito finale è sempre la sconfitta e la sofferenza, e che, nonostante ciò, si dedicano all’amore con la stessa dedizione di un religioso per la sua fede.

La psicologia contemporanea definisce questa patologiacome dipendenza affettiva e, in inglese, love addiction.Non ogni amore si esprime in una dipendenza, ma ogni dipendenza affettiva ha bisogno di un amore per radicarsi in una personalità.

Al pieno del suo sviluppo, la dipendenza affettiva altro non è che passione amorosa il cui esito è sovente la sofferenza, la malattia, la morte. Ma cos’è la passione amorosa? Scrive Ghezzani: “La passione amorosa è un complesso di amore e di odio.

L’innamorato patologico si lega al suo oggetto d’amore per dare soddisfazione sia a esigenze di amore, sia a esigenze di odio. Nella sua passione convergono il flusso dell’amore (il bisogno imperioso di vivere un amore in piena libertà) e il flusso dell’odio…

Se non si comprende che la passione amorosa è una ricca ancorché oscura miscela di amore e di odio, e se non si comprende quanta energia liberatrice c’è in quest’odio, si espropria il soggetto ammalato della sua forza caratteriale e lo si condanna a cercare sempre nuova dipendenza amorosa o a sostituirla con le terapie e i servizi di aiuto”.

La tesi dell’autore è dunque che se la dipendenza affettiva è una patologia, essa lo è in un modo del tutto particolare: dotata in modo estremo (passionale, appunto) di risorse di libertà che il soggetto deve solo apprendere a scoprire in se stesso per renderle infine funzionali alla salute e alla vita.
Nicola Ghezzani

Quando l’amore è una schiavitù
editore Franco Angeli (2006)

07 giugno 2006

Bambini e psicofarmaci

Apprendiamo oggi che la EMEA (agenzia del farmaco europea) ha espresso parere favorevole alla somministrazione del prozac ai bambini dagli 8 anni in su. (http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=62097) In un comunicato diramato oggi dalla sede di Londra, l'agenzia sollecita però la società farmaceutica Eli Lilly, che ha scoperto la 'molecola della felicità' ( la fluoxetina), a condurre studi clinici più approfonditi. E non solo, l’EMEA chiede a genitori e terapisti di sorvegliare attentamente i ragazzi, soprattutto all'inizio del trattamento, per capire se vi siano tendenze suicide, infine, assicura che sarà ulteriormente studiato l'impatto del farmaco sullo sviluppo sessuale e sul comportamento emotivo dei pazienti, e la tossicità della molecola.

Ancora una volta parliamo di "sperimentazione" NON di certezza sull’uso di psicofarmaci ai minori.

Negli Stati Uniti più di 8 milioni di bambini sono sottoposti a trattamenti psico-farmacologici. A causa dei pesanti effetti collaterali degli psicofarmaci prescritti, che in vari casi hanno determinato anche la morte del bambino, gli USA hanno dovuto intraprendere azioni legislative per contenere il dilagare di questo fenomeno e tutelare genitori e figli nelle scuole da azioni coercitive che violavano alcuni diritti fondamentali.

Anche in Italia aumentano i casi di bambini che per presunti disturbi mentali o comportamentali, vengono segnalati dalle scuole ai Centri di Neuropsichiatria Infantile.

Uno studio italiano terminato nel 2004 (http://www.pol-it.org/ital/NT20040920.htm ) è emerso che 311 soggetti, pari al 9.1% del campione, hanno soddisfatto i criteri per un disturbo psichico secondo la classificazione del DSM IV. In pratica ogni 1000 adolescenti, 90, secondo i criteri adottati, manifesterebbero una patologia psichica.

Secondo il Dr. Peter Breggin, psichiatra e scrittore di numerosi testi (www.breggin.org) ha dichiarato: "Le ditte farmaceutiche hanno individuato nei bambini un grosso affare che potrebbe innalzare di molto i profitti".

II CCDU è fortemente contrario ai metodi coercitivi e dannosi impiegati spesso nel campo della salute mentale. Gli orrendi effetti collaterali di alcuni psicofarmaci, sono frequentemente sottovalutati: dipendenza, spossatezza, diminuzione dell'impulso sessuale, tremori, incubi, aumento dell'ansietà e comportamento violento o suicida, solo per citarne alcuni. Alcuni psicofarmaci possono provocare anche danni irreversibili al cervello e al sistema nervoso.

Per questo motivo da qualche mese è partita una nuova campagna informativa del CCDU in tutta Italia: "I bambini rappresentano il nostro futuro" con migliaia di poster attaccati nelle maggiori città italiane ed annunci pubblicati su quotidiani locali, perché i genitori devono avere tutte le informazioni possibili e poter decidere il futuro dei loro figli prima di dire SI!

Sabato 10 giugno saremo presenti a Verona alle ore 10 in Piazza Pradaval per un corteo pacifico nella città per manifestare e dire "NO AGLI PSICOFARMACI AI MINORI", non sono l’unica soluzione, ed invitiamo i cittadini a parteciparvi ma soprattutto a raccogliere ogni tipo di informazione prima di somministrare psicofarmaci ai bambini.

Per informazioni:
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Email info@ccdu.org
tel. 02 36510685
www.ccdu.org
www.cchr.org

Come usare questo blog