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04 giugno 2007

Omicidio Barbara Cioni: perchè quell'esame?

Comunicato del Telefono Rosa Piemonte
Leggiamo con sconcerto e indignazione la notizia della viva attesa per gli esiti degli esami sul DNA della figlia nascitura della povera Barbara Cicioni, e ci chiediamo innanzitutto perché quell’esame sia stato disposto sulla creatura che invece mai nascerà.

Nell’ipotesi che risultasse una paternità diversa da quella del marito, oggi sospettato dell’omicidio della moglie, apparirebbe forse meno grave e meno ingiustificabile questo crimine in famiglia, orrendo quanto e più di tanti altri?

E se davvero l’omicida fosse il congiunto, l’eventuale movente del delitto (gelosia e rabbia) quale conferma potrebbe trovare in una circostanza comunque ignota all’assassino al momento dell’aggressione mortale?

Ecco perché questo esame, di sostanziale inutilità processuale sia per l’accusa che per la difesa, appare in realtà solo un’ulteriore, pubblica, estrema mancanza di rispetto per una donna che ha perso tragicamente la vita nella propria casa, forse per mano di chi già da tempo sistematicamente le infliggeva sofferenza fisica e morale.

23 febbraio 2007

Ne' indagati ne' querele per trapianti infetti

a cura della Redazione di Vitadidonna.it

Procura di Firenze

A oggi non ci sono indagati né sono state presentate querele sugli espianti di tre organi all'ospedale fiorentino di Careggi da una donatrice risultata positiva all'Hiv. Lo ha confermato il procuratore capo di Firenze, Ubaldo Nannucci, titolare dell'inchiesta condotta dalla squadra mobile di Firenze. l magistrato ha anche riferito di aver ascoltato uno dei medici che ha effettuato l'impianto degli organi e che altre persone dovranno essere sentite per avere chiarimenti sulla vicenda, non specificando però di chi si tratti.

17 giugno 2006

Compriamo il tonno Callipo

(Calabria)
La scorsa settimana Fedele Scarcella, agricoltore di 71 anni, è stato ammazzato dalla mafia calabrese. Considerate le consuetudini "culturali" di quella regione, il motivo è facilmente deducibile: nel 1998, dopo vari tentativi di estorsione ai suoi danni, ha denunciato i mafiosi. Qualcuno di questi è finito in galera. Gli altri, quelli sfuggiti alla giustizia, gli hanno letteralmente dato fuoco.

Ancora una volta, ad un atto responsabile, coraggioso e di grande civiltà, la mafia ha risposto con la violenza. Un obbligo di routine, oserei dire... un iter consolidato. Un agricoltore con i calli alle mani brucia e una parte del popolo calabrese sta a guardare. Perchè i figli, le mogli, i nipoti, gli amici, le amanti di questi mafiosi non se ne liberano denunciandoli?

Filippo Callipo è stufo e sconfitto. Lui è l'industriale del tonno e il presidente degli imprenditori calabresi. Lui, un uomo da anni in prima linea contro la mafia locale, ha deciso di lasciare: "Basta, entro giugno scade il mio mandato e me ne vado per sempre. Non ce la faccio più, se continuo a denunciare quello che gli altri non vogliono mai denunciare finirà che mi prenderanno per pazzo e mi chiuderanno in una clinica per malattie mentali"

Calippo per ora lascia l'incarico di presidente e forse venderà l'azienda per trasferirsi lontano da quel popolo di figli, mogli, nipoti, amici e amanti che colludono con i mafiosi.

Allora compriamo il Tonno Callipo!!
Non per arricchirlo ma per mostragli la nostra solidarietà e il nostro apprezzamento per i rischi ai quali si è esposto.
E se un giorno sarà costretto a vendere la sua azienda ad uno dei suoi persecutori, beh...
allora non compriamo il Tonno Callipo!
Lasciamo che lo mangino i figli, le mogli, i nipoti, gli amici e le amanti dei mafiosi.

Un pensiero a Fedele, a Filippo e a quella parte di Calabria che ha il fegato di dire NO.

Tritton

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