<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-29356808</id><updated>2011-11-28T01:13:04.672+01:00</updated><category term='Lavoro'/><category term='Famiglia'/><category term='Sanità pubblica'/><category term='Salute'/><category term='Contraccezione'/><category term='Pacs'/><category term='Welby'/><category term='Bioetica'/><category term='Salute mentale'/><category term='Libri'/><category term='Diritti'/><category term='Società'/><category term='Cronaca'/><category term='Politica'/><category term='Anoressia'/><category term='Laicità'/><category term='Diete'/><category term='Donne'/><title type='text'>Il Blog di Vitadidonna.it</title><subtitle type='html'>Salute, politica e diritti.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://vitadidonna.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29356808/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vitadidonna.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29356808/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Associazione Vita di Donna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14095979235772799226</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_i000035.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>124</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29356808.post-3737396018610375649</id><published>2009-02-07T10:33:00.000+01:00</published><updated>2009-02-07T10:34:27.852+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Laicità'/><title type='text'>La lezione di Beppino Englaro e l’orrore del nostro presente.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di fronte a quanto sta accadendo in queste ore, e di cui &lt;a title="Englaro Berlusconi" href="http://www.vitadidonna.org/politica/laici/eluana-englaro-un-decreto-legge-eversivo.html"&gt;riferiamo in altro articolo&lt;/a&gt;, si resta storditi, come se improvvisamente fossimo catapultati in un’altra vita, in un altro mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tentazione di tacere è forte. Per rispetto di un dramma umano, certo, ma anche perché le parole vengono a mancare. E molto apprezzamento va riconosciuto a quei media che già da qualche giorno hanno deciso di sottrarsi alla cronaca minuta di quelle che sembravano le ultime ore di Eluana.   &lt;br /&gt;Tuttavia, la realtà ha superato la fantasia e il quadro si è ulteriormente complicato con un’iniziativa del governo che molti non esitano a definire un tentativo di “golpe” e che sicuramente apre un conflitto istituzionale del tutto inedito nella storia del paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, come tacere, se non sentendosi conniventi?&lt;br /&gt;Come, soprattutto, pensando alla battaglia di Beppino Englaro? Che ci parla, a tutti e ad ognuno di noi.&lt;br /&gt;E ci dice che è solo praticando il terreno della legalità e della presa di parola pubblica che si riesce a stanare la cattiva politica e a smascherarne il volto (vorremmo dire il ghigno) autoritario, indifferente ai principi dell’ordinamento e del bene pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre, in un momento grave del paese, raccogliere questa lezione, seguirne l’esempio.&lt;br /&gt;Uscire dalle case e dai propri particolari, fare di ogni ingiustizia privata un fatto pubblico, parlare e manifestare.&lt;br /&gt;Questo paese non è il suo governo.&lt;br /&gt;Ne sono esempio i tanti appelli, le stesse divergenze nel mondo politico, il popolo di internet che grida contro questo sopruso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne è esemplare espressione la Magistratura, di ogni ordine e grado, che pur soggetta a pesanti pressioni ha riaffermato i principi di diritto, quella stessa Magistratura contro cui è diretta l’iniziativa governativa al solo fine, non solo di compiacere le autorità vaticane, ma anche di dimostrare che le sentenze non valgono nulla, possono essere messe nel nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne è esemplare espressione la comunità scientifica che non da oggi si è pronunciata in materia di alimentazione e idratazione artificiale, e la comunità medica che oggi dichiara che &lt;a href="http://www.vitadidonna.org/politica/politica/non-denuncio-i-clandestini.html" title="denuncia clandestini"&gt;disubbidirà all’obbligo di denunciare i clandestini&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo accade dopo anni di colpevole latitanza sul piano legislativo da parte di tutte le forze parlamentari e tutti i governi, e ricade vergognosamente sulla vita di un uomo e di una famiglia troppo perbene per questa classe politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ ora di dire basta. Mai la politica è stata così distante dal paese. Rendiamolo evidente. Con Beppino Englaro, per Eluana. Fin da domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Nicoletta Morandi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="pagenavbar"&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.org/politica/laici/caso-englaro-da-strasburgo-una-lezione-di-laicita.html"&gt;Caso Englaro: da Strasburgo una lezione di laicità &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="pagenavbar"&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.org/politica/laici/eluana-englaro-un-decreto-legge-eversivo.html"&gt;Eluana Englaro: un decreto legge “eversivo”. &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;a href="http://www.vitadidonna.org/politica/laici/eluana-englaro-libera-appello-a-silvio-berlusconi.html"&gt;Eluana Englaro, libera! Appello a Silvio Berluscon&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Esiste la scuola dello Stato e quella che non lo è. Quest'ultima, la scuola non statale, si divide in due grandi gruppi: quella pubblica e quella privata. Queste, e siamo alla fine della spiegazione, possono essere paritarie e non paritarie. Le prime prendono parte alla spartizione del circa mezzo miliardo di euro che lo Stato conferisce in base ad una legge del 2000, le seconde vanno avanti con i loro soldi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sufficiente che una scuola non statale sia gestita da un ente locale o pubblico, come i comuni, le province o le regioni, per entrare nella categoria degli istituti pubblici. Infine, per vedere riconosciuto lo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;status di scuola paritaria&lt;/span&gt;, il gestore, che può essere anche un privato, avanza richiesta all'ufficio scolastico regionale. A questo punto può partecipare alla spartizione dei fondi che la legge mette a disposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia l'88% delle scuole private sono paritarie, cioè equiparate alle scuole statali. Più della metà di queste sono gestite da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;enti religiosi&lt;/span&gt;, ovviamente cattolici. La montagna di denaro pubblico che ogni anno entra nelle casse della scuola paritaria cattolica ammonta a circa 280 milioni di euro, oltre 540 miliardi di vecchie lire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con i tagli al mondo dell'istruzione, il governo Berlusconi, aveva inserito in bilancio un taglio alle scuole paritarie di 134 milioni, su un totale di 480 milioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli eventi che hanno preceduto l'approvazione del decreto Gelmini sono noti: migliaia di studenti e insegnanti in piazza; dichiarazioni contrarie di rettori e presidi di facoltà; pestaggi fascisti e minacce televisive del Premier. Insomma il mondo dell'istruzione, unito e compatto, a difesa della scuola pubblica, quella dello Stato laico. Risultato zero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni a venire, ricorderemo sempre il silenzio opaco e disprezzante della Gelmini, come l'ha definito la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Finocchiaro&lt;/span&gt;, nei confronti delle ragioni degli altri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Chiesa, invece, efficace come sempre nell'assicurare il proprio tornaconto, ha inizialmente taciuto. D'altra parte, in quel frastuono di protesta studentesca, ben difficilmente avrebbe avuto l'attenzione necessaria per far ascoltare le proprie ragioni. Ma una volta sopita la rivolta laica, non ha esitato a portare a fondo il suo attacco alla finanziaria che taglia i fondi anche alle scuole cattoliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri la Cei, con le parole di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bruno Stenco&lt;/span&gt;, monsignore e direttore dell'ufficio nazionale per l'educazione della Conferenza Episcopale Italiana, annuncia: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;le federazioni delle scuole cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese&lt;/span&gt;". Il taglio dei 120 milioni di euro per le scuole paritarie previsto da Tremonti, alla Chiesa non va proprio giù. "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;noi non ci aspettavamo nessun taglio, ma al contrario degli incrementi, mettere le scuole paritarie nel capitolo degli sprechi da tagliare è inconcepibile&lt;/span&gt;", argomenta Stenco lasciando intendere che, in molti istituti, suore e preti avrebbero raccolto firme contro il governo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'attacco è frontale e ben coordinato. Anche il Papa scende in campo auspicando "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l'adozione di misure a favore dei genitori che li aiutino nel loro diritto inalienabile di educare i figli secondo le proprie convinzioni etiche e religiose&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trascorrono solo una manciata di ore ed ecco che il Governo annuncia la sua ritirata: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;C'è un emendamento del relatore al disegno di legge di bilancio che stanzia 120 milioni per il 2009, mentre il taglio originario era di circa 134 milioni&lt;/span&gt;" dichiara &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giuseppe Vegas&lt;/span&gt;, sottosegretario all'Economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una totale disfatta, consumata nello spazio temporale di una mattinata. Alla Chiesa è bastato poco, pochissimo, per ricondurre il Governo Berlusconi sulla retta via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi un'alzata di sopracciglio a manifestazione di una contrarietà, di un fastidio. Poche parole, al tempo e nel modo giusto, ed ecco che il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Premier&lt;/span&gt;, quello che minacciava in televisione l'uso della polizia contro gli studenti, batte in ritirata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli studenti, quelli della scuola pubblica, laica, dello Stato, quelli scesi in piazza, malmenati ed ignorati, si tengono i tagli, ma avranno la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gelmini su You Tube&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E Berlusconi, quello che non sapeva della cena che ha escluso la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CGIL&lt;/span&gt;, che non era a conoscenza dell'aumento dell'Iva a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sky&lt;/span&gt;, sua concorrente nel mercato dei media, questa, invece, la saprà o no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MAURO DAVID&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.org/"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Vita di Donna Community&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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D’altra parte come darci torto? Vederli lì sul divano a divorare ore di Grande Fratello o, peggio ancora di Amici, ha frustrato ogni speranza. Constatare nei nostri figli lo stato di totale isolamento intellettuale e il disinteresse verso i fatti della vita ci ha resi isterici. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;   &lt;p align="justify"&gt; Si perché noi, 50 e 60enni, il mondo lo abbiamo cambiato davvero, e a dispetto di chi denigra e gode allo stesso tempo dei frutti di quella stagione di profonde mutazioni, lo abbiamo cambiato in meglio. Nelle fabbriche, nelle scuole, nella sanità. Eravamo giovani, presuntuosi , supponenti, fieri contestatori di ogni ordine costituito sulle diseguaglianze. Giovani contro, a volte antipatici, ma contro le Mutue di serie A e di serie B, contro le scuole riservate ai ricchi, contro lo sfruttamento degli operai, insomma... contro. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Si, certo, da qualche anno abbiamo iniziato ad innervosirci; la percezione che i nostri coetanei avessero dimenticato “com’era prima”, ci rattristava. Soprattutto quando tra gli smemorati riconoscevi quelli che avevano vissuto quella lunga e appassionata stagione. Le 150 ore per i lavoratori studenti, le opportunità offerte ai figli dei nostri emigranti affinché anche loro potessero partecipare al torneo dell’esistenza come giocatori effettivi, e non come raccattapalle; chi conservava la memoria di tutto questo? &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Oggi i nostri ragazzi sono lì, in prima fila. A migliaia manifestano la loro esistenza nel modo più democratico possibile: la&lt;img src="http://www.vitadidonna.org/images/stories/manifestazione_scuola.jpg" alt="manifestazione_scuola.jpg" title="manifestazione_scuola.jpg" style="margin: 5px; float: right; width: 199px; height: 124px;" height="124" width="199" /&gt; piazza. Scrivono al Presidente della Repubblica affinché difenda il principio stesso della scuola pubblica, fanno lezione nelle strade. Non indossano la kefiah, non ci sono bandiere rosse o foto del Che, simboli di un’illusione ormai archiviata. Ma non importa, anche se griffati sono lì, esistono. E non sono i soliti centri sociali, come la destra primitiva di questo paese sostiene. La maggioranza dei ragazzi per la prima volta assapora l’entusiasmo per la costruzione del proprio futuro, la condivisione di valori, l’uscita dalla solitudine. Che sollievo! Loro difendono e miglioreranno quello che noi abbiamo messo insieme. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; E’ notizia di oggi, l’Italia è al top della classifica dei paesi con maggiore disuguaglianza (OCSE). Il 10% degli italiani ha in tasca il 42% della ricchezza nazionale; al 90% della popolazione non resta che spartire quello che resta (Banca d’Italia). La divisione tra poveri e ricchi è sempre più marcata, il ceto medio sta scomparendo perché risucchiato dagli inferi del disagio economico. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Senza uguaglianza, in una società complessa non c’è futuro, ma conflitto. Non c’è evoluzione e civiltà in una comunità se i membri che la compongono, tutti, nessuno escluso, non migliorano la propria condizione intellettuale. Solo la scuola pubblica può assicurare un simile risultato. E’ scritto su tutti i libri di storia, quelli letti dai nostri ragazzi. Alla signora Gelmini, forse non più fresca di studi, gioverebbe un ripassino. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; L’istruzione è l’ingrediente base del benessere sociale, alla scuola non si devono sottrarre risorse, semmai vanno aggiunte, sempre e comunque. Benessere diffuso e opportunità equamente distribuite, questo è lo scopo dello Stato. Integrare, istruire, sostenere chi non ce la fa’; questo è invece il compito della scuola pubblica, che non è certo quello di selezionare con i sette in condotta. Abbiamo un bisogno disperato di tutto questo, i nostri ragazzi l’hanno capito, ma chi ha in mano le redini del loro futuro sembra perseguire altri obiettivi. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Forse i nostri padri, usciti dall’esperienza del fascismo, della guerra e della Resistenza, seppur da noi stessi contestati, ci guardavano con un senso di ammirazione e compiacimento per quel nostro agire in difesa dei valori universali introdotti dalla Rivoluzione Francese. Ci piace pensarlo. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Oggi come allora, guardiamo i nostri figli difendere ciò che abbiamo di più caro: il sistema di diritti che abbiamo costruito. Spesso critichiamo e mal sopportiamo le loro scelte, ma ora li amiamo e li apprezziamo per questo impegno. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Lasciate che ci culliamo in questa fantasia, in questa similitudine di eventi e di emozioni. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Il merito più evidente della Gabanelli è stato quello di far emergere quanto l’accordo raggiunto sia gracile, condizionato da scelte che ancora debbono essere prese, in particolare in sede europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riceviamo e pubblichiamo il contributo di uno dei “protagonisti involontari”&lt;/span&gt;.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si è mai chiesti che cosa c'entra Airone con la Privatizzazione dell'Alitalia il cui azionista di maggioranza è ancora il Tesoro?    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché i cittadini (azionisti di maggioranza perché il Ministero del Tesoro mi pare essere ancora dei cittadini) devono accollarsi anche i debiti di Airone azienda a capitale totalmente privato oltre che quelli di Alitalia?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Perché mai nessuno durante i giorni "caldi" della vicenda ha mai fatto menzione delle condizioni finanziarie di Airone che entrava nel "calderone" CAI?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Perché la maggior parte degli aeroplani fermati appartiene alla flotta Alitalia e non ad Airone?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Pensate forse che una compagnia ridimensionata nei voli di lungo raggio tale da diventare un vettore nazionale ed europeo possa facilmente competere con i vettori low cost?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Avete mai controllato in quali stati sono registrate le sedi delle aziende di molti degli imprenditori che devono difendere l'italianità dell'Alitalia?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Qualcuno si è mai occupato dei crediti che Banca intesa (Advisor scelto dal Governo per la privatizzazione di Alitalia) ha nei confronti del gruppo Airone?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Non vi sembra un po' pretestuosa la campagna mediatica orientata quasi esclusivamente sulla categoria dei piloti e dei suoi privilegi (gradirei sapere quali) e della loro bassa produttività?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Quanti sanno che il mio contratto pone come limite massimo di impiego 17 ore continuative che in casi eccezionali possono arrivare a 19?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Con tali limiti come si può parlare ancora di aumento di produttività?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Quale categoria di lavoratori può fare tale turno?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il mio contratto prevede 35 riposi a trimestre che fanno circa 11 giorni e mezzo al mese. Certo non sono gli otto o 10 al mese (week end) dei normali lavoratori, ma quando sono fuori per lavoro non ci sono 24 ore su 24. Se sono dall'altra parte del mondo e mia moglie o mio figlio si sente male pensate che io possa alzarmi uscire dall'ufficio e correre a casa?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Quanti sanno che ogni sei mesi, fino ad un giorno prima della pensione, devo fare un controllo per testare il mio livello di preparazione pratica e teorica al simulatore di volo?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Quanti sanno che se non lo passo non posso volare e che se non lo passo per due volte consecutive giustamente vengo licenziato?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Quante categorie di lavoratori al mondo si sottopongono (per legge) a questi controlli?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Quanti sanno che il numero di equipaggi per aeroplano che chiedeva Air France, i cui piloti si è sempre sbandierato ai quattro venti fanno più ore di volo di quelli Alitalia, era maggiore di quelli chiesti da CAI?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Air France veniva forse a fare beneficenza facendoci volare meno dei suoi piloti?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Come è possibile che Air France, pagando i suoi piloti circa il 30% in più di Alitalia, lo scorso anno è stata la compagnia aerea che ha fatto più utili al mondo?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Qualcuno, in questi giorni, ha mai parlato di quali voci del bilancio Alitalia sono le principali responsabili dei forti passivi e quindi di conseguenza quale la criticità nella quale intervenire in un eventuale piano di rilancio?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Pensate forse che i piloti, selezionati professionalmente e psicologicamente, per farsi carico della responsabilità della vita di centinaia di persone, fossero proprio così stolti capricciosi e viziati da voler affondare un patrimonio dell'Italia e degli italiani e soprattutto rischiare di perdere il proprio lavoro perché non volevano rinunciare a questi "famosi" privilegi di cui tanto si parla?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Pensate che con moglie (senza reddito) un figlio, uno in arrivo ed un mutuo da pagare per altri 16 anni mi possa permettere di dire no a tutta questa operazione della CAI solamente per un semplice capriccio?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Alla luce di queste domande, e ce ne sarebbero altre decine, lo slogan usato dai dipendenti e tanto strumentalizzato come segno di irresponsabilità "meglio falliti che in mano a 'sti banditi", è proprio così sbagliato o potrebbe avere un fondamento?   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Forse se si prova a dare risposta a queste domande magari si esce fuori da questo tunnel cognitivo nel quale l'opinione pubblica e i media si sono infilati.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Roberto Giovannetti (Pilota Alitalia)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Gli italiani, tradizionalmente risparmiosi, vi si recavano a depositare il prodotto delle piccole economie mensili, spesso intimoriti dal silenzioso lusso delle grandi sedi.   &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt; Mi riferisco al decennio a cavallo tra il ’75 e l’85, periodo in cui il sistema bancario svolgeva ancora prevalentemente la sana funzione di intermediazione, convogliando il risparmio raccolto verso le attività produttive di questo paese.  &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Pochi gli strumenti messi a disposizione del risparmiatore: libretto di risparmio, titoli di stato, obbligazioni dei grandi enti; al massimo qualche “pronti contro termine” per i clienti più facoltosi. &lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; Insomma, un paradiso di certezze e di stabilità: il risparmio delle famiglie contribuiva alla crescita del sistema industriale finanziando le iniziative imprenditoriali, mentre la Banca d’Italia sorvegliava rigidamente sugli equilibri impedendo ogni forma di espansione territoriale. Vacche grasse per i banchieri, che prosperavano, al riparo da ogni concorrenza, nelle cristallizzate rendite di posizione e tempi d’oro per i bancari. Quest’ultimi, avvantaggiati&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;dalla &lt;i&gt;“scala mobile anomala” &lt;/i&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;che gonfiava la busta paga, rappresentavano la categoria più invidiata; nessun budget da raggiungere, poco stress e poche le competenze professionali richieste, per lo più contabili-esecutive.  &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;Prima c’era la Banca, poi giunse in Italia la concorrenza&lt;/b&gt;. &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; Nel 1975 la Banca d’Italia varò la sua politica di liberalizzazione. Con il &lt;b&gt;&lt;i&gt;terzo Piano Sportelli&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; la rete distributiva del sistema bancario italiano si ampliò di oltre il 45% (tra il 1990 e il 1995). Non passò molto tempo che anche le banche straniere fecero il loro ingresso in Italia. &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; Rapidamente la competizione divenne rovente. Nelle strutture centrali nacquero uffici specializzati nello studio e nella vendita di nuovi prodotti.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;Lentamente il marketing, termine ricorrente nell’industria, iniziò ad insinuarsi anche in banca.  &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; Era sul finire degli anni ’80 e ricordo ancora il mio amico &lt;b&gt;Maurizio Buonomo&lt;/b&gt;, responsabile marketing dell’Associazione Bancaria Italiana, prodigarsi per fornire alle associate gli strumenti necessari ad affrontare il nuovo corso; seminari, convegni, pubblicazioni.  &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; Chi, come il sottoscritto, si occupava di comunicazione aziendale fu costretto a correre ai ripari progettando inediti interventi di formazione del personale (altra attività sconosciuta in banca): orientamento al cliente, psicologia di vendita, prodotti e servizi…. tutto all’ombra del grande guru americano &lt;b&gt;Philip Kotler, &lt;/b&gt;&lt;span&gt;pioniere del marketing sociale. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Un periodo denso di cambiamenti in cui anche il lessico utilizzato subì le sue trasformazioni: l’utente bancario divenne &lt;i&gt;“cliente”&lt;/i&gt;, mentre l’impiegato si trasformò in una &lt;i&gt;“risorsa umana”.&lt;/i&gt; Il lavoro svolto in termini di comunicazione, affinché la &lt;i&gt;risorsa umana&lt;/i&gt; abbandonasse la tradizionale cultura della “quadratura di cassa”, per assurgere al ruolo più nobile di &lt;i&gt;facilitatore della soddisfazione dei bisogni del cliente&lt;/i&gt;, è testimoniato dai programmi di formazione che giacciono nei polverosi archivi delle banche. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;La fidelizzazione del cliente era lo scopo autentico e sincero, ma il raggiungimento di questo traguardo era subordinato alla capacità dell’operatore bancario di individuare e dare soddisfazione ai bisogni concreti del suo interlocutore; la manipolazione dell’informazione, finalizzata alla vendita, era bandita dai nostri interventi. E non solo per un atteggiamento etico, ma anche perché fermamente convinti che un cliente “fregato” non sarebbe stato un cliente fedele. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Oggi la storia è diversa. Il panorama dei prodotti è vasto e a volte sconosciuto all’operatore bancario che ne possiede solo una conoscenza superficiale. E’ così che il risparmiatore si trova ad investire, direttamente o indirettamente&lt;i&gt;, in futures, in financial futures, in currency futures, derivati,&lt;/i&gt; ecc. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Cosa sono? Il cliente sa in cosa mette i suoi soldi? Si, certo… ci sono i prospetti informativi che vanno consegnati prima della firma del contratto, ma quanti hanno le competenze per comprendere le informazioni fornite? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Ma la storia è diversa anche per l’atteggiamento delle banche. Azionisti ossessionati dal guadagno, personale non&lt;/span&gt;&lt;span&gt; sufficientemente formato, al limite del collasso psico-fisico per gli ambiziosi obiettivi di vendita che vengono assegnati. Risorse umane confuse tra pressioni, minacce e premi d’incentivazione. Ho assistito a corsi di formazione di Team Building in cui venivano proposte esperienze di fachirismo, stendersi sui vetri o camminare sul fuoco; ho visto gli occhi spiritati di chi accettava di cimentarsi in quelle attività estreme. Rari casi di formazione delle risorse umane? Probabilmente si, ma esiste anche questo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Questa mattina ho ascoltato alla radio l’intervento di una dipendente di banca che manifestava la sua preoccupazione per l’incontro imminente con alcuni clienti: &lt;i&gt;“hanno perso tutto, adesso cosa gli dico?”&lt;/i&gt;. Come farà a spiegare che li ha indotti ad investire su di una famiglia americana, economicamente malandata e priva di assistenza sanitaria? &lt;span&gt; &lt;/span&gt;Una scommessa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Negli anni la formica diventa cicala. Si, perché se in passato il risparmio finanziava attività concrete, aziende, produzione e posti di lavoro, oggi s’investe sul nulla, sull’andamento di un tasso d’interesse o sui debiti della gente; il private banking è ormai un’attività da “sala bingo” in cui l’avidità detta le sue leggi. Regole peraltro condivise da tutti i giocatori: dal venditore che, pur di raggiungere il budget, camminerebbe sulle braci; dall’investitore che disprezza la sicurezza dei BOT per abbracciare l’effimera promessa di un guadagno maggiore. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Chi è più mariuolo? Chi cerca un Rolex autentico ad un prezzo da bancarella o chi rifila la patacca?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;h5&gt;Prima c'era la banca, poi la concorrenza ed infine la TV berlusconiana&lt;br /&gt;&lt;/h5&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Il Papa ha detto: “I soldi scompaiono, solo la parola di Dio è solida”. Se sostituiamo la parola “Dio” con “etica dell’esistenza” e “senso della realtà”, per una volta, sono d’accordo con lui.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;La formica diventa cicala quando è sistematicamente influenzata dai media che propongono modelli esistenziali riprovevoli, sia sul piano etico che su quello “pratico”. Troppa passerella di gente insignificante, priva dello spessore e delle autentiche competenze legate al fare, al costruire. Troppi guadagni facili esibiti. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Riferendoci all’industria dell’intrattenimento, &lt;a href="http://blog.lucien.it/msg/index.php?2006/09/17/115-isola-dei-famosi-4-costi-ipotizzati"&gt;quanto costa alla Rai la realizzazione di una serie dell’Isola dei Famosi?&lt;/a&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;img src="http://www.vitadidonna.org/images/stories/isola_famosi.jpg" alt="Isola dei famosi" title="Isola dei famosi" style="margin: 5px; float: right; width: 200px; height: 150px;" height="150" width="200" /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;Qualche milione di euro per esibire al grande pubblico il lati nevrotici di ex famosi in bancarotta o in cerca di una nuova visibilità; il vuoto, il nulla. Tra un’isterica crisi di pianto e una discussione mediocre, irrompe la pubblicità che invita all’acquisto del SUV potente e aggressivo: compra oggi e paghi domani in comode rate. Si torna sull’Isola, corpi seminudi tenuti insieme da costose protesi al silicone, altre manifestazioni di primitività, altro spot pubblicitario in cui il faccione sorridente di Berlusconi promette ricchezza e libertà.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Pessimo intervento educativo, è così che la formica diventa cicala. La famiglia con un reddito da 2/3 mila euro al mese, una volta risparmiatrice e con i “piedi per terra”, ora va in giro con il SUV e disprezza i BOT (non sono a la page); si crede benestante. La cicala moderna ha appoggiato il taglio dell’ICI anche per i ricchi, ma non è ricca. E’ favorevole alla scuola privata pensando di rincorrere l’eccellenza, ma ignora che probabilmente finirà tra le mani incompetenti di qualche “suorina”. Senza il gettito ICI, Alemanno ha sospeso i finanziamenti ad alcune scuole professionali, parliamo di parrucchieri. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Ora la cicala non sa come pagare le rate, è spaventata dalla crisi finanziaria, non ha nemmeno la possibilità d’imparare il mestiere di parrucchiere, e presto sarà confusa perché non saprà nemmeno in quale classe sociale riconoscersi. &lt;span&gt; &lt;/span&gt;Ma niente paura, ci penseranno la Social Card di Tremonti, la sanità e la scuola per i poveri ad indicare il posto assegnato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Le borse crollano, Berlusconi compra una nuova villa sul lago, l’impiegata di banca non sa cosa dire ai suoi clienti. Forse e solo l’inizio,&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;per giunta…&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Un po' seccati..  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ci riesce di spiegare che è anche un'azione dimostrativa, che vogliamo smuovere le acque, avere segnalazioni,  denunce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche durante il week end le coppie che verranno (tutte coppie, solo delle adolescenti, sabato, in gruppo e un'infermiera di un ospedale cattolico, domenica, da sola) saranno interessate solo a ricevere il servizio e scappare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sì che da incuriosirsi ce ne sarebbe parecchio. Sabato vengono a studio, ancora regge, ma domenica li ricevo a casa, in camicia da notte e zoccoli...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si fanno capaci, si scusano per il disturbo, si guardano intorno, pensavano che fosse un ambulatorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono giovani, non hanno visto il '68, il '77, gli anni '80... per loro una femminista è una madre che non cucina...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo una coppia sulla trentina, che ha aspettato un'ora al San Giovanni per sentirsi rispondere di no, ha voglia di denunciare, prende il numero dell'associazione Luca Coscioni, anche se poi non telefonerà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ultimi di sabato chiamano all'una, da Cinecittà, ma poi non arrivano e i primi di domenica, alle cinque e mezza, chiamano perchè non trovano il numero di Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiamano dalla Sicilia, se conosciamo gli ospedali che la prescrivono, e da Verona, dopo aver ricevuto un rifiuto dalla guardia medica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spieghiamo che comunque il medico li deve vedere, che non può invocare l'obiezione di coscienza.&lt;br /&gt;La sera con una coppia ci diamo appuntamento davanti al cinema, e all'una, quasi in chiusura, uno squillo mi induce a richiamare. Mi risponde una ragazza, voleva solo capire se eravamo veri. Mi viene da ridere, "si, si, siamo veri, ma stiamo per chiudere per stanotte, a domani".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani è il turno della pediatra. E' lunedì....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo contenti di come è andata, ci rimarrebbe la voglia di chiedere se hanno capito, se sanno perchè siamo lì, cosa gli resta di questo gesto di solidarietà-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restiamo col dubbio di fare un volantino da accompagnare alla ricetta.. non chiediamo nulla, ma forse una riflessione sì. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.org/politica/politica/pillola-del-giorno-dopo-la-prescrive-vita-di-donna.html" target="_self"&gt;Sos pillola del giorno dopo, il servizio e i numeri telefonici&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.org/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vita di Donna Community&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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I suoi colori, la creatività, la vivacità, genuinità e ospitalità della nostra gente sono tutte cose che fino a pochi giorni fa venivano decantate all'estero come marchio dell'essere italiano e che tanto mi rendevano orgogliosa. &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;   &lt;/div&gt;    &lt;div align="justify"&gt; Come può ben immaginare, continuo a seguire tutti i fatti di attualità, di politica, di cronaca che riguardano il nostro Paese, e mi creda, mi rattrista dover confessare a Lei e prima ancora a me stessa che mi vergogno dell'Italia ritratta in questi giorni su tutte le prime pagine dei giornali nazionali e internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Presidente ma che succede? Dove è finita la succitata "ospitalità" degli italiani? E' davvero possibile che il sentimento più forte che emerge nella popolazione sia ormai la paura dello straniero, del migrante, dell'immigrato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sicurezza è certamente un problema serio, ma non penso che il modo giusto di risolverlo sia quello di alimentare la paura e l'intolleranza nei confronti di persone comunitarie ed extracomunitarie. Piuttosto penso che una più attenta politica di integrazione sociale sia la soluzione al problema dell'Immigrazione che a mio avviso, non coincide (come il governo vuole far credere) con il problema della Sicurezza. &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; Siamo in EUROPA e credo sia assurdo leggere ancora sui giornali, titoli come "ragazza italiana violentata da un romeno". Con questo non voglio sminuire affatto la bruttura del reato, mi auguro soltanto che la giustizia faccia il suo corso indipendentemente da chi lo ha commesso. Quindi mi chiedo quale sia il bisogno di sottolineare la diversa nazionalità?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt; Sono una ricercatrice e il mio lavoro mi ha dato la possibilità di uscire fuori dai "nostri confini" e mi creda non ho mai trovato tanta intolleranza come quella che sta nascendo e che si sta alimentando negli ultimi tempi in Italia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt; Adesso sono in Inghilterra e come lei sa qui di immigrati (comunitari ed extra comunitari) ce ne sono tanti, ma così tanti che non si può più fare una distinzione. Per farle solo un esempio, a Pasqua ero ad Oxford e in Chiesa ho assistito ad uno spettacolo meraviglioso: c'era tutto il mondo rappresentato in quella piccola Chiesa Cattolica. Mi colpì e mi commosse la diversità dei colori della pelle, dei costumi, ma al tempo stesso l'omogeneità e la coralità di tutte quelle persone.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt; Mi chiedo quando in Italia sarà possibile respirare quella stessa atmosfera di integrazione che si trova ormai nel resto d'Europa?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt; Signor Presidente spero tanto che Lei non permetterà al presente governo di inasprire i rapporti tra gli italiani e gli immigrati, spero che Lei alzi la voce davanti a ministri che giustificano e incitano alla pulizia dei campi rom, spero che Lei faccia tutto quello che è in suo potere per rendersi portavoce della necessità di migliorare la politica di integrazione sociale di cui l'Italia ha oggi bisogno per confrontarsi alla pari con il resto del mondo e d'Europa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt; Fiduciosa nella sua persona e nell'importante carica istituzionale che lei ricopre, la ringrazio per la sua attenzione e le auguro buon lavoro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; Cordiali saluti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria Vinci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- do nothing --&gt; &lt;i&gt;(Pugliese, 34 anni, da 5 o 6 si dedica alla ricerca sul cancro. Ha studiato e lavorato a Milano (Ifom) e a Heidelberg in Germania. Ora si trova in Inghilterra) &lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Interessi di parte e non comuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ricorda Luigi Cancrini sull’Unità, all’inizio degli anni ’80 gli abitanti delle borgate romane smisero di votare per il PCI dopo aver ottenuto acqua, luce, gas, fognature e fermate dell’autobus. Petroselli, grande sindaco comunista, s’adoperò in modo concreto per migliorare le condizioni di vita di quel popolo di emarginati, che poi votò a destra perché minacciato dai nuovi arrivi di immigrati (del nostro sud).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi come allora, la destra manifesta grande capacità nell’intercettare l’atteggiamento paranoico di alcune sacche di popolazione. E’ scritto nel DNA delle genti che abitano ogni angolo della terra: esiste una corrispondenza direttamente proporzionale tra paranoia e aggressività. Alzare la percezione d’insicurezza (e in questo la destra è maestra) per condurre l’elettore su posizioni conservatrici e retrive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi rivendica e promette sicurezza, urla a pieni polmoni la sua politica di protezione dei grandi e piccoli interessi. Ecco quindi che l’operaio, l’impiegato, l’artigiano e il piccolo imprenditore gli si affidano convinti di far parte della “specie protetta”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune Regioni passano alla destra. Aree del paese per nulla ricche e che sopravvivono grazie al denaro sottratto al nord ed elargito da uno Stato “ladrone e centralista”; per questi elettori non ha alcuna rilevanza il programma federalista della Lega che, tagliando i finanziamenti, peggiorerà la loro sanità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nonsense&lt;/span&gt;, un darsi la zappa sui piedi, ma è così che va in una società complessa, in un paese che trova la sua identità solo durante la finale dei campionati mondiali di calcio. Gli operai votano per il padrone, un padrone insofferente delle conquiste garantiste compiute dalla sinistra; non è un sovvertire l’ordine naturale delle cose, è solo un giro di boa: alcuni ce la faranno a conservare o a migliorare la propria condizione esistenziale, gli esclusi andranno invece ad ingrossare le fila dei nuovi emarginati, in attesa di una sinistra che accolga le loro istanze per un successivo giro di boa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il naufrago del Titanic, che ha guadagnato il suo posto nella scialuppa di salvataggio, prende a remate sulla testa chi è ancora in acqua; questa è la sintesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è facile parlare agli elettori di questo paese. Non lo è se l’interlocutore di sinistra, irrigidito su vaghi ideali di una diffusa giustizia sociale, perde le capacità di ascoltare di vedere e di prevedere.&lt;br /&gt;In una contesa elettorale, il popolo è arbitro sovrano; guai ad ignorarne umori, aspettative e percezioni. Mantenere il governo di una nazione perseguendo accanitamente il nobile ideale leninista, il bene del popolo, di tutto il popolo, nessuno escluso, è un autentico suicidio politico se la sinistra italiana non riprendere a parlare e ad agire come un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Soviet Supremo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se aiutiamo le ragazze rom (italiane o straniere che siano) ad uscire dai campi spingendole verso un apprendistato di lavoro come sarte, stiamo usando uno stile “sovietico” di distruzione di una cultura o stiamo offrendo un’opportunità “illuminista” a degli esseri umani?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando premiamo sulle donne romene di basso livello socio culturale affinché adottino una contraccezione (loro, spesso abituate ad abortire più volte), stiamo violentando la loro cultura tradizionale o le imbarchiamo sulla nave dell’emancipazione femminile, che noi consideriamo una delle grandi conquiste dell’800 e del ‘900?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sollevare dal carico fiscale un ceto medio composto da quadri direttivi e da piccoli imprenditori, offrire, ad esempio, la possibilità di detrarre la colf (un autentico costo di produzione del reddito familiare), significa fare i soliti interessi dei “benestanti” o difendiamo la loro potenzialità di contribuire economicamente al sistema?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una società occidentale a capitalismo avanzato i diseredati vanno protetti allo stesso modo dei lavoratori precari, dei giovani in cerca di lavoro, dei ceti a basso e medio reddito, che portano il gettito fiscale su cui si regge lo Stato. L’efficienza dei servizi pubblici protegge anche i ricchi, i ceti medi sono ben lieti di mandare i loro figli nelle scuole pubbliche, che da noi, a differenza che all’estero, sono considerate migliori delle private, e di farsi operare negli Ospedali pubblici, da sempre garanzia di maggior competenza e sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non abbiamo bisogno di dare il colore della destra al buon funzionamento dello Stato, che incontra il favore di tutti i ceti sociali. Nella sinistra vi è una grande tradizione di controllo del territorio, di spinta al progresso nei confronti delle arretratezze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno Stato socialdemocratico efficiente spinge, stimola, reprime per convincere, non perde la speranza che tutti i cittadini possano contribuire al buon funzionamento delle strutture. Accetta fino in fondo il presupposto del profitto, senza retropensieri (e su questo bisogna fare una riflessione ben ferma), e non dimentica di dare soddisfazione a chi si impegna, né di proteggere (a volte anche da sé stesso) chi scivola del disagio sociale o personale e delinque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discorsi difficili, aspri, rischiosi. Ma mai come ora vale la pena di farli..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perseguire la difesa delle sacche sociali bisognose e difendere gli interessi di quelle più agiate; prendersi cura di quelli che hanno da perdere e di quelli che hanno da guadagnare, per un motivo molto semplice: è l’unica via possibile. Scolarizzare i figli degli ultimi della terra, incalzarli nell’uscire dall’arretratezza, persuaderli all’integrazione ed al rispetto delle nostre conquiste culturali. Di questo abbiamo bisogno e non certo delle ronde padane che soddisfano solo l’appetito forcaiolo sempre più diffuso nel paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si va a destra quando chi paga, non solo i costi di una macchina statale sempre meno efficiente, ma anche la scuola e la sanità per i ceti sociali meno abbienti, vede minacciato il proprio tenore di vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si va a destra quando sale la percezione d’insicurezza anche fisica; bastano pochissimi reati compiuti da qualche immigrato, abilmente cavalcati dalla propaganda di destra, ed il gioco e fatto. E non ha importanza alcuna se la maggioranza dei delitti, sia per numero che per efferatezza, vengono invece compiuti da italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I segnali vanno dati con azioni concrete che soddisfino le attese dei cittadini, Cacciari sostiene che la sicurezza e la legalità non hanno colore; Cofferati a Bologna, Dominici a Firenze, Zanonato a Padova, sindaci di sinistra che hanno intrapreso provvedimenti “incolore” hanno indignato molte coscienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la sinistra italiana vive la sua sconfitta e lascia il paese nelle mani di una destra dai connotati sudamericani; e questa è una grave responsabilità, non sarebbe un dramma se l’Italia disponesse di una destra che oggi non c’è (quella di Montanelli).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si apre la riflessione sui motivi della disfatta, alcune teste salteranno, volti nuovi faranno la loro comparsa, ma quello che più preme è che la sinistra impari la lezione che gli ultimi saranno beati se i primi saranno ascoltati.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Ora la questione mi sembra debba affrontarsi anche con competenza clinica, lo dico senz'ironia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;      &lt;div align="justify"&gt; &lt;i&gt; Come resistere altri cinque anni all'occupazione sistematica d'ogni spazio visivo, all'esibizione insistita di rancore, vendetta, volgarità? Ci vorrà equilibrio psichico fermissimo per non abbandonarsi alla depressione od alla rabbia dell'impotenza. Né basterà l'analisi razionale per accettare il dato di realtà più sconfortante: che cioè almeno la metà dei nostri concittadini ha scelto questa destra con piena consapevolezza!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi continuiamo a dire che B. è un venditore di fumo, un bugiardo. Ma quando mai? B. è prevedibile in ogni sua mossa, non ha mai smentito le attese, ha sempre fatto e detto le cose che ci si aspettava da lui! La sue cosiddette bugie null'altro sono che scoperto ed ammiccante artificio retorico! Come dunque convivere con l'altra metà della popolazione, che in B. si riconosce? Come passare i prossimi anni, durante i quali non ci sarà risparmiato nulla e vedremo legittimati e dilagare comportamenti agli antipodi dei nostri orizzonti morali? Insomma, caro Cancrini, suggeriscici le forme per elaborare l'accettazione d'una realtà ingrata. Con stima profondissima.&lt;/i&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; Lettera Firmata  &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;i&gt; &lt;/i&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; All'interno di una riflessione illuminata e molto attuale, Gramsci scriveva nei suoi Quaderni della differenza sostan­ziale, nella rivoluzione francese, fra giacobini e sanculotti. Animati i primi, che erano a vol­te di origine proletaria ma che venivano spes­so anche dalla borghesia, dalla nobiltà e dal clero, dall'idea di essere (o di dover essere) i protagonisti di un grande processo della sto­ria e coinvolti, i secondi, invece, da un movi­mento che sembrava in grado di corrisponde­re alle loro aspettative immediate: alla possibi­lità, dopo anni di sofferenza, di liberarsi del giogo cui erano stati a lungo ingiustamente sottomessi. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Pronti, i primi, a trasformarsi (i Robespierre ed i Sanjust) in rigidi, (ed eventual­mente spietati) difensori di un'idea che incar­nava i loro ideali. Pronti, i secondi, a modifica­re le loro posizioni di fronte ad una realtà che suggerisce altri modi di difendere gli interessi che erano meglio difesi, in una certa fase, dal­le idee rivoluzionarie. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Proposto in modo chia­ro dall'esempio di Granisci, il discorso relati­vo alla necessità di riflettere sulle motivazioni degli uomini e delle donne che portano avan­ti un discorso, rivoluzionario o di sinistra, spie­ga molte cose. Una sinistra forte ha bisogno di una combinazione ampia di motivazioni di­verse. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt; Lasciati a sé stessi, privi di un riscontro concreto delle motivazioni terrene dei sancu­lotti, i giacobini si sono irrigiditi nelle mo­struosità del comunismo reale o nelle chiac­chiere dei salotti buoni. Privi di rapporto con le idee alla base della loro emancipazione, i sanculotti si sono trasformati facilmente in persone di destra. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Come accadde all'inizio de­gli anni '80, quando avendo appena ricevuto acqua, gas e luce per l'iniziativa di Luigi Petroselli, un grande sindaco comunista, molti abi­tanti delle borgate romane smisero di votare il Pci (che a lungo li aveva aiutati nelle lotte per la fontanella e per la fognatura, per la fermata dell'autobus e per la scuola dei figli) e aderiro­no (cosa che allora ci stupì) a quei movimenti di destra che più facilmente intercettavano il loro bisogno di sentirsi cittadini a pieno titolo di una Città che li aveva a lungo emarginati: ri­conoscendo il loro bisogno di distinguersi dai nuovi emigranti. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt; Il fascismo e le formazioni politiche che si rifanno alla destra diventano forti, infatti, quando le persone sentono il bi­sogno di difendere degli interessi, piccoli o grandi, ma personali e consolidati. Il cemento ideologico che ne consente lo sviluppo è so­prattutto quello della paura di perdere i loro beni o i loro piccoli grandi privilegi. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt; Una pau­ra suscitata dal Comunismo (ancora oggi!) o dagli emigranti: gli italiani di ieri nell'America di Sacco e Vanzetti o nella Svizzera di "Pane e Cioccolata; gli extracomunitari di oggi nel­l'Italia di Bossi, Fini e Berlusconi e nella Fran­cia di Sarkozy: i terroristi islamici nella vulgata occidentale partita da George W. Bush e con­validata oggi da un Papa povero di amore per gli altri e di senso della realtà. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt; Sono partito da lontano per dirti che dovre­mo riflettere a lungo sulle ragioni di questo trionfo annunciato della destra di Berlusconi. L'idea di Prodi e della sinistra per cui il reddito deve essere ridistribuito non piace a chi ha molto e non piace nemmeno a chi ha poco se teme che la ridistribuzione cominci da lui. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt; L'idea per cui gli emigranti che vengono nel nostro paese sono bocche in più da sfamare e problemi seri per la sicurezza ed il benessere degli italiani non è realistica ma colpisce le persone che riflettono di meno. Tempi non ideologici, in cui l'antipolitica ha messo in cri­si l'immagine dello Stato e delle istituzioni so­no tempi in cui la tendenza a richiudersi nel proprio particolare è forte soprattutto se forte è la paura di poter stare peggio e se non si rie­sce più, da sinistra, a portare avanti un discor­so che distingue lo stare bene dal benessere economico. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt; Impostando l'iniziativa politica sul tentativo di gareggiare con Berlusconi sul terreno delle promesse materiali (i bonus per le famiglie, le assicurazioni per le casalinghe, la pace sociale garantita dalla presenza in lista degli industriali e degli operai) Veltroni ha portato avanti una competizione impossibile da vincere perché chi pensa a sé ed al proprio particolare (compresi gli ex sanculotti) si fida­va e si fida più di Berlusconi (o di Casini) che di lui e perché chi crede nella forza delle idee si sente deluso da questa sua scelta. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt; Così come deluso si è sentito dai giacobini (di cui anch'io ho fatto parte) che hanno combattuto ugual­mente una battaglia impossibile. Le grandi idee fanno presa nelle masse solo se vengono portate avanti da persone capaci di intercetta­re con intelligenza i bisogni reali dei "sanculot­ti": una capacità ed una intelligenza che ci so­no mancate. Quello cui ci troviamo di fronte è un trauma di cui dobbiamo capire le ragio­ni. Elaborandolo proprio per evitare la malat­tia depressiva, quella che si determina quan­do il dolore resta chiuso dentro di noi. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt; Quan­do non trova le parole per essere detto ad altri. Quando non trova lo sbocco del ragionamen­to condiviso necessario per andare avanti in una situazione come questa. L'uomo, diceva Marx, è un animale sociale e il dovere degli uo­mini è, storicamente, quello di realizzare que­sta sua caratteristica. Partendo da un'analisi at­tenta dei problemi. Evitando di irrigidirsi (il ri­schio di sempre dei giacobini) all'interno di posizioni che contribuiscono più alla reazio­ne che al cambiamento ma senza abbandona­re l'idea per cui gli uomini possono stare dav­vero meglio solo se riescono a stare bene tutti. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;i&gt;Per gentile autorizzazione dell'autore &lt;/i&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Un’esperienza privata e singola che però consente di allargare lo sguardo su di una realtà che soltanto in Italia impiega oltre 200.000 persone, per lo più donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donne di ogni età e ambiente, che si danno da fare alla postazione angusta loro assegnata – grande la metà di un banco di scuola – con i loro pc e telefoni, che nell’insieme ricordano le batterie per i polli di allevamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola è lo strumento e la chiave di volta dell’esercito di lavoratrici precarie, ed è la violenza delle loro parole a essere messa in scena. Violenza tra azienda e venditori, violenza tra venditori e possibili acquirenti. Le parole si gonfiano e si sgonfiano a seconda del peso specifico e del contenuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il libro: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Il Mondo deve sapere – romanzo tragicomico di una telefonista precaria” di Michela Murgia - ISBN edizioni è il diario di un mese in un call center. Per trenta interminabili giorni, l’autrice ha venduto aspirapolvere al telefono a migliaia di casalinghe per la Kirby, una multinazionale americana. Intanto annotava tecniche di persuasione e castighi aziendali, descrivendo un modello lavorativo a metà tra berlusconismo e scientology. Michela Murgia è nata a Cabras, Oristano, nel 1972. Dopo gli studi teologici è stata webmaster, manager, operatrice in un call center. Il mondo deve sapere è il suo primo romanzo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Roma, Piccolo Eliseo&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;debutto - lunedì 28 aprile, ore 20.45&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;29, 30 aprile e 2, 3 maggio - ore 20.45 &lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;domenica 4 maggio - ore 17.00&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:garamond, new york, times, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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E' bastato un governo Berlusconi per costringere le coppie italiane con problemi di sterilita' ad andare all'estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pillola del giorno dopo, l'aborto medico (ru 486), il diritto delle minorenni a rivolgersi al giudice tutelare, persino la spirale (vedi sotto) verrebbero messi in crisi drammatica da un governo clerico/berlusconiano/fascista. Ricordiamo come e' stata accolta Vladimir Luxuria in parlamento dalle destre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Andiamo a votare a sinistra, difendiamo i nostri diritti e la nostra libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Associazione Vita di Donna Onlus&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;   &lt;b&gt;Dal sito dell'ADUC&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;LE INIZIATIVE DELL'ULTIMA QUINDICINA     &lt;br /&gt;MEDICI OBIETTORI PER LA SPIRALE CONTRACCETTIVA? MEDICI DELINQUENTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci ha scritto una persona di Genova raccontandoci cosa e' accaduto ad una sua amica che abita in Lombardia. La lettera e' stata inviata alla rubrica "Cara Aduc" dove, quotidianamente, vengono pubblicate le lettere di chi ci scrive e le nostre risposte. Ecco il testo di questa significativa lettera e la nostra risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salve, premetto che probabilmente questo non è il luogo più adatto per questo genere di consiglio, ma non so dove altro rivolgermi, se foste così gentili da potermi dare qualche delucidazione ve ne sarei veramente molto grato. Un'amica si è recata in un consultorio per l'applicazione di una spirale intrauterina, per evitare future gravidanze indesiderate. La dott.sa presente si è rifiutata per motivi di coscienza, a parer suo "la spirale bloccando lo spermatozoo prima che raggiunga l'ovulo di fatto esegue un aborto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là dell'assurdità scientifica mi domando se la legge sull'obiezione di coscienza consenta veramente al medico di esercitare o meno pratiche in totale arbitrio o se esista un elenco di cose per cui si può obiettare. Se la dott.sa ha commesso un illecito, quale sarebbe il modo corretto per agire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tenete presente che in seguito a tre rifiuti su tre richieste (sembra che tutti i consultori lombardi siano perennemente pattugliati da obiettori di coscienza) la mia amica ha rinunciato. Vi chiedo inoltre se è possibile usufruire dei consultori di qualche regione dotata di medici con meno problemi di coscienza riguardo l'altrui condotta. Vi ringrazio moltissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Risposta dell'Aduc: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questo medico, a nostro avviso, ha commesso un illecito penale non garantendo il pubblico servizio a cui e' demandato. A parte l'ignoranza scientifica di questo medico che lei ha ben evidenziato, non esiste un diritto all'obiezione di coscienza in merito, diritto invece previsto per l'interruzione di gravidanza. Pertanto le consigliamo un esposto alla procura della repubblica: una raccomandata A/R in cui racconta al magistrato quanto accaduto e chiede se non vi siano gli estremi di un reato.&lt;br /&gt;Per l'aspetto pratico, oltre ovviamente a dirle di provare in altri consultori, e' probabile che in regioni vicine, come l'Emilia Romagna, ci siano medici non delinquenti come quello capitato a lei.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Altri ci hanno scritto per porre domande alle quali, magari , è stato impossibile dare una semplice risposta via e-mail. Altri ancora ci hanno contattato solo per il desiderio di essere ascoltati in un luogo segreto e intimo, dove il loro grido di dolore potesse trovare una piccola eco… Oppure vi siete affacciati al centro per un fuggevole primo contatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo molti sono riusciti ad andare avanti nel loro percorso, lavorando duramente per capire il proprio disagio e diventare più forti , anche grazie agli incontri periodici di via Giovagnoli. I percorsi terapeutici del centro ma anche le iniziative di auto aiuto (diario alimentare , gruppi sul corpo, gruppi dei familiari), che sono nate spontaneamente, sono stati importanti. Tutti questi puntelli sono diventati infatti un supporto indispensabile per combattere un sintomo che nelle sue diverse forme divora alcuni 24 ore su 24 e che coinvolge tutti coloro che ci amano e che si sono sentiti ridotti all’impotenza e alla colpa..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ dunque con orgoglio e con gioia che vogliamo comunicare la nascita della nostra Associazione per la Ricerca, la Prevenzione e la Cura dei &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_000056.html"&gt;Disturbi Alimentari&lt;/a&gt;: si tratta di una iniziativa che ci aiuterà a portare avanti il cammino intrapreso e ad arricchirlo di nuovi strumenti di supporto (per esempio il progetto di Casa Famiglia per pazienti DCA).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci auguriamo che l’associazione ci permetta di allargare la sfera di intervento, soprattutto nel campo della prevenzione, scolastica e non, che ci sta particolarmente a cuore. Sappiamo infatti quanto il fenomeno sia diventato dilagante nella nostra società del benessere- malessere: anche la commissione di studio del Ministero della Sanità ha dovuto finalmente ratificare il fatto che i Disturbi della Condotta Alimentare costituiscono oggi una vera e propria emergenza sanitaria, a causa della loro pervasività, della loro diffusione epidemiologica e della rilevanza psicopatologica.. Già nel 1998 sono state elaborate alcune indicazioni specifiche in merito alla prevenzione e al trattamento dei pazienti affetti da Disturbi della Condotta Alimentare. Oggi la Commissione sta creando delle vere e proprie linee guida che speriamo allarghino l’efficacia , la rapidità e l’accessibilità dei servizi pubblici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Incontro di presentazione   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per spiegarvi nel dettaglio gli scopi dell’Associazione di Utenti e Familiari del territorio della RMD, per parlare degli obiettivi futuri e per creare un momento di scambio, aggiornamento e riflessione con le diverse realtà territoriali, vorremmo invitarvi ad un incontro organizzato la mattina dell’ 8 aprile, dalle ore 9 alle ore 13,30 ,presso la nostra sede ASL 29 a via Giovagnoli, 29, nella sala degli affreschi, su: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I Disturbi Alimentari: Approcci teorici, Pratiche cliniche, Integrazione sociale&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo pensato che possa essere utile in questa occasione anche uno scambio di esperienze con gli specialisti che da anni hanno maturato la loro pratica clinica nel trattamento dei DCA e che hanno costruito le strutture più collaudate nella realtà romana in materia di Disturbi della Condotta Alimentare e di Obesità (come il Policlinico Umberto I, il Policlinico Gemelli, l’Ospedale Bambino Gesù, l’Asl RMC, l’Asl RME), con la collaborazione delle Associazioni di familiari già costituite nei loro territori. Abbiamo proposto a questi operatori di condividere con noi la loro esperienza, il loro background culturale, le idde che li guidano, il progetto e la sua realizzazione operativa, con gli immancabili problemi incontrati, pratici o istituzionali, e le soluzioni che hanno saputo di volta in volta adottare (tra questi: i problemi sulla domanda di cura e la volontarietà del trattamento, il problema delle figure professionali da mettere in rete, il modo di gestire l’aspetto nutrizionale oltre che psicologico,ecc).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo deciso di organizzare quattro successivi incontri, per i quali abbiamo richiesto alla Asl l’accreditamento ECM, di cui speriamo farti sapere a breve. I temi affrontati saranno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) La famiglia e i suoi percorsi di sostegno e di terapia.&lt;br /&gt;2) La rete degli interventi medici: gli  specialisti delle varie aree a confronto e le diverse modalità d’intervento.&lt;br /&gt;3) Le pazienti anoressiche e bulimiche: il perché della psicoterapia di gruppo.&lt;br /&gt;4) La psicoterapia individuale.&lt;br /&gt;5) Binge eating disorders e obesità.       &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se siete interessati all’iniziativa e volete qualche informazione &lt;a href="mailto:elisabetta.spinelli@fastwebnet.it"&gt;scrivete una e-mail&lt;/a&gt;.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un caro saluto, a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elisabetta Spinelli&lt;br /&gt;Vice Presidente Associazione A.I.D.A.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedi: &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;amp;client=pub-4257996155949675&amp;amp;sigafs=4aHslai-MBPam32L&amp;amp;flav=0004&amp;amp;ct=cres&amp;amp;cd=1&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.vitadidonna.it%2Fsanitapubblica_000056.html&amp;amp;ei=ehn1R5PfDKC-mwPLy8ytDQ&amp;amp;usg=AFQjCNGSV0bg1X5WEZqWgWrJY9EJJdfNGw" target="_top" class="l" onmousedown="return rwt(this,'','','cres','1','AFQjCNGSV0bg1X5WEZqWgWrJY9EJJdfNGw','')"&gt;Anoressia e bulimia: i centri per curare i disturbi alimentari&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Lo sanno benissimo i pediatri, che sempre di più parlano chiaramente con i bambini, che hanno diritto come gli adulti a sapere “del proprio corpo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo in generale. Certo, quando la chirurgia è una cura, si parla, si convince, si chiede ai genitori di spiegare al bambino. Ma quando la chirurgia è una scelta della donna, come nella legge 194, la minore sceglie, chiede.&lt;br /&gt;Nessuno è il suo padrone, nessuno può imporle nulla. Il fatto che i giornalisti dicano che ha bisogno dell’avvocato per non abortire, dimostra solo la facilità con cui crediamo alla possibilità dell’oppressione degli esseri umani gli uni sugli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La minore ha dalla sua, come tutti i minori, il giudice tutelare, quando non è d’accordo con i genitori, e a lui può rivolgersi per difendersi da indebite pressioni sulla sua vita, a lui può chiedere di andare in una casa famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Stato, nella sua versione più nobile, quella di difensore della libertà individuale, accoglie il minore che ha bisogno, che non è proprietà dei genitori, ma di sé stesso, con un poco di aiuto.&lt;br /&gt;Certo, il bambino che nasce è a sua volta un minore e il giudice può, nell’interesse di ambedue i minori, separarli, se non vi è garanzia che possano vivere insieme protetti, e così evidentemente è stato la prima volta, per la ragazzina di Pordenone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lei ci ha riprovato, è di nuovo incinta, non vuole abortire, questa volta vuole tenere con sé il bambino (e qui, forse, può avere un senso la presenza dell’avvocato, non certo per non abortire).&lt;br /&gt;La scelta di mandarla sui giornali, certo, è irrispettosa e violenta, che l’Ordine censuri l’avvocato che lo ha fatto, come richiede giustamente Silvio Viale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma proviamo ad ascoltarla questa ragazzina, invece, convinta come Giulietta, come Elena di Troia, come la Francesca Dantesca, (ma certo, gli esempi letterari ci piacciono di più...) che l’amore sia tutto ciò che conta nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E più è completo, più è assoluto, più è totale, e meglio è. Cosa meglio dunque, di un figlio?&lt;br /&gt;Certo, non è un ragazzo italiano, che ha ben altri pensieri (nel bene e nel male), che potrebbe dar seguito a questo suo desiderio. Allora un operaio albanese, un uomo che viene da quei paesi in cui una ragazza di 15 anni è già una donna, qualcuno che ti guarda come un essere umano finito, completo, responsabile, non come un abbozzo di un domani di là da venire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi di noi non ha avuto un filarino (come diceva mia madre), a 13 anni, con il piccolo pizzaiolo, l’apprendista bagnino, il ragazzino che portava il pane… chi non si ricorda il fascino che avevano questi ragazzi italiani già pronti a vivere, mentre noi negli ozi scolastici, eravamo trascinate alla laurea, al matrimonio, ma dopo, dopo, dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, noi che avremmo fatto il liceo, venivamo tenute ben lontane da questi ragazzi, accompagnate e prese a scuola, controllate sull’orario, tutti ben consci che, se fossimo state lasciate libere, probabilmente anche noi, ci saremmo lasciate trascinare da quel fascino. O forse no. Forse il controllo faceva parte del gioco, e noi eravamo ben contente di essere costrette a rientrare presto, a mettere come scusa quei cerberi dei nostri genitori, perché oscuramente intuivamo che la vita che facevano le madri di questi ragazzi, le loro sorelle, non era quella che volevamo per noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora l’attività sessuale è stata sdoganata. Dai tempi, dalla televisione, dalla liberazione delle donne. Ne andrebbero prevenuti i rischi, come si guida con la cintura di sicurezza…&lt;br /&gt;Occorre ricordare che in Olanda, paese a tasso bassissimo di aborto, il preservativo viene consegnato alle ragazze a ai ragazzi al richiamo adolescenziale delle vaccinazioni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo alla nostra ragazzina. Il primo valore è il suo diritto a scegliere. E’ proteggerla dalle conseguenze. Mandarla a scuola, parlare con i professori, pensare a chi terrà il bambino mentre lei finisce il liceo. Negli Stati Uniti il fenomeno delle gravidanze fra le minori è così diffuso che alcune scuole superiori hanno annesso l’asilo nido, per permettergli di finire il corso di studi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, vorremmo che le donne studiassero, sappiamo che il livello scolare delle donne è indice del progresso di un paese, meno studiano le donne, più si muore di fame.&lt;br /&gt;Non possiamo negarci che non saremmo contenti se fosse nostra figlia, a tornare incinta a 14 anni di un albanese, lieta e piena di progetti per il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le guardiamo, queste ragazze, con “gli ormoni impazziti”,”la tempesta ormonale”, la “turba adolescenziale”, sperimentare posizioni estreme, assolute, mitologiche (ma quando capita a noi di sperimentarle non ci sembrano più così strane).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cubista, la sex symbol, la donna di tizio o caio, la ragazza del clan, la donna perduta (e, per le ragazze con l’anoressia, la sapientissima, la disincarnata, e forse è anche peggio).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ha voglia di rivedere “La voglia matta”, film degli anni 60, in cui Tognazzi s’infatua di un’adolescente e viene preso in giro da tutta la comitiva? Adulti, molto più adulti dei giovani di adesso, ma quanto siamo noi genitori a mantenerli giovani, a mantenerli nell’immaturità che li renda pronti ad ubbidire ai professori, ai capi, per assicurargli un futuro. E quanto quest’immaturità è poi è la prima a negarglielo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorremmo che prima o poi fossero sedotte dall’attività intellettuale… loro, che da bambine erano ricche di fantasia, sembrano in questo periodo essere dominate da una fissazione (mia madre mi racconta che ai suoi tempi si pettinavano tutte come la Garbo, e venivano chiamate, ”le gretine”… ma allora è vero che il passato si ripete?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per non parlare dei loro compagni maschi. Ma attenzione, per loro l’identità maschile comporta l’affermazione di sé. Fra essere un famoso condottiero e diventare un premio nobel per la fisica non c’è poi tutta questa differenza, mentre se l’equivalente di Cleopatra è Britney Spears siamo messe malissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è un lato cieco, oscuro, primitivo, temibile, nell’identità sessuale? Temo proprio di sì, sia per i maschi che per le femmine. Allora, nell’adolescenza, tempo di sperimentazioni, è facile che venga fuori, per quanto a noi non faccia piacere vederlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ascoltiamoli, cerchiamo di proteggerli dalle conseguenze sul corpo e sull’anima (ahimè non tutto si ripara completamente), ma senza impedirgli di vivere, il danno sarebbe peggiore del guadagno.&lt;br /&gt;Un ultima parola per questi genitori. La speranza che la realtà, con il suo lato oscuro, stia fuori dalla nostra porta e non si abbatta su di noi, è umana e comprensibilissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma a volte non si può. A volte irrompe nonostante i buoni insegnamenti, nonostante i controlli, nonostante gli esempi che cerchiamo di dare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, la comunità dei laici, capiamo benissimo il desiderio di proteggere il vostro bambino (la ragazza), anche contro quell’altro, il figlio dell’albanese. E’ una debolezza umanissima, e noi, che non crediamo in un altro mondo, ma solo in questo, con tutti i suoi limiti, vi siamo vicini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensate a noi, quando i benpensanti vi guardano male perché vostra figlia è una donnaccia incinta due volte di un extracomunitario. Pensate alla rivoluzione sessuale, alla liberazione delle donne, al diritto di scelta. Se la comunità bigottina del paese vi emargina pensate a noi, noi siamo con voi, e con la vostra figliola esagerata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benvenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link attinenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_000007.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Aborto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, come e dove&lt;br /&gt;Aiuto ai &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_00000c.html"&gt;minorenni&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Antonio di via Massarenti, che si rifiuta di vendere la &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_000008.html"&gt;pillola del giorno&lt;/a&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_000008.html"&gt; dopo&lt;/a&gt;, contraccettivo d'emergenza, incorrendo nel reato di rifiuto d'atti d'ufficio (art. 38 del R.D. 30 settembre 1938, n. 1702), è stato indetto per martedì 18 marzo, alle ore 21.00, al cs TPO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le accuse che ci vengono mosse – informa una nota stampa - sono di interruzione di servizio di pubblica necessità, danneggiamento e imbrattamento, per il semplice fatto di aver denunciato chi rifiuta di vendere la pillola del giorno. Abbiamo sanzionato – riversando due sacchi di palline di polistirolo all'ingresso dell'esercizio e distribuendo materiale informativo – quella che per noi è una sovradeterminazione che si gioca sulla nostra volontà di decidere sui nostri corpi e sulle nostre forme di vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eravamo lì per ribadire che non tolleriamo che medici, preti e politici si arroghino il diritto di decidere per noi. E che non riconosciamo a queste categorie lo status di obiettori, quando il loro vero ruolo è quello di meri controllori di un ordine in cui non ci riconosciamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le reazioni spropositate di curia, media ed esponenti di partiti di centro destra seguite repentinamente all'azione di venerdì rivelano che forse abbiamo toccato un nervo scoperto: la farmacia non è un luogo neutro, bensì un luogo centrale attraverso il quale si esprime sul territorio l'onnipresenza della cura medica nella cultura occidentale, ma è anche un vero e proprio dispositivo di potere con un compito ben preciso: far circolare pratiche di controllo e disciplina attraverso il corpo sociale. L'accanimento con cui ci perseguono, nonostante l'evidenza dei fatti smentisca le accuse, sta ad indicare che il percorso di disvelamento intrapreso mette in luce che quello in atto non è solo un attacco da parte delle autorità ecclesiastiche, ma anche un preciso tentativo di alcune potenti autorità non elettive di misurare sui nostri corpi il peso della propria influenza su questa campagna elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come riconosciamo dietro l'isterica reazione del farmacista una potente comunità epistemica dai toni neo\teocons. Non a caso sui giornali del 12 marzo la FOFI (Federazione ordine farmacisti italiani) dichiarava l'intenzione di riscrivere un testo di legge che tuteli il diritto all'obiezione anche per i farmacisti: di fatto le connessioni scienza medica-formazione-dispositivi di potere sono oggi più strette che mai e trovano nel controllo dei corpi e della sessualità un loro prescelto terreno di scontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta quindi solo di repressione ma anche di normazione. Non saranno infatti le diciassette denunce a fermare la nostra campagna: quello che ci preoccupa è come le pratiche di espressione che vanno al di là dei semplici movimenti di opinione siano immediatamente tacciate di terrorismo attraverso campagne mediatiche e simultaneamente vengano tradotte da parte della procura di Bologna in procedimenti giudiziari. Il fine è di isolare pratiche conflittuali quali la promozione di campagne pubbliche di boicottaggio, capaci di consegnare a tutti la possibilità di riprodurre quotidianamente comportamenti di dissenso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E tutto questo avviene in uno specifico momento politico sia nazionale che cittadino: un momento caratterizzato da una parte da una campagna elettorale che più farnetica sul diritto alla vita più omette le soggettività e i corpi reali, i quali autonomamente esprimono protagonismo e radicalità; e dalla stigmatizzazione di quelle soggettività che a Bologna esprimono e praticano conflitto su questi terreni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tutte queste ragioni oggi ci vogliono zittire. E per tutte queste ragioni invitiamo tutte e tutti a partecipare all’ incontro del 18 marzo al cs Tpo. Come Alice che inseguiva il bianconiglio noi abbiamo seguito i nostri desideri e ci siamo ritrovate/i in un deserto popolatissimo: da una parte le nostre "macchine" desideranti, dall'altro gli apparati di cattura e di trascrizione di normazione e controllo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Li abbiamo scoperti nel momento stesso in cui provavano a nascondersi. Di fronte a questo ennesimo tentativo di normarci "adesso ridiamo con la risata di chi gli ordini li ignora". Guai a chi ci tocca - Tpo&lt;br /&gt;(Delt@      Anno VI°, N. 57 del    12 Marzo 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggi:        &lt;a href="http://www.vitadidonna.org/politica/laici/il-papa-i-farmacisti-e-l-obiezione-di-coscienza.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Papa, i farmacisti e l'obiezione di coscienza&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Leggi e guarda il video: &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.vitadidonna.org/salute/donna/pillola-del-giorno-dopo-prenda-un-treno-e-vada-in-francia.html" class="contentpagetitle"&gt;       Pillola del giorno dopo? “Prenda un treno e vada in Francia…”&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Apre così una conflittualità interna che danneggia l’immagine di unità, cosa che sta a cuore non solo a Veltroni, ma anche agli italiani stanchi della rissosità improduttiva.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Nel versante opposto, Berlusconi si dichiara a favore della moratoria contro l’interruzione di gravidanza, ma dimentica l’aborto terapeutico praticato dalla moglie e rivelato dall’interessata in un’intervista al Corriere della Sera. Pier Ferdinando Casini, strenuo difensore della famiglia, si dichiara contrario alle coppie di fatto; va al Family Day, ma divorzia e si sposa di nuovo con rito civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi sono i comportamenti di alcuni dei nostri uomini più rappresentativi, quelli che da anni occupano la scena politica e che gli italiani continuano ad eleggere, quelli che esprimono la sintesi del pensiero e dell’orientamento morale del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia è un Paese cattolico? Le chiese sono poco frequentate, il confessionale non è più uno strumento di controllo, le sacre scritture sono quotidianamente trascurate, le vocazioni si sono ridotte a tal punto da creare un serio problema di turnover nelle gerarchie clericali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esistenza degli italiani non è ispirata agli insegnamenti della Chiesa e la questione va al di là del mero principio di laicità dello Stato. E’ necessario prendere atto che il popolo italiano vive, agisce e riflette da materialista e da laico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il morboso e insulso attacco alla legge 194, che ciclicamente gli antiabortisti rinnovano, ne è la prova evidente. E’ doveroso che gli autori di queste offensive si rimettano alla determinazione dei cittadini. La legge che regola l’aborto in Italia è frutto di un passaggio democratico, di una volontà popolare espressa con un referendum. Qualunque tentativo di modifica dovrà sottostare allo stesso iter legislativo; una revisione consumata a colpi di maggioranza rappresenterebbe un vilipendio al comune, pratico e condiviso senso della vita degli italiani di oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la loro ostinazione gli antiabortisti rivelano la sconfitta morale e politica. Non propongono una consultazione popolare perché verrebbero sbaragliati. Non sono solo i sondaggi a sostenerlo, ma è anche il buon senso che deriva dalla onesta osservazione della società. E allora privilegiano la manipolazione della realtà; premono, non solo sulle coscienze degli italiani, ma anche sulla fragilità dei politici alla ricerca di facile consenso; perseguono con determinazione quella che sarebbe una nefandezza antidemocratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pur di ottenere un decreto legge che scardini la 194, utilizzano una propaganda opprimente e violenta ricorrendo alle immagini truculente di campi di sterminio o di olocausti consumati tra l’indifferenza generale. I siti cattolici tracimano di fotografie di feti abortiti; icone raccapriccianti, strumenti pedagogici di una rozzezza morbosa e di un gusto da oscuro medioevo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel tentativo di mettere i bastoni tra le ruote all’applicazione della legge 194, sparuti manipoli di ardenti cattolici premono alle porte dei servizi d’interruzione di gravidanza della sanità nazionale; qualcuno di loro viene addirittura preso a schiaffi. Giuliano Ferrara, ex comunista ed ex informatore della Cia, “nè ateo nè’ devoto”, si presenta come candidato premier della lista Pro-life. Lancia la moratoria sull’aborto, ponendo sullo stesso piano i boia d’America e le donne che, decidendo di abortire, compiono un crimine contro l’umanità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Vaticano, non solo entra nelle mutande degli italiani vietando la contraccezione, ma detta l’agenda politica delle istituzioni contribuendo, alla bisogna, anche alla caduta di un governo. Tutto viene stravolto e ricondotto a tappe forzate verso l’anacronistica visione cattolica sul valore della vita. Lo sventurato embrione diviene l’ultima trincea difensiva di posizioni scientificamente infondate e politicamente irragionevoli; uno strumento insostituibile per imporre la volontà delle gerarchie ecclesiastiche che “legiferano” sull’utilizzo delle cellule staminali e sulla procreazione assistita. Tutto ciò accade, ma il laico e materialista cittadino italiano auspica che la ricerca scientifica, quella che curerà il suo tumore, sia portata comunque avanti negli altri paesi senza cattoliche limitazioni e, mentre milioni di embrioni rimangono inutilizzati nei congelatori, le coppie vanno in Spagna per praticare l’inseminazione artificiale in tutta serenità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, l’Italia non è cattolica. Nuovi protagonisti, portatori di un moderno umanesimo materialista, entrano a pieno titolo nella società civile: le nuove generazioni di giovani, estranee al comunismo e caratterizzate da un candido ateismo; le donne affrancate dalle soffocanti tradizioni catto-maschiliste; gli omosessuali che combattono con sacrosanto diritto l’omofobia stagnante della Chiesa e dei ceti più retrivi; gli immigrati, messaggeri di altre culture e orientamenti morali. No, quella cattolica non è l’unica morale ed il progresso dell’umanità non si arresta ai confini del cattolicesimo. Che i cattolici ne prendano coscienza; nel terzo millennio è un atto dovuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quale motivo gli organi ecclesiastici, con sovversivismo militante, si distanziano in modo evidente dalla società civile e dai sentimenti reali dei propri concittadini? Quella cattolica, è ancora una morale aggregante delle coscienze e punto di riferimento del vissuto quotidiano di un popolo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/R8qF3EKbScI/AAAAAAAAAL4/10YeV4knriU/s1600-h/milingo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/R8qF3EKbScI/AAAAAAAAAL4/10YeV4knriU/s320/milingo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173094303045208514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La verità è che il cattolicesimo è debole perché condizionato dal terrore dell’evidente svilimento del proprio fascino. Non possiede più la forza della dottrina universale, i fondamenti della Chiesa vengono rimessi in discussione, il futuro dell’istituzione stessa è minacciato. Il clero brasiliano, che con i suoi 18.685 sacerdoti è una delle chiese più forti al mondo, chiede ufficialmente all’assemblea generale dei sacerdoti la revisione delle norme che regolano il celibato. La Spagna di Zapatero, infastidita dalle ingerenze dei vescovi cattolici, minaccia la revisione dei finanziamenti pubblici goduti dalla Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ il panico che muove le azioni del Vaticano e la stigmatizzazione dell’aborto e della contraccezione come “atti del malvagio”, rappresenta il colpo di coda del pachiderma disorientato e mortalmente ferito. La divisione netta tra il bene e il male viene rappresentata con toni da crociata, i massimalismi lessicali e teoretici allontano dalla retta via il cittadino e la sua visione materialista dell’esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La morale cattolica conferisce alla vita il significato di valore supremo in ogni suo ambito e stadio di sviluppo. La difende addirittura quando ancora non c’è, entra nei letti delle persone e condanna la contraccezione sicura, perché mistificazione dell’atto sessuale non più inteso come momento propedeutico alla vita stessa. L’accezione attribuita alla parola vita raggiunge livelli di speculazione intollerabili per la morale laica; la vita che non c’è è vita, l’embrione è vita, lo spermatozoo e l’oocita sono vita, ma allora anche il batterio ucciso dall’antibiotico è vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’estremismo teologico, portato avanti dai moderni e agguerriti apologeti, predica la cura dell’anima post mortem e la vita prima della nascita; la vicenda umana che sta nel mezzo è poco considerata o, al massimo, assume dignità solo se consumata entro il recinto del virtuoso paradosso teologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece la vita che sta nel mezzo, quella terrena, viene presa maledettamente sul serio dalla morale laica. L’umanesimo materialista non immola il proprio benessere sull’altare di una paccottiglia gelatinosa elevata allo status d’individuo. Il laico celebra la sacralità della vita benedicendo la creatura che è; carne, ossa, identità ed emozioni. Tutela la nascita affinché avvenga in un ambito di accoglienza e di premurosa protezione; s’adopera affinché la comunità si prenda cura del bambino di una madre che lavora. Apre strutture sanitarie e consultori dove le adolescenti possano apprendere i metodi anticoncezionali, essere avviate verso una sessualità serena e appagante; non quella sottomessa, colpevolizzante e sporca che la morale cattolica insuffla nei cuori delle persone. L’etica laica si ribella alla ineluttabilità del religioso destino e allora s’interroga sulla sorte di un bambino non voluto, non amato, deforme o malato già nel grembo materno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riflessione laica verte sul futuro di miliardi di uomini venuti al mondo in condizioni avverse; per l’assenza di anticoncezionali, per ignoranza, miseria o per stolta devozione ad un precetto religioso che celebra la sacralità di una vita migliore, dopo quella terrena. E allora, tra i due mali, il laico sceglie quello minore: sottrarre la donna dalle mani assassine di una mammana per assisterla medicalmente e psicologicamente in un passaggio doloroso della sua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ nello staccare la spina, sottraendo l’individuo all’inutile accanimento terapeutico, che l’etica materialista esprime la massima considerazione verso la persona; il sangue, la carne, il dolore fisico e psichico, il libero arbitrio, sono i valori laici che assumono dignità e che sommati tra loro sono ben più importanti di un inanimato e colloso miscuglio di cellule.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ nel prendere sul serio l’esistenza e il dolore degli uomini che s’identifica l’atteggiamento laico e materialista. Siamo in campagna elettorale, Veltroni e Berlusconi hanno annunciato di volere lasciare fuori dalla competizione le questioni etiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, l’Italia non è un paese cattolico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Ginecologa, sessuologa, 52 anni. Dal 1981 ad oggi ha sempre lavorato in strutture pubbliche. Attualmente si occupa del Consultorio familiare di Ostia, lavora al "Servizio Legge 194/78", ospedale Grassi, ed è presidente dell'associazione "Vita di donna", presso la Casa Internazionale delle Donne. &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Dottoressa Canitano, lei pratica aborti da 27 anni. Cosa l'ha spinta in tutti questi anni ad andare avanti?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Molte cose. Sono un medico del Servizio sanitario nazionale e la 194 è una legge dello Stato. E dove c'è una legge bisogna farla rispettare, applicarla. Negli anni Settanta ho combattuto, assieme a tante altre persone, affinchè le donne potessero interrompere una gravidanza senza rischi per la salute: pensavamo fosse giusto tutelare la nostra salute, quella di tutte, e puntavamo alla riduzione del danno. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;b&gt;&lt;i&gt;La questione di oggi è molto diversa da allora...&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Per un verso è vero, per un altro non lo è affatto. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;b&gt;&lt;i&gt;Cosa intende dire?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Alcuni si dimenticano che l'&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_000007.html" target="_blank"&gt;aborto&lt;/a&gt; è sempre esistito ed esisterà sempre: la differenza è che oggi una donna che decide di fare una interruzione di gravidanza - italiana, extracomunitaria, o straniera che sia - può farlo in ospedale, senza rischiare la vita e senza pagare migliaia di euro. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt;Un tempo, sino all'approvazione della 194, ci si rivolgeva a medici che lo facevano per molti soldi clandestinamente, oppure alle "mammane". L'interruzione di gravidanza era una delle prime cause di morte: sino al 1978 era reato abortire, e sia il medico (o chi l'aveva aiutata ad abortire) che la donna, rischiavano cinque anni di carcere. Per questo motivo, anche se si sentivano male, se c'era in atto un'emorragia, non andavano in ospedale, per paura del carcere. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;b&gt;&lt;i&gt;Il suo "andare avanti" è un modo per sancire un diritto?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Certo. Mi sento dire da altri colleghi di non "mollare", ma è difficile a volte andare avanti anche per chi come me lo fa da così tanti anni. A volte ti pesa tutto: quello che hai fatto e quello che farai. Altre invece, grazie ai racconti delle pazienti, capisci di averle aiutate. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Se rinunciassi cosa ne sarebbe di loro? E io non smetto perchè mi dico: e chi le aiuta poi? &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;b&gt;&lt;i&gt;Ne fa anche una questione di principio quindi?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt;Abortire è un dolore per tutti. Per chi decide di farlo, per il medico che lo pratica. Ma nella maggior parte dei casi che si presentano, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, è l'unica cosa possibile. Le cause che portano una donna a decidere di interrompere volontariamente una gravidanza non sono mai superficiali. Lavoro molti anni nella Asl di Ostia (quartiere romano che affaccia sul mare, tra i più grandi e popolosi della Capitale, ndr), lì faccio prevenzione tumorale di secondo livello, e per gli aborti seguo le donne in ogni fase: dalla decisione all'intervento. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt;Ne parliamo e riparliamo, cerchiamo di capire insieme. Mi creda: non è mai una decisione presa con leggerezza, neanche dalle ragazzine. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;b&gt;&lt;i&gt;Lei prosegue a fare aborti nonostante sia presidente di un'associazione che tutela la salute delle donne ed è specializzata in sessuologia. Perchè lo fa? Perchè ci sono pochi medici disposti a farlo?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Guardi che anche trenta anni fa era difficile trovare dei ginecologi che li facessero. Io sono stata assunta proprio per fare &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_00006d.html" target="_blank"&gt;interruzioni di gravidanza&lt;/a&gt; . Fui presa con quel "compito" ma il primario con il quale lavoravo era bravo, capì che era impossibile lasciare dei giovani medici relegati in un angolo e per di più a praticare solo aborti. Sarebbe stato troppo duro per la nostra psiche; non credo che avrei proseguito a fare questo lavoro se avessi praticato interruzioni su interruzioni senza capirne la ragione, senza capire perchè le donne rinunciavano a diventare madri. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;b&gt;&lt;i&gt;E oggi?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Lo faccio perchè credo ancora nello Stato laico. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;b&gt;&lt;i&gt;Quanti ne pratica?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Circa dieci a settimana, un tempo erano molti di più. Il numero degli aborti in trent'anni è calato drasticamente, questo non si dice mai; come spesso, facciamo finta di non sapere che su meo di 140mila interruzioni volontarie praticate ogni anno in Italia, due terzi sono italiane e un terzo straniere. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;b&gt;&lt;i&gt;Crede che la 194 sia da "rivedere"? &lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Al momento no. E' una buona legge, perchè tutela le donne più deboli: le più povere, le meno alfabetizzate, le giovanissime, sono loro a ricorrere maggiormente all'aborto. &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;b&gt;&lt;i&gt;Neanche dopo l'arrivo negli ospedali della Ru486, la pillola abortiva?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; Chissà. La &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_000052.html" target="_blank"&gt;Ru486&lt;/a&gt; potrebbe accorciare i tempi entro i quali è possibile abortire. E questa potrebbe essere una cosa buona per le donne, per sentire meno il peso morale e psicologico.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt; di Anna Rita Cillis, "Salute" di Repubblica, 31 gennaio 2008  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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In riferimento al caso di Napoli, a Silvana, scrive:  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; "Il nascituro era affetto dalla sindrome Klinefelter che ha un quadro clinico complesso ma certamente non tragico come molte malattie genetiche; comunque spesso associata a disturbi caratteriali con livello intellettivo di regola inferiore al normale. Io sono un'esperta in materia un po' perché, come dice mio padre e tutti quelli che mi conoscono, caratterialmente sono tanto rompicoglioni ma soprattutto perché, a causa di un parto andato male, ho avuto una paralisi cerebrale che risulta in un livello intellettivo al di sotto delle mie aspettative.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Non che io sia proprio ‘tonta’ ma insomma non riesco a gestire contemporaneamente molte variabili quando devo articolare un discorso o un ragionamento. Sono una persona semplice che capisce l'essenziale. Da esperta posso assicurare a Ferrara che persone con handicap, al di là dell'esistenza di strutture assistenziali, sono sole, sono umanamente sole, non hanno con chi compartire la propria esistenza malandata”.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  E proprio in risposta a Ferrara, alla sua convinzione che una donna abortisce solo perché non incontra sulla sua strada “procedure, strutture e persone in grado di spiegarle bene che non è sola, che la comunità si associa a lei per ascoltarla, aiutarla a superare il suo rifiuto di maternità con argomenti solidali di tipo scientifico, assistenziale e psicologico”, in risposta a tutte le certezze cieche, e proprio perché tali sciocche, di chi parla senza conoscere realmente e a fondo il problema, Olga sente di dover parlare. Di dover raccontare.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; “Noi, handicappati italiani, siamo fortunati perché gli italiani sono brava gente e in molti batte un cuore caldo: siamo il paese più solidale al mondo e sono milioni le persone che fanno volontariato partendo dalle più varie motivazioni”, eppure - spiega - neanche il migliore tra i volontari “riuscirà mai a raggiungere con noi la prossimità dell'amore che quello vero è senza motivo.     &lt;br /&gt;La nostra vita, per farla breve Ferrara mio caro, è amara. E soli sono i nostri genitori ed amara è la loro vita: il rifiuto della maternità di quella signora è più che comprensibile”.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Questa lettera non può lasciare indifferenti, ed è tanto più nitida e incontrovertibile, quanto più è lontana dal vuoto parlare che si è fatto in questi giorni sul tema dell’aborto. Di questo avviso anche Angelo Fasani, presidente di Anffas Milano (Associazione Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali), secondo il quale, però, gioca un ruolo fondamentale l’intero sistema mediatico, che deve recuperare la sua funzione informativa, anziché alimentare sterilmente la polemica.     &lt;br /&gt;Anche il concetto di normalità incontra una certa resistenza nella riflessione di Fasano, preoccupato di cadere nella cattiva equazione normalità = perfezione. “Per normalità - spiega - non s'intende lo stereotipo della persona perfetta, ma la normalità di chi può vivere bene una vita sia pure in presenza di certi limiti”, limiti con i quali solo a volte è dato convivere con umana dignità.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La libertà di scelta, dunque, è un valore inalienabile da difendere in modo assoluto, ma libertà significa anche essere in condizione di decidere con consapevolezza, e alla luce di una reale ed onesta informazione. Nell'inseguire un dibattito superficiale, invece, i media non sanno più fornire indicazioni “che consentano di affrontare le situazioni, di decidere con cognizione di causa". Maggiore informazione, dunque, chiede Fasano.    &lt;br /&gt;E maggiore responsabilità nell’affrontare temi sensibili del vivere civile, che ci riguardano tutti, e che meritano il meglio della nostra attenzione. Parlare senza cognizione, senza mettere se stessi in discussione, senza incontrare “l’altro”, è sempre, comunque, sterile. Perciò, dice Olga, Giuliano Ferrara “non può veramente aprir bocca sulla scelta della signora di abortire, perché non sa di cosa sta parlando”.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E provoca: Se volesse imparare per poter parlare con cognizione di causa, potrebbe prendermi in affido temporaneo, farmi vivere con lui, insegnarmi il mestiere di giornalista (a me piace molto scrivere), darmi da mangiare; insomma avermi sul gobbo per un paio d'anni almeno. Alla fine credo che diventerà così competente che senza dubbio potrà riuscire un ottimo ministro della sanità, un carismatico ed intelligente membro della comunità che si associa alle persone che vivono nel dolore e parla anche in loro nome. Per il momento però stia zitto”.     &lt;br /&gt;Maria Cristina Giovannini   &lt;br /&gt;Delt@ &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Riteniamo - Scrivono Nerina Benuzzi, Fulvia Colombini e Tiziana Scalco, della Segreteria della Camera del Lavoro di Milano - che si sia agito arbitrariamente, contro la legge e che la donna abbia diritto alle scuse dello stato e ad un risarcimento per il trauma subito. Invitiamo la politica e le istituzioni a far rispettare le leggi vigenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci chiediamo anche dove si arriverà di questo passo? Tutti coloro che invocano moratorie, compongono liste elettorali ad hoc contro la legge 194, modificano unilateralmente le norme vigenti in Lombardia e dispongono blitz sono uomini : Ferrara, Berlusconi, Formigoni, Magistrato di turno. Si sta scatenando una forte offensiva di carattere intimidatorio e colpevolizzante nei confronti delle donne che vengono trattate come assassine senza cuore. La laicità dello stato che garantisce i diritti e le scelte di tutti e tutte sembra non esistere più!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stampa da risalto soprattutto alle campagne contro la legge 194 e non si occupa di tutte quelle iniziative che invece danno voce alle donne, parlando con concretezza del problema, difendendo la legge, ma anche chiedendo a gran voce l’applicazione della parte preventiva soprattutto rafforzando la rete dei consultori pubblici che è stata vergognosamente deprivata in questi ultimi dieci anni. Si dice che la civiltà di un paese si misuri rispetto alla condizione in cui vivono le donne. L’Italia anziché avvicinarsi all’Europa in termini di aumento dell’occupazione femminile, di servizi a sostegno della conciliazione e della condivisione del lavoro di cura nella coppia, di aumento della percentuale di donne nelle istituzioni e in politica, di investimenti anche culturali per superare una concezione ancora troppo maschile della società e della gestione del potere, sembra oggi andare in senso opposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crociata intrapresa contro la 194 ci ricorda gli stati confessionali, gli integralismi di tutti i tipi, tanto criticati dalle stesse persone che oggi troviamo schierate contro le donne e contro il diritto di autodeterminazione rispetto al proprio corpo e alle proprie scelte di vita! Invece la Legge 194 si è dimostrata una buona legge che ha consentito una riduzione del 60°% delle interruzioni volontarie di gravidanza e l’eliminazione della piaga dell’aborto clandestino. Invitiamo tutte le donne a rispondere, a manifestare, a far sentire la loro voce contraria a questo imbarbarimento e soprattutto a non scegliere, nelle prossime elezioni, coloro che ci vogliono ricacciare indietro senza voce e senza diritti!”.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Delt@&lt;/span&gt; CDLM di Milano&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Non ci sono sanzioni per chi non consente l'Ivg</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Posizioni incompatibili con la specializzazione. Parla Lisa Canitano dell’associazione “Vita di donna”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dottoressa Lisa Canitano, dell’associazione “Vita di Donna”, è una delle poche ginecologhe che si occupa di assistenza e accoglienza per le donne in difficoltà che decidono di rinunciare ad una gravidanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Secondo lei è in bilico lo stato di attuazione della legge 194?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Direi di no, malgrado a Roma siamo rimasti il 10% dei ginecologi a non professarsi obiettore di coscienza, siamo tostissimi! La scelta di sostenere la legge è stata presa in carico dalle donne; se cerchi di fare interruzione di gravidanza, troverai delle donne. Ci sono però due problemi; uno è che i comandi centrali dello Stato non vengono applicati in periferia e l’altro è che non è previsto un sistema di sanzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quali sono i motivi che spingono il medico all’obiezione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Di solito lo fa per vari motivi; per comodità perché non vuole essere coinvolto in questa gigantesca macchina dell’&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_000007.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aborto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; volontario, e spesso per l’ingerenza della Chiesa che considera la sessualità una cosa spregevole. L’interruzione volontaria di gravidanza è un gesto legalizzato ma non del tutto accettato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E’ vero che nell’ambiente medico praticare interruzioni volontarie di gravidanza è un ostacolo alla carriera?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I medici che hanno prospettive di carriera semplicemente non fanno interruzioni di gravidanza. Questa viene delegata a pochi medici di serie “B”, e dato che a Roma siamo rimaste in quattro, potremmo avere un problema di ricambio generazionale. Speriamo si formino nuove leve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Crede che sia più tutelato un medico obiettore di quanto non lo sia una legge dello stato?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Assolutamente si. Consideriamo che il laico è un non-luogo; se io dico che sono un ginecologo laico non significa niente, se dico che sono cattolico significa moltissimo. Se non facciamo entrare il concetto di stato laico non possiamo fermarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come reputa l’introduzione del ticket sui codici bianchi in questo campo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E’ un’incongruenza legislativa considerare la pillola del giorno dopo come codice bianco, sia perché è un emergenza, e sia perché la donna non può andare altrove. E crea il problema pratico che al costo del farmaco vanno aggiunti i 25 euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Con l’associazione “Vita di donna”di cui lei fa parte, oltre a svolgere un’attività assistenziale,avete in corso dei progetti politici?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Noi ci perdiamo nell’assistere gratuitamente le donne oltre l’orario di lavoro e, tra il presentare un progettino, o il raggiungere l’ultima donna che non sa dove sbattere la testa, preferiamo la seconda attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;N. A. e V. M.&lt;br /&gt;da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Liberazione&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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La censura non è mai stata il tratto distintivo della cultura laica; quindi, diritto d’invito e diritto di parola… non c’è dubbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che stona in questa vicenda è piuttosto l’opportunità di un simile evento. Con questo Papa il Vaticano porta avanti un’offensiva rovente contro il sapere, la scienza, il libero pensiero e i diritti civili. E’ in questi assalti che si rivelano l’attitudine e il talento di ogni integralismo religioso; ma questa è cosa ormai risaputa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non serve scomodare Galileo o Giordano Bruno; ma anche pensando a tempi più recenti, non è necessario ricordare l’avversità di Pio VII nei confronti dell’illuminazione stradale voluta da Napoleone; è superfluo leggere le cronache di Stendhal che descriveva Roma come una città tagliata fuori dalla storia, quasi priva di fonti di reddito, con i romani tenuti in uno stato d’ignoranza senza confronto nell’Europa civilizzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per comprendere il ruolo del Vaticano è sufficiente pensare ai giorni nostri, ai funerali di Welby, all’opposizione tenace nei confronti dei progressi della scienza e della medicina, alle bacchettate assestate al sindaco Veltroni. La distanza tra società civile e Chiesa cattolica in questo momento è siderale, questo è scritto sui muri della città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinceramente, è difficile capire lo scopo di quest’evento; la presenza del Papa all’inaugurazione dell’anno accademico scuote le opposte fazioni senza produrre un confronto sano e costruttivo. Che sia questo il vero motivo? Quello che interessa ai cittadini italiani, ancora asserviti al potere della Chiesa nonostante la breccia di Porta Pia, è una seria discussione che porti ad una demarcazione dei confini tra Stato e Vaticano, tra fede e scienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ratzinger alla Sapienza è una provocazione certamente in linea con la strategia e gli obiettivi del suo pontificato. Infatti, tutto ciò produce dure reazioni anticlericali che ritardano il confronto serio e decisivo. Sobillare gli estremismi per meglio interpretare il ruolo di vittima, in modo da attivare la difesa delle lobby politiche che, con strumentali alzate di scudi, proteggono la Chiesa assicurandole il potere, l’otto per mille e l’immunità fiscale; potrebbe essere questa la finalità di questa e di molte altre circostanze?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cosa è sicura: l’incidente è cercato. Nelle relazioni diplomatiche tra stati o istituzioni nessuno invita pubblicamente se non vi è certezza che l’invitato accetti. Ora sarebbe interessante capire chi ha sollecitato un evento decisamente inopportuno: quello che porta il rappresentante del creazionismo ad inaugurare le attività di un luogo deputato al pensiero autonomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ormai il danno è fatto, che il Papa parli all’università è un atto dovuto. Gli va consentito in nome dei bersaglieri caduti a Porta Pia, per onorare la memoria di Galileo e per testimoniare la diversità e l’attitudine del libero pensiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il desiderio di censura manifestato dai docenti e dagli studenti della Sapienza, sconcerta probabilmente più gli stessi autori che gli ambienti ecclesiastici; quest’ultimi sono ben consci della voglia di repressione che riescono a provocare. Ma l’integralismo è destinato alla solitudine e di ciò sembra che la Chiesa non abbia consapevolezza: l’ultimo Papa Re combatté gli italiani, solo e abbandonato da tutte le potenze europee che lo avevano da sempre protetto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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B. Grassi verso l'eccellenza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Direttrice Generale dell'ASL Roma D &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giusy Gabriele&lt;/span&gt; risponde alle nostre domande sulla salute della donna&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Direttore, il rapporto dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali dice che le donne straniere fanno molti più cesarei delle italiane, spesso d'urgenza, perché sono mal seguite, lei è in grado di confermare questo dato, che sembra di rilevanza nazionale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Non so nel resto del Paese, ma nell'Ospedale G.B. Grassi nella ASL da me diretta le donne straniere al primo cesareo sono il 7% in meno delle italiane".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come spiega questo dato in controtendenza, fate pochi cesarei?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Non proprio, il tasso di cesarei è un poco sotto alla media nazionale ma non di molto (media nazionale 37%, media del Lazio 44% nel 2006, media nostra 33%), anche se il 35% sono cesarei ripetuti, la differenza però sta nella modalità di assistenza. Abbiamo creato una rete integrata per la &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/gravidanza%20index.html"&gt;gravidanza&lt;/a&gt;, che prevede che tutte le gravidanze fisiologiche vengano seguite sul Territorio, &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_000022.html"&gt;Consultori Familiari&lt;/a&gt; o Ambulatori, dalle ostetriche e/o dai medici, o in Ospedale, ma limitatamente all'Ambulatorio della gravidanza fisiologica, gestito dalle ostetriche".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E le gravidanze non fisiologiche?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Quelle vengono accolte direttamente in Ospedale, con una attesa di 24 ore da un equipe di medici specializzati, che mette in atto tutte le misure necessarie a riportarle alla fisiologia. Se il motivo che le aveva portate lì si rivela passeggero vengono rimandate sul Territorio e/o all'ambulatorio delle ostetriche dell'Ospedale, altrimenti l'Ospedale le tiene in carico fino al momento del parto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Questo ci permette di fornire la giusta dose di medicalizzazione quando serve. Poca assistenza aumenta il numero di cesarei d'urgenza per mancata diagnosi e terapia di patologia che a volte si sarebbe potuta risolvere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Troppa medicalizzazione aumenta il numero di cesarei perché' &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/news/2007/06/oms-la-gravidanza-e-il-parto-non-sono.html"&gt;trasforma la gravidanza in una malattia&lt;/a&gt;.... e alla fine la chirurgia ne diventa la cura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Siamo credo giustamente orgogliosi di poter dire che il nostro servizio pubblico e' in grado di fornire la giusta assistenza a chi vi si affida.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se siamo in grado di offrire alle &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_00000d.html"&gt;donne straniere&lt;/a&gt; la giusta assistenza a maggior ragione lo possiamo fare con le donne italiane che spesso soffrono di un eccessiva medicalizzazione".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un'ultima domanda, Direttore... Lei e' stata recentemente sui giornali per le macchinette di automisurazione della glicemia, ci dice qualcosa? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Certo per la gara europea che stiamo espletando per l’acquisto diretto dei kit per l’automisurazione dei valori, garantisco un notevole risparmio in un momento di grande difficoltà economica della Regione Lazio. Infatti negli anni passati per gli assistiti della sola ASL D il Servizio Sanitario Nazionale spendeva quasi 10 mln di euro, il risparmio presunto si aggira intorno ai 5 mln di euro, tutti soldi che useremo per migliorare l’assistenza e che quindi torneranno in tasca ai cittadini. Anche rispetto ad altre ipotesi di accordi di cui parlano i giornali, mi riferisco a quello con la Federfarma, la nostra proposta è migliorativa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A qualcuno non fa piacere, evidentemente..&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Ma noi continuiamo sulla nostra strada di difesa della &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/sanitapubblica%20index.html"&gt;sanità pubblica&lt;/a&gt;, grazie".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Redazione di Vita di Donna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Link in argomento:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/sanitapubblica_00008c.html"&gt;Casa della salute&lt;/a&gt; della donna e del bambino - ASL Roma D&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un'altro &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/gravidanza_00006b.html"&gt;cesareo&lt;/a&gt;...? No grazie!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Il direttore Ezio Mauro risponde per le rime rammentando al porporato che in un paese democratico certe cose non si fanno, che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Sua Eminenza è il Capo del governo di uno Stato straniero che chiede di "finirla" con il libero lavoro d'indagine (naturalmente opinabile, ma libero) di un giornale italiano. Dovrebbe sapere che in Occidente non usa. Mai”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono dispiaciuto di cotanta incomprensione, anche perché il Cardinale, con il sorridente faccione dalla mascella squadrata, sta facendo un buon lavoro a favore dei laici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri, Papa Benedetto XVI, ex artigliere della Wehrmacht, spara una cannonata contro la pillola del giorno dopo e la RU486. L’occasione gli si presenta durante l’incontro con la Federazione internazionale dei farmacisti cattolici: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"L'obiezione di coscienza è un diritto che deve essere riconosciuto alla vostra professione permettendovi di non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo le scelte chiaramente immorali, come per esempio l'&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_000007.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aborto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e l'eutanasia"&lt;/span&gt;. La Federfarma replica immediatamente che in Italia è un obbligo di legge garantire i medicinali prescritti. Certo, messa così è dura: se il farmacista obietta, rischia una condanna, è quindi probabile che l’appello di Sua Santità cada nel vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questa circostanza mi procura rammarico perché, diciamolo fuori dei denti, questo pontificato sta facendo un buon servizio alla causa laica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è da auspicare che nessuno ostacoli il rapido raggiungimento degli obiettivi, ormai chiari, della Santa Sede. Se così fosse, vedrei probabilmente realizzato il mio sogno di cinquantenne aconfessionale: quello di vivere in uno stato laico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Santo Padre ed i suoi colonnelli ce la stanno mettendo tutta, ma non è abbastanza; determinati e costanti negli appelli, mancano di competenza realizzativa. Non sono sufficienti le parole per modificare l’identità culturale del popolo italiano, quella sintetizzabile con l’antico adagio: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Franza o Spagna purché se magna”&lt;/span&gt;. No, non può bastare. E’ quindi necessaria l’azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché non far presidiare le farmacie crumire da squadriglie di cattolici integralisti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto, l’osare è di buon auspicio. Perché non scrivere un’enciclica sulle “posizioni dell’amore” ammesse dalla Chiesa cattolica? Una sorta di Kamasutra vaticanense che bandisca dal talamo nuziale la posizione della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“pecorina”&lt;/span&gt; – quella preferita dal Diavolo – per ammettere quella del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“missionario”&lt;/span&gt;, più angelica e consona ai fini riproduttivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché Sua Santità non osa? Potrebbe imporre l’introduzione di due diverse carte d’identità, ad esempio. Ciascuna di un colore diverso. Una che dia accesso alle prestazioni tipiche di uno stato laico in fatto di sanità, scuola e diritti; l’altra no. Il cittadino sceglie in piena libertà, il Santo Padre conta finalmente i suoi figli ed i laici vengono liberati dall’oppressione catto-integralista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A nulla servono i richiami alla non ingerenza, a nulla serve scandalizzarsi quando il Vaticano esorta intere categorie professionali di uno stato straniero all’inosservanza delle sue leggi. Il Belli descrive in un sonetto lo spirito che arma il Papa Re:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;C’era una vorta un Re cche ddar palazzo&lt;br /&gt;Mannò ffora a li popoli st’editto:&lt;br /&gt;Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo,&lt;br /&gt;Sori vassalli bbuggiardoni, e zitto  &lt;/blockquote&gt;Pertanto, poiché è impossibile arrestare il dilagare dell’arrogante onnipotenza divina, lasciamoli fare. Chissà se il popolo supino…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Il testo è molto utile anche per  me, a causa dell'impegno nella Commissione Oms  (Determinanti sociali delle disuguaglianze  nella salute)».&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Giovanni Berlinguer,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  Università «La Sapienza» di Roma  ed europarlamentare.&lt;/span&gt;  &lt;/blockquote&gt;Dal punto di vista editoriale Napoli è di nuovo in una fase molto fertile: sono pubblicati vari testi che propongono letture delle vicende socio-politiche accanto ad altri testi che preferiscono l'inchiesta sociale. Fra questi è prezioso il testo «Disuguaglianze nella salute, nell'infanzia e nell'adolescenza in Campania».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di cinque brevi saggi che, riferendosi ad indagini internazionali e analisi comparative fra le regioni italiane, documentano con evidenza empirica i nessi fra condizioni sociali e rischi per la salute delle persone. Il libro si colloca in una comunità di pratiche che, almeno dagli anni Settanta, ha prodotto inchieste tese a disvelare le condizioni di salute come un prodotto delle diseguaglianze sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come i buoni testi di epidemiologia, suggerisce un approccio critico e propositivo: la semplificazione fa male, le condizioni di vita sono sempre il prodotto di un coacervo di fattori incidenti. Si propone di superare una visione aziendalistica del trattamento della salute, evitando di considerare le persone, storicamente connotate, come pazienti tutti uguali. D'altra parte una corretta lettura di alcuni dati dice un'antica verità: il benessere come il malessere sono socialmente co-prodotti, dipendono molto da fattori sociali e ambientali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fasce significative di popolazione continua ad esistere una sorta di destino sociale: i bambini più spesso ricoverati negli ospedali sono i figli di mamme povere, sole o di famiglie   numerose, poco istruite, ed esse stesse poco curate. Quindi anche l'approccio teso al controllo della spesa, se assunto con serietà, non può non investire sulla prevenzione, con interventi mirati a gruppi sociali ben identificabili.  I discorsi possibili sulla sanità in Campania sono molti ma, comunque, la constatazione sull'iniquità delle disparità di condizioni fra regioni, e fra province, con quelle ricche, che drenano più risorse di quelle del Sud, ha ancora un grande fondamento scientifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo suggerisce anche la problematicità del peso della popolazione anziana che, sempre in crescita, soprattutto nelle regioni ricche, sottrae risorse per i bambini e gli adolescenti a forte rischio sociale.  II  libro suggerisce anche altro: è sempre più evidente la centralità, la necessità della cura, intesa come accuratezza della prevenzione, delle cure, dell'effettiva organizzazione dei servizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli eccessivi costi dell'ospedalizzazione, della medicalizzazione dei bambini (prevalentemente poveri), dipendono anche da una grande approssimazione e sciatteria che caratterizza i servizi che dovrebbero intercettare dalla nascita le condizioni di quei bambini. E quindi gli autori offrono ancora un altro messaggio: le competenze sono necessarie e non si possono confondere con un generico approccio progressista, con cui alcuni pensano di surrogare professionalità, rigorosa etica della responsabilità e necessarie competenze anche di tipo specialistico.  Infine un ulteriore pregio del libro può essere inteso anche come un suo limite: è un libro del Novecento, scritto da autori, pregevoli studiosi, ben radicati nelle pratiche, che implicitamente tralasciano l'ipotesi dell'ingovernabilità del reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripropongono la necessità di politiche marcatamente orientate da criteri di equità e redistribuzione delle risorse, come logica del buon governo. Ma il libro esprime ancora molta - per me troppa - fiducia nell'approccio razionale: pur segnalando l'importanza delle comunità locali, assume una forte adozione del nesso logico fra conoscenza, programmazione e azione, sostanzialmente interno alla razionalità olimpica, sollecitando politiche sistemiche, generaliste, ingenuamente integrazioniste.  Alcuni degli autori, già dal 1995, con l'Associazione Culturale Pediatri, svolgono  attività di sensibilizzazione e promozione di politiche. In particolare hanno elaborato e propongono un modello di intervento di tipo preventivo, l'adozione sociale dei bambini a rischio, che, già avviato con il Comune in alcuni quartieri di Napoli, trova oggi in un programma regionale triennale una opportunità di sperimentazione diffusa in Campania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna augurarsi che contenuti tanto qualificati trovino lo spazio giusto per pratiche sociali di cui vi è grande necessità, anche per confrontarsi sul paradigma proposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giovanni Laino&lt;/span&gt;  Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica, Facoltà di Architettura, Università degli Studi di Napoli «Federico II»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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La domanda, posta in questo modo porta ad una sola risposta possibile: nessuno di noi vuole soffrire, anzi evitiamo di soffrire quanto più possibile e consideriamo gli analgesici come un grande progresso della medicina, pur senza abusarne, tutti noi abbiamo utilizzato un antidolorifico in qualche occasione. Ma l’epidurale eseguita durante un travaglio spontaneo, è una metodologia invasiva che rappresenta un intervento medico in una situazione di per sé fisiologia e, pertanto, deve necessariamente fondarsi su un’informazione accurata e approfondita che tenga conto di vantaggi e svantaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questa tecnica causa alterazioni del  travaglio e del parto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si, purtroppo l’epidurale causa una serie di effetti collaterali che è bene valutare:&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Spesso le contrazioni diminuiscono ed è necessario ricorrere ad ossitocina sintetica per via endovenosa;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Bisogna controllare più spesso il monitoraggio cardiaco fetale;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Spesso c’è un abbassamento improvviso della pressione;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Gli oppioidi causano un prurito diffuso ma sopportabile;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Non si sente più lo stimolo ad urinare e bisogna ricorrere ad un cateterismo vescicale.      &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dovrò stare a letto durante il travaglio e il parto? Riuscirò a sentire bene la spinta? Potrò partorire nella posizione che desidero? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Se i dosaggi sono un po’ più alti (anche se vengono personalizzati e difficile trovare il dosaggio giusto per ogni donna) non è più possibile camminare e stare in piedi, questo può causare un rallentamento del travaglio e un allungamento della fase espulsiva.  &lt;br /&gt;Non è facile assumere posizioni verticali per il parto e anche stare accovacciate diventa scomodo.      La percezione della spinta è assente o molto diminuita e questo porta un aumento dei parti operativi (ventosa) e della manovra di Kristeller (spinta sulla pancia). Diventa pressoché impossibile evitare di ricorrere all’episiotomia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quando è meglio farla?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel parto distocico può avere una funzione terapeutica. Infatti se la donna è eccessivamente spaventata può entrare in uno stato di tensione ed ansia che portano ad un aumento fisiologico del dolore, una minor produzione di endorfine, un irrigidimento del collo dell’utero rendendo il travaglio lungo e penoso e può essere causa di stress per il feto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi casi l’epidurale può portare ad un rilassamento muscolare ed ad un miglioramento del benessere fetale. Anche il travaglio indotto con la somministrazione di ossitocina è più difficile da affrontare di un travaglio spontaneo e può trarre vantaggio da un’analgesia epidurale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un’amica ha un brutto ricordo del suo parto, l’epidurale potrebbe aiutarmi ad avere un’esperienza diversa? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo spesso l’assistenza nei nostri ospedali e molto medicalizzata e invasiva senza alcun rispetto per la persona: non viene riconosciuta nessuna competenza alla donna che viene trattata come una bambina inconsapevole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gestione del travaglio e del parto è molto direttiva e autoritaria; questo porta le donne a scegliere sempre più spesso il taglio cesareo (siamo i primi al mondo), o ad accogliere l’epidurale come salvatrice da atroci sofferenze. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la scelta non dovrebbe essere tra un parto violento (che nessuno di noi giustamente è disposto ad affrontare) e una metodologia che ha sicuramente una sua valida applicazione in un certo tipo di travaglio, ma che è invasiva e che presenta molti effetti collaterali.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vedi: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dove &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/sanitapubblica_000053.html"&gt;partorire a Roma&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/gravidanza_00006e.html"&gt;Parto naturale&lt;/a&gt; dopo un cesareo&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/sanitapubblica_000087.html"&gt;Taglio cesareo&lt;/a&gt;: dove se ne fanno di più    &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Esistono altre soluzioni che possono aiutarmi ad avere meno dolore e facilitarmi il parto?   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si, partorire in un luogo dove non ci siano dei protocolli rigidi e accertarsi personalmente del tipo di approccio usato.  Particolare attenzione merita la figura dell’ostetrica che dovrebbe svolgere il compito di sostenere la donna, rispettandone l’individualità e cercando il più possibile di creare un’atmosfera favorevole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ostetrica deve avere capacità empatiche  per favorire il travaglio e facilitare il parto. L’ambiente ha un effetto determinante sull’andamento del travaglio e sulla sopportazione del dolore e quando è accogliente e rassicurante raramente la donna sentirà il bisogno di ricorrere all’epidurale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Forse farò l’epidurale, posso cercare di ridurre gli effetti collaterali che ha sul travaglio?   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si, parlando con l’anestesista nel dettaglio di tutti gli effetti collaterali e iniziando con la somministrazione di piccole quantità di farmaco.      Mantenersi in movimento durante il travaglio senza stare troppe ore ferme a letto (con l’epidurale si dorme, è molto piacevole ma il travaglio progredisce lentamente), mantenere il più possibile una posizione verticale anche in fase espulsiva. &lt;br /&gt;Tenere presente che la prima parte del travaglio (fino a che le contrazioni non sono regolari, intense e non vi è aumento della dilatazione del collo dell’utero) non viene mai coperta da epidurale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;div class="s1"&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Gabriella Pacini&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Promuove e sostiene la diffusione del &lt;span class="s1"&gt;parto attivo&lt;/span&gt; in contrapposizione all'immobilità e alla passività. Ritiene che le donne abbiano il diritto di scegliere le posizioni che sentono più adatte per il travaglio e il parto. O&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;stetrica, dal 2004 è consulente internazionale per l'allattamento al seno (IBCLC). Assiste parti a domicilio e promuove l'&lt;a class="s1" href="http://www.vitadidonna.it/allattamento_index.html" _base_target="_top"&gt;allattamento al seno.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;&lt;a class="s4" href="mailto:allattamento@vitadidonna.it" _base_target="_top"&gt;Scrivi all'autrice dell'articolo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Verrà inoltre illustrata la riorganizzazione dell’assistenza ostetrico-ginecologica, parte integrante del progetto riorganizzativo sulla salute della donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PROGRAMMA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Percorso organizzativo: Stato dell’arte   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Percorso territorio - ospedale: Dalla visita al ricovero. Il punto di vista dell’ospedale   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Percorso territorio - ospedale: Dalla visita al ricovero. Il punto di vista del territorio   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Percorso nascita&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Incontro con le donne di Ostia,   4 ottobre 2007 ore 16.30,   presso la Biblioteca “ Elsa Morante”, Via Adolfo Cozza 7, Ostia&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;per informazioni:  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;a class="s274" href="mailto:claudia.fellus@aslromad.it" _base_target="_top"&gt;claudia.fellus@aslromad.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div class="s1"&gt; &lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;progetto&lt;/span&gt; convoglia in questa struttura le esigenze funzionali legate al sostegno per la donna ed il bambino. Tra i servizi offerti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Area DONNA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Ambulatori Ostetricia e Ginecologia&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ambulatorio ecografico   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Prevenzione, diagnosi e cura della patologia mammaria   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Diagnosi prenatale   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Centro di Fisiopatologia della Riproduzione   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Consultorio familiare   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Sportello antiviolenza   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Assistenza legale &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Area BAMBINO   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;TSM e REE   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ludoteca   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ambulatori pediatrici   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Centro diagnosi e cura dell'Autismo   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Continuità Assistenziale      &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Sarà realizzata, dall'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Azienda USL Roma D&lt;/span&gt;, con un finanziamento regionale finalizzato alla ristrutturazione dell'edificio sul lungomare che ospitava il primo ospedale di Ostia Sant'Agostino risalente ai primi anni del '900.&lt;br /&gt;Tale intervento fa parte del piano di riordino e riqualificazione dei servizi e dell'offerta sanitaria sul Territorio. L'intervento interessa complessivamente circa mq 3.500.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Azienda USL Roma D   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Direttore Generale: Dott.ssa Giuseppina Gabriele&lt;br /&gt;Direttore Sanitario: Dott. Maurizio Rango&lt;br /&gt;Direttore Amministrativo: Antonio Scuteri&lt;br /&gt;Via Casal Bernocchi, 73 - 00125 Roma&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Lui picchia Elena, Elena sta zitta e io non posso denunciarlo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/Rtk4_owYlOI/AAAAAAAAAI8/fDU5HplcjWU/s1600-h/Giusy+Gabriele.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/Rtk4_owYlOI/AAAAAAAAAI8/fDU5HplcjWU/s200/Giusy+Gabriele.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5105174318524437730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Giusy Gabriele - Direttore Generale dell'ASL Roma D&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Scrivo questa lettera perché vorrei che a partire dall'articolo di Luigi Attenasio apparso martedì su Liberazione si aprisse un dibattito che possa contribuire a"cambiare il corso degli eventi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non volendo addentrarmi in una disquisizione giuridica racconto un episodio che mi ha coinvolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero rilassata dalla mia parrucchiera quando all'esterno del locale attraverso i vetri ho visto un ragazzo che picchiava Elena (naturalmente è un nome inventato) la giovane ragazza che normalmente con grande affabilità mi lava i capelli.&lt;br /&gt;C'è stata da parte di tutte le presenti una corsa nel tentativo di sottrarla a quella violenza cieca con il risultato che il "bruto" l'ha costretta ad infilarsi in macchina ed è scappato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un dibattito tra donne, durato pochi minuti, ho avvertito la polizia, che con estrema velocità ed efficienza è intervenuta, ma purtroppo ci ha fatto sapere che, pur avendo rintracciato la ragazza, non potevano fare nulla perché per una "violenza privata" ci vuole una denuncia di parte che la nostra Elena non vuole fare, essendo l'uomo la persona con la quale ha una relazione.&lt;br /&gt;Ho passato la serata in preda ad una rabbia profondissima, la mia domanda è fin troppo semplice: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;se avessi assistito ad un qualsiasi altro reato mi sarebbe stato permesso di denunciare?&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dobbiamo accettare che la donna debba essere lasciata sola a decidere?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando con fiumi di parole si sostengono discutibili proposte per la sicurezza, come quelle di arrestare i lavavetri, è perché in questi casi è la nostra quiete ad essere disturbata, mentre vedere una donna picchiata non ci crea fastidio? Forse uno spazio dedicato a questi crimini, come avviene giustamente per quanto riguarda ad esempio le morti bianche, significherebbe fare qualcosa di concreto per porre l'attenzione su questo fenomeno aberrante che lascia le donne che subiscono violenza sole e tutte e tutti coloro che vorrebbero intervenire impotenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So bene che su questo tema il confronto tra le donne è stato lungo e complesso. Ma, oggi, immagino che Elena non tornerà al lavoro per la vergogna ed è in balia di un uomo che magari crede di amare. Chiedo a tutte ed a tutti cosa facciamo concretamente per passare al "che fare" e prevenire che si perpetrino queste situazioni? E, se, come cita Attenasio nel suo articolo, già Basaglia aveva identificato alcune relazioni parentali come relazioni di dominio, come facciamo a dare impulso al percorso di liberazione? &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Parliamone, almeno parliamone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Lui picchia Elena, Elena sta zitta e io non posso denunciarlo'/><author><name>Associazione Vita di Donna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14095979235772799226</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_i000035.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/Rtk4_owYlOI/AAAAAAAAAI8/fDU5HplcjWU/s72-c/Giusy+Gabriele.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29356808.post-516582086905028527</id><published>2007-07-22T20:31:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T07:20:36.279+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Welby'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bioetica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Laicità'/><title type='text'>Welby e bioetica: Diritto o obbligo di cura?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/RqOkFiLY_3I/AAAAAAAAAIs/Wf77tq9vKkk/s1600-h/mario+riccio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/RqOkFiLY_3I/AAAAAAAAAIs/Wf77tq9vKkk/s200/mario+riccio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090092418839674738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il Gip Renato Laviola ha rinviato a giudizio  Mario Riccio, il medico che nel dicembre 2006, su richiesta di Piergiorgio  Welby, lo aveva sedato e aveva interrotto la ventilazione meccanica (“staccando  la spina”) che gli permetteva di sopravvivere.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Lo ha rinviato a giudizio  in nome di un diritto alla vita che, nella “sua sacralità, inviolabilità e  indisponibilità”, costituirebbe un limite invalicabile per l’esercizio del  diritto di autodeterminazione. Secondo il giudice Laviola, il diritto di  rifiutare le cure, pur essendo sancito dalla Costituzione italiana, dal Codice  di Deontologia Medica e da convenzioni internazionali, verrebbe meno quando, per  metterlo in pratica, si rendesse necessaria da parte del medico un’azione e non  una mera omissione. Mario Riccio avrebbe pertanto compiuto un reato in quanto  non si è limitato a non attuare una terapia, ma ha attivamente provocato il  distacco del respiratore che teneva in vita Piergiorgio Welby.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi  pensiamo che risulti da ciò una limitazione inaccettabile della libertà di ogni  cittadino di decidere riguardo ai trattamenti sanitari sulla propria persona: un  paziente sarebbe libero di rifiutare di essere attaccato al respiratore (o di  essere nutrito artificialmente) ma non gli sarebbe invece garantita la  possibilità di interrompere, una volta avviate, la respirazione o la nutrizione  artificiale in condizioni medicalmente assistite.&lt;br /&gt;L’argomentazione del Gip  Laviola lascia intravedere scenari nei quali sarebbe legittimo obbligare le  persone a curarsi anche contro la propria volontà. Il richiamo alla sacralità  della vita (oltre al fatto che non si tratta di un concetto né medico né  giuridico) rischia di trasformare il diritto alla vita in dovere di vivere e  spalanca le porte ad ogni accanimento terapeutico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario Riccio ha  esaudito una richiesta precisa e inequivocabile di Piergiorgio Welby: una  richiesta di interruzione di un trattamento. Ci chiediamo: un medico che  accoglie una simile richiesta agisce in modo legittimo? Noi non abbiamo alcun  dubbio sulla liceità morale del gesto, né sulla sua legittimità deontologica, in  accordo con l’Ordine dei Medici di Cremona che si è pronunciato in questo senso,  archiviando il procedimento disciplinare a carico del collega.&lt;br /&gt;Il problema  invece è aperto sul piano giuridico. Mentre il Procuratore della Repubblica di  Roma si è pronunciato in sintonia con l’Ordine dei Medici, chiedendo  l’archiviazione del caso, opposto – come abbiamo visto – è stato il parere del  Gip Laviola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riteniamo che sia assolutamente necessario stabilire la  certezza del diritto in merito alla seguente questione: un cittadino capace di  intendere e di volere, il cui giudizio non è viziato da disturbi dell’umore o da  pressioni esterne, può legittimamente rifiutare o sospendere ogni tipo di cura  anche quando questo comporterà inevitabilmente la sua morte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È pacifico  che, se un paziente (non ancora collegato al dispositivo che potrebbe mantenerlo  in vita) rifiuta di essere collegato a detto dispositivo, nessuno può obbligarlo  a farlo. Paradossalmente però, se quello stesso paziente accetta di essere  tenuto in vita da un macchinario e poi, dopo un certo periodo di tempo, decide  di rinunciarvi, ciò si rivela impossibile, per lo meno nell’opinione di alcuni  magistrati. Ma questa asimmetria cozza contro il buon senso. Forse l’avere  accettato una terapia priva il paziente della possibilità di cambiare idea e di  esercitare ora la sua originaria possibilità di rifiutarla?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogliamo  sottolineare che far derivare dal diritto alla vita l’obbligo di curarsi implica  conseguenze gravi e paradossali, fino a spingere le persone a temere ogni tipo  di relazione terapeutica: il paziente, i familiari e anche il medico potrebbero  essere indotti a non iniziare una terapia, per esempio la ventilazione, solo per  il timore di non poterla più sospendere quando le circostanze dovessero renderla  inaccettabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo convinti che solo l’intervento del legislatore possa  far chiarezza su questo punto cruciale e affermiamo l’assoluta urgenza di questo  intervento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;709&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;firmatari&lt;/span&gt; fino a questo momento: &lt;a href="http://bioetiche.blogspot.com/2007/06/area-sanitaria.html"&gt;area  sanitaria&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://bioetiche.blogspot.com/2007/06/firmatari-non-medici.html"&gt;non&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Per  chi volesse aderire: inviare nome, cognome, qualifica/professione e città a &lt;a href="mailto:lalli.c@flashnet.it"&gt;lalli.c@flashnet.it&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo  integrale della &lt;a href="http://www.bioetiche.eu/Ordinanza_Laviola.pdf"&gt;ordinanza di Renato  Laviola&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Altri articoli su &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://vitadidonna.blogspot.com/search/label/Welby"&gt;Welby&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Gli risponde il Presidente  della FNOMCeO Amedeo Bianco: prima di irrogare una sanzione disciplinare,  bisogna attendere la sentenza penale definitiva, “Si tratta di meccanismi  normativi su cui gli Ordini non hanno alcuna discrezionalità“. Le accuse agli  Ordini dei Medici sono davvero destituite di fondamento?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Nino Amadore&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;, giornalista, autore de “&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 153);" href="http://www.lulu.com/content/675919" target="_blank"&gt;La zona grigia,  professionisti al servizio della mafia&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Basta scorrere alcune pagine del libro “La zona grigia, professionisti al  servizio della mafia” da me scritto e pubblicato su internet nei mesi scorsi per  rendersi conto che alcune categorie, più di altre, sono state interessate dalla  presenza di boss di prima grandezza. A queste categorie “privilegiate”  appartengono senza dubbio i medici, a partire da Michele Navarra a Corleone  negli anni Cinquanta, per finire al boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro. Ora,  sulla base delle necessarie garanzie processuali che spettano a tutti, sembra  qui necessario avviare una riflessione sul ruolo dell’Ordine dei medici in  queste vicende. Perché in altri casi, è stato persino raccontato, altri imputati  (medici anche loro) di associazione mafiosa dopo essere stati condannati sono  tornati a lavorare. E In ospedale. Ma non c’è solo questo alla base del mio  ragionamento che coinvolge i medici. Mi ha colpito, per esempio, il convegno  dedicato ai diritti per un latitante ad essere curato. Nessuno nega il diritto  alle cure ai criminali, si chiamino loro anche Bernardo Provenzano, ma tutti  abbiamo l’obbligo di richiamare qui il dovere di denuncia. Eppure questo  elemento, per me che faccio il giornalista (né giurista né sociologo né  magistrato), non sembra emergere con chiarezza. I medici, lo dimostrano anche i  fatti degli ultimi giorni, continuano a essere al centro delle vicende  giudiziarie che coinvolgono don Binnu Provenzano, capo dei corleonesi in galera:  il numero 60, nel codice Provenzano, è un medico. Il medico che lo andava a  curare nel covo di Montagna dei cavalli, ma che chiedeva al capo dei capi  consigli su affari e portava notizie. Quale altra riflessione fare dunque oggi:  i medici, in Sicilia, sono stati e sono anche grandi aggregatori di consenso  politico e non v’è dubbio che in alcuni piccoli paesini siano protagonisti  indiscussi del potere e dell’amministrazione locale. Serve e servirebbe  tutt’altra presa di posizione da parte dell’Ordine dei medici. Si badi bene: io  non sostengo affatto che l’Ordine dei medici di Palermo e il suo attuale  presidente siano collusi, reticenti. Dico però che l’attuale atteggiamento, in  un settore delicato come quello della sanità, presta il fianco a chi vorrebbe  sostenere che l’Ordine (gli Ordini) dei medici siano collusi e reticenti. Una  presa di posizione chiara e definitiva sulle questioni di mafia, sugli iscritti  arrestati per essere i capi di Cosa nostra, potrebbe essere un definitivo  passaggio culturale anche nella lotta alla mafia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Amedeo Bianco&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;, presidente della Federazione degli Ordini  dei Medici Chirurghi e Odontoiatri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Per quanto riguarda il tema dell'attività disciplinare degli Ordini nei  confronti dei professionisti accusati e/o condannati per reati di stampo  mafioso, tengo a precisare che gli Ordini dei Medici svolgono il loro dovere  nell'ambito di precise e inderogabili norme legislative.&lt;br /&gt;Per questo tipo di  reati, ma ovviamente la norma riguarda tutte le fattispecie penali, l'articolo  43 del DPR 5 aprile 1950, n. 221 (Regolamento per la esecuzione del decreto  legislativo 13 settembre 1946, n. 233, sulla ricostituzione degli Ordini delle  professioni sanitarie) prevede che gli Ordini devono sospendere di diritto le  persone che vengono sottoposte a misure restrittive della libertà  personale.&lt;br /&gt;In secondo luogo, gli Ordini sono obbligati ad aprire procedimento  disciplinare e a sospendere il procedimento stesso nei confronti dei sanitari  sottoposti a giudizio penale anche nel caso in cui non fossero state assunte  misure cautelari restrittive della libertà. Gli Ordini devono attendere la  sentenza penale definitiva prima di poter concludere il procedimento  disciplinare irrogando la relativa sanzione. Si tratta di meccanismi normativi  su cui gli Ordini non hanno alcuna discrezionalità e che vengono osservati  scrupolosamente. Ritengo quindi che le accuse agli Ordini dei Medici contenute  nel libro cui si fa riferimento siano del tutto aprioristiche e destituite di  fondamento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Come si sente veramente una donna che ha subìto questo intervento? Come riequilibrare velocemente corpo e mente? Come accogliere nel migliore dei modi il bambino appena nato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ostetrica Ivana Arena si rivolge alle donne e ai loro partner per rispondere a questa e altre domande che nascono in chi subisce un intervento chirurgico molto spesso inaspettato e desidera capire quali siano le conseguenze per la madre e il figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un Cesareo è un testo completo che affronta l'argomento secondo le più recenti ricerche scientifiche.&lt;br /&gt;Contiene inoltre informazioni utili su:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) La storia del cesareo&lt;br /&gt;b) Le indicazioni per effettuare o meno un cesareo&lt;br /&gt;c) Le fasi del cesareo&lt;br /&gt;d) Le evidenze scientifiche correlate&lt;br /&gt;e) I benefici della nascita indisturbata&lt;br /&gt;f ) Il parto spontaneo dopo cesareo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E suggerimenti pratici riguardo a:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) L’allattamento&lt;br /&gt;b) Il contatto con il bambino&lt;br /&gt;c) La ripresa fisica&lt;br /&gt;d) La guarigione emotiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/RnzCji2SFPI/AAAAAAAAAIc/GM4aJFsPUsA/s1600-h/ivana+arena.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/RnzCji2SFPI/AAAAAAAAAIc/GM4aJFsPUsA/s200/ivana+arena.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5079148395672769778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Ivana Consuelo Arena&lt;/strong&gt; decide di diventare ostetrica nel 1997 dopo aver subito un cesareo nel 1995. Fin dal percorso universitario per diventare ostetrica si dedica in particolare all’argomento del cesareo e del parto spontaneo dopo cesareo (VBAC), su cui scrive la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;tesi di diploma di laurea nel 2000. Nel 2001 partorisce con un VBAC. Continua scrivendo articoli e offrendo consulenze sull’argomento. Lavora da cinque anni presso la Sala Parto di una struttura di III° livello, cercando di mettere in pratica professionalmente il rispetto per la capacità delle donne di partorire e dei bambini di nascere senza troppi interventi e dove si occupa, insieme ad un neonatologo e ad un’infermiera, di migliorare il sostegno all’allattamento materno. Fa parte dell’&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Associazione “Vita di Donna&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;” con la quale si occupa, insieme ad altre colleghe, di offrire assistenza per il parto e il puerperio a domicilio e visite e consulenze per il benessere della donna in età riproduttiva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bonomieditore.it/arena.html" class="Editore"&gt;&lt;u&gt;Bonomi Edizioni&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;                         - Pagg. 256 - Prezzo € 15,90&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link attinenti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/gravidanza_00006b.html"&gt;Un altro cesareo...? No, grazie!&lt;/a&gt; di Ivana Arena&lt;br /&gt;La guida alla &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/gravidanza%20index.html"&gt;gravidanza&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Guida all'&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/allattamento%20index.html"&gt;allattamento&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Iniezioni antirughe mi hanno causato una malattia immunitaria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spinta da un‘amica che me ne garantiva l’assoluta bravura, competenza e l’assenza di ogni rischio, sono andata da un medico che mi ha fatto delle iniezioni per riempire alcune piccole rughe nel viso.  Dallo stesso ho ricevuto assicurazioni dell’assoluta assenza di ogni rischio e del fatto che lui in 20 anni di attività non aveva MAI avuto problemi… e si potevano fare subito le iniezioni, come ha fatto e io ho pagato …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo alcuni mesi ho cominciato da avere cisti e gonfiori e secondo lui era normale e dai a pungermi di nuovo per togliere le cisti, a suon di centinaia di euro… ovviamente…      Ma dopo un lungo calvario e il consulto con veri specialisti il risultato è questo: “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;granulomatosi da corpo estraneo&lt;/span&gt;”  .&lt;br /&gt;La sostanza è permanente, mi ha causato una malattia immunitaria, non si puo asportare chirurgicamente perchè, oltre le cicatrici, si rischia la paralisi al viso, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;unica cura possibile cortisone a vita&lt;/span&gt;.  Cisti interne e esterne, capillari che si rompono, tumefazioni tali da rendermi irriconoscibile e tutti i danni collaterali del cortisone .     È un medico generico che si spaccia per specialista… ha peggiorato la situazione da lui causata con ulteriori danni e indicazioni peggiorative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice che la sostanza è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;artecoll&lt;/span&gt;, ma invece sembra sia &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;silicone &lt;/span&gt;(che costa pochissimo cosi lui guadagna tantissimo…)  Negli atri paesi europei per fare certi trattamenti è necessario essere un chirurgo plastico, invece adesso in Italia, sembra che anche le estetiste siano autorizzate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vista la richiesta e il guadagno… grandi concessioni…     A mi ha in cura, ho chiesto se tramite il web può consultarsi con altri colleghi per verificare alternative di cura, altri casi simili.  Ha eluso la risposta… allungandomi la ricevuta da pagare….     Quel “medicastro” ha gia rovinato altre donne, ma ora le sofferenze, le spese, la difesa, la ricerca gravano tutte su di me.  Chiedo a tutti un aiuto e suggerimenti per cure alternative e di successo in casi analoghi, indirizzi, associazioni a tutela della salute delle donne, per come e a chi segnalare il caso,  eventuali consigli anche  legali.   Grazie   &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Pensa che essere donna le abbia reso la vita professionale più difficile?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente la nomina a direttore del Regina Elena è stata una prova importante nella mia vita, ma non posso dire con certezza se e quanto gli ostacoli incontrati siano dipesi da una discriminazione di genere. Come sempre, quando nella vita si è sottoposti a ingiustizie si ha la sensazione che queste ingiustizie debbano avere una loro origine... &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;E la sua sensazione quale è stata?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che alla base delle difficoltà incontrate ci fosse una sorta di “discriminazione” per il mio essere donna. Ma sicuramente quello che ho provato è il non sentirmi compresa, il non avvertire un clima di solidarietà quando i capi della mia attività di ricerca erano degli uomini. Questa esperienza, a livello soggettivo, ha sicuramente rafforzato la mia convinzione che essere una donna mi facesse provare durezze più intense rispetto all'essere un uomo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Essere donna le è stato d'aiuto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente. Mi è stata di aiuto quella flessibilità mentale che riconosco tipicamente nelle donne quando devono affrontare degli ostacoli: le donne sono più portate ad escogitare soluzioni alternative, a differenza degli uomini che, invece, mi sembrano più rigidi nei loro schematismi. Proprio l'altro giorno una mia collega diceva “È incredibile come lavora la mente degli uomini: sono sempre concentrati a fare una sola cosa, mentre per noi donne non è così; quando sono al lavoro riesco a guardare il computer, rispondere al telefono e allo stesso tempo chiudere un cassetto con il piede”. Un'altra prerogativa femminile che mi è stata di supporto è relegata alla sfera affettiva e dei sentimenti: l'intensità di essere una mamma, di condividere emozioni con le altre persone mi ha sempre aiutato a gioire, anche quando le cose belle non succedevano a me ma agli altri, e a ridimensionare i problemi quando qualcosa di negativo intralciava la mia strada.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Lei ha fatto una brillante carriera nella ricerca all'estero e in Italia. È difficile conciliare la maternità e la famiglia con il lavoro?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è di certo semplice. Quello che manca purtroppo è una cultura di supporto per la donna, soprattutto per la donna giovane, indipendentemente, che voglia o meno avere dei figli, ma che dovrebbe essere messa, comunque, nella condizione di scegliere liberamente di diventare madre, senza essere penalizzata nella carriera professionale. Personalmente ho vissuto due maternità: una in Italia e una negli Stati Uniti. Devo riconoscere che negli Stati Uniti, come pure in alcuni paesi europei quali la Germania, si hanno a disposizione diversi servizi di buona qualità e di supporto per le neomamme. In questo modo si riesce a mantenere l'attività, comunque produttiva o perlomeno non limitata fortemente dalla presenza dei figli. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;E nel nostro Paese?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia la vita si complica perché la struttura non è ancora pronta a istituire sistemi di supporto e di aiuto per le neomamme durante il periodo dell'allattamento. Purtroppo, è parte del sistema attuale dare una grande responsabilità alla donna nella gestione pratica dei figli, mentre al padre viene affidato per la maggior parte il compito del supporto economico. Questa cultura ha sicuramente un peso nella tua produttività al lavoro, sia essa in termini di idee, che di progetti. Però, quello che ho visto e provato in prima persona è che, dopo il periodo dell'allattamento, la donna attraversa un periodo di rinascita e riesce a raggiungere la stessa produttività nella metà del tempo, recuperando in parte il terreno “perduto” con la gravidanza... È una fase di esplosione dopo un periodo di intensità biologica che considero un privilegio straordinario della donna.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il Massachusetts General Hospital ha istituito il Claflin Distinguished Scholars Awards a favore delle giovani dottoresse con figli: una borsa di studio di 30 mila dollari da sommare al normale stipendio. Basterebbero gli incentivi economici per migliorare le cose da noi? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per come stanno adesso le cose, istituire delle borse di studio non è sufficiente. Abbiamo bisogno di strutture, ma soprattutto di una diversa mentalità, che non penalizzi la donna, ma ne permetta la sua completa valorizzazione che non può prescindere dai suoi figli. Nella mia esperienza ho trovato una forte solidarietà tra le donne che facevano il mio stesso lavoro. Ad esempio, ricordo che negli Stati Uniti tra le ricercatrici convocate per riunioni scientifiche a livello federale, unendo le nostri voci, siamo riuscite ad ottenere di non fissare riunioni il sabato e la domenica, né il venerdì pomeriggio: davamo la nostra disponibilità a qualsiasi ora del giorno e della notte durante la settimana, ma il fine settimana doveva essere sacro ed esclusivo per la nostra vita extra-lavorativa. Queste sono piccole cose non scritte, ma che considero delle piccole conquiste delle donne per garantirsi una vita compatibile con gli affetti. Più donne andranno a contribuire in posizione di “potere”, di condivisione e pianificazione programmazione, più sarà facile fare accettare queste esigenze... &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Si parla spesso di medicina di genere quale studio delle differenze tra uomini e donne dei fattori determinanti la salute e il carico di malattia. Ma questa branca richiama pure l'attenzione sulle differenze di genere nel prestare le cure. Lei che ne pensa? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la somministrazione delle cure sono stati condotti diversi studi che hanno evidenziato un significativo differenziale tra i due generi. Nelle malattie cardiovascolari si è riscontrato che l'uomo ha una frequenza di eventi cardiovascolari maggiori della donna, specialmente nelle fasce di età precedenti alla menopausa, ma le donne, una volta colpite dall’evento cardiovascolare, hanno una maggiore probabilità di morire. Ad oggi non si è ancora capito se questa discrepanza è dovuta a fenomeni sociali oppure biologici. Una prima ipotesi che era stata fatta indicava una diversa qualità di accesso ai servizi: sembrava che le donne arrivassero più tardi al Pronto soccorso rispetto agli uomini e di conseguenza gli interventi diretti sull'evento cardiocircolatorio avessero acquisito quel ritardo tale da renderli meno efficaci. Altri studi hanno messo in evidenza il peso che può avere il differente approccio tra i due sessi nella descrizione dei sintomi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;È interessante questa osservazione...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è visto che l'uomo infartuato indica precisamente il dolore al petto e subito vengono attuati i presidi utili alla diagnosi e, quindi, alla terapia d'urgenza. Nelle donne la descrizione è dedicata a fattori non direttamente coinvolti, dando una descrizione meno chiara e focalizzata: un modo di raccontare e di rappresentare tipicamente femminile! Di conseguenza, l'atteggiamento del clinico nei confronti della donna viene orientato verso l'infarto del miocardio, ma anche verso altre possibili diagnosi che nell'insieme generano ritardo nella diagnosi correlabile alla maggiore mortalità, alla quale contribuiscono sicuramente anche altri fattori biologici e fisiologici. È interessante osservare un diverso modo di fare la diagnosi e una diversa attitudine nei confronti della donna che non è imputabile a una discriminazione a priori, ma al diverso modo di porsi davanti ai sintomi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La medicina di genere estesa alla dimensione del counselling potrebbe servire per superare parte delle discriminazioni di genere? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente. Studi sulla salute di genere prodotti recentemente in Spagna suggeriscono la possibilità di superare queste differenze una volta riconosciute.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Ma questi studi stanno per essere trasferiti nella pratica medica?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo nella fase di impostazione del lavoro. Ad esempio, al Regina Elena stiamo lavorando a un progetto sulla donna come partecipante di screening e sulla donna come persona al centro della osservazione, sia diagnostica che clinica. Il progetto è ancora in fase di stesura e installazione; permetterà alle donne di afferire al nostro Istituto per svolgere una serie di test preventivi in un solo giorno (pap test, mammografia, densità ossea). La nostra intenzione è quella di ascoltare le partecipanti e di cercare di valutare, con il supporto di strumenti disponibili nell'ambito clinico, la possibilità di includere valori e preferenze delle partecipanti riguardo a potenziali programmi e terapie che riguardano la loro vita futura. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Questo progetto sembra in linea con le politiche per le pari opportunità che rappresentano una priorità per l'attuale Ministro della salute Livia Turco. Si può parlare di pari opportunità nell'accesso ai servizi sanitari e alle cure appropriate nel nostro Paese? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non abbiamo dati che dimostrino una marcata disuguaglianza di genere nell'accesso alle cure in tutto il nostro Paese, ma sicuramente esiste un significativo differenziale Nord/Sud. In tutti i programmi, il Ministro Livia Turco ha portato in primo piano problemi che riguardano il differenziale femminile, ma sopratutto il differenziale Nord/Sud, che ai nostri giorni è inaccettabile. Se solo riuscissimo a garantire un uguale accesso diagnostico e terapeutico alle donne del Sud e del Nord, supereremmo una grave ed ingiusta disuguaglianza...&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paola Muti&lt;/span&gt; ha guadagnato a pieni voti il posto di direttore dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IRCCS, dopo venticinque anni di un'intensa attività di ricerca epidemiologica in ambito oncologico e sullo sviluppo di banche biologiche per la raccolta e la conservazione di campioni biologici. Ha condotto una brillante carriera accademica negli Stati Uniti – insegna Advanced Cancer Epidemiology alla Harvard University - senza rinunciare alla sfera femminile della maternità. Paola Muti è madre di Greta e Giovanna. Ama leggere e andare per mare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Per gentile concessione &lt;a href="http://www.pensiero.it/"&gt;Il Pensiero Scientifico Editore&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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La piccina che si chiama Chiara,  figlia di una coppia di fiorentini, è il frutto del primo &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/news/labels/Gravidanza.html"&gt;parto fisiologico non  medicalizzato&lt;/a&gt;. Un approccio estremamente umano e innovativo che ridà all'evento  parto la sua funzione naturale ma in un contesto di totale sicurezza per la  mamma e il neonato.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La struttura fiorentina si pone all'avanguardia non solo a  livello italiano ma anche europeo. La bambina ha trascorso ogni ora della sua  prima esperienza di vita con la mamma, in un rapporto profondo e intimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E'  davvero una bellissima notizia - dice l'assessore per il diritto alla salute  Enrico Rossi -  Penso che al di là di tutti i numeri, le statistiche, gli  standard, il fatto di riuscire ad accogliere con calore e in sicurezza una nuova  vita sia ogni volta per il nostro servizio sanitario e per tutta la comunità un  traguardo importante ed emozionante. In Toscana succede tutti i giorni nei  nostri punti nascita. Ora anche la Margherita si aggiunge con valori e  prestazioni nuove e avanzate a questa rete, che assicura la naturalità della  nascita e insieme sicurezza e competenza sanitaria".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Esprimo soddisfazione  per il felice evento - dice il professor Gianfranco Gensini Preside della  Facoltà di Medicina dell'Università di Firenze -. Questa attività si colloca in  una posizione particolare, a garanzia della naturalità, nell'ambito della  protezione offerta da una grande struttura. Protezione da attivarsi in caso di  necessità ma nello specifico con tutte le competenze che questo settore può  offrire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie alla capacità di cooperazione fra le diverse professionalità che  rappresentano gli attori di questa iniziativa, si è creato un modello originale  pienamente rispondente alle esigenze della donna, del nascituro e più in  generale dei cittadini che condividono un momento, quello del parto, che  rappresenta per tutti una meravigliosa realtà". Felice il professor Gianfranco  Scarselli, direttore del Daimi (Dipartimento Attività Integrate Materno  Infantile) dell'AOU Careggi, il quale sottolinea come l'esperienza che si sta  avviando alla Margherita sia patrimonio comune di tutta l'Area metropolitana  fiorentina."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa struttura è dentro l'Azienda Ospedaliero Universitaria di  Careggi ma si protende a tutto il territorio - ricorda il professore -. E'  fondamentale la collaborazione con tutte le aziende e le realtà che operano in  Area Vasta, al fine di assicurare una continuità assistenziale alla mamma e al  bambino. La Margherita apre un processo culturale importantissimo non solo per  l'area fiorentina ma per la Toscana".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il professor Mauro Marchionne, direttore  della seconda UO Ginecologica di Careggi ribadisce come "sia il personale della  Maternità di Careggi, sia quello della Margherita condividano lo stesso  elevatissimo livello di professionalità. Un feeling che assicura un percorso di  estrema sicurezza al neonato e alla mamma". Infine Paolo Morello, Direttore del  DIMI (Dipartimento Interaziendale Materno Infantile) oltre a esprimere  soddisfazione per il felice evento, ricorda il coraggio, la perseveranza e  l'impegno che tutti hanno messo in questo progetto. "Una struttura - afferma il  dottor Morello - che in virtù della Scuola di specializzazione offre una  straordinaria possibilità di formazione alla figura di &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_00000e.html"&gt;ostetrico ginecologico&lt;/a&gt;.  Auspico infine una sempre più stretta collaborazione con il territorio"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link correlati:&lt;br /&gt;La &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/sanitapubblica_00005f.html"&gt;Sanità a Firenze&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/sanitapubblica_000090.html"&gt;Diagnosi prenatale&lt;/a&gt; al Careggi di Firenze&lt;br /&gt;Guida alla &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/gravidanza%20index.html"&gt;gravidanza&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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La risposta della Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico,  Mangiagalli e Regina Elena", presieduto dal prof. &lt;b style=""&gt;Giancarlo Roviaro&lt;/b&gt;, direttore del  Dipartimento di Chirurgia. Una giornata di formazione e informazione rivolta a  medici, infermieri, studenti di medicina e cittadinanza milanese per affrontare  la crescente incidenza sanitaria, sociale ed economica  dell'&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.vitadidonna.it/farmacia_000025.html"&gt;obesità&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obesità può essere ormai definita un'epidemia: la sua  incidenza è in aumento in tutti i Paesi occidentali e, in Italia, dati Istat  segnalano che il 33.4% della popolazione è &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/farmacia_000024.html"&gt;soprappeso o obeso&lt;/a&gt;. Spesso nei  soggetti obesi sono presenti patologie associate (malattie cardiovascolari,  ortopediche, pneumologiche) che condizionano la qualità della vita e  rappresentano un elevato costo sociale. Secondo il III Rapporto per l'Obesità in  Italia, infatti, i costi sanitari dell'obesità ammontano a 11 miliardi di euro,  di cui due terzi per i ricoveri ospedalieri causati dalle  complicanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo della giornata è mostrare che il processo di  valutazione e di gestione del paziente obeso, a maggior ragione se esiste  l'indicazione al trattamento chirurgico, deve avvalersi di un approccio e di  un'équipe medica multidisciplinare, come quella organizzata dalla Fondazione  Policlinico Mangiagalli, centro di riferimento del Nord Italia proprio per il  trattamento chirurgico della grande obesità. La partecipazione convegno dà  diritto a crediti ECM per medici e infermieri e crediti formativi per gli  studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per iscriversi: &lt;b style=""&gt;&lt;a href="http://crm.dsmg.it/dm/r.aspx?i=119328260&amp;amp;u=http://www.policlinico.mi.it/" target="_blank"&gt;www.policlinico.mi.it&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; alla voce  Formazione.&lt;br /&gt;Iscrizione e accesso sono gratuiti.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://crm.dsmg.it/dm/r.aspx?i=119328260&amp;amp;u=http://www.doctornews.it/cont/1940upl/0702/2600/17960all1.doc" target="_blank"&gt;Per visionare il programma della giornata clicca qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/farmacia_00000f.html"&gt;Diete&lt;/a&gt;: miti e realtà delle diete veloci&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/farmacia_00006b.html"&gt;Dieta&lt;/a&gt;: Cosa ci fa sentire pieni?&lt;br /&gt;La &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_000056.html"&gt;Bulimia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;News online su &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/news/labels/Nutrizione.html"&gt;nutrizione&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/news/labels/Alimentazione.html"&gt;alimentazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Ma ha escluso sistemi ritorsivi, all'inglese, per chi non segue le regole&lt;/h3&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; "Vogliamo rendere facili agli italiani le scelte salutari, senza interventi punitivi come quelli adottati in Gran Bretagna" questo uno dei passaggi salienti del commento di &lt;b&gt;Livia Turco&lt;/b&gt; al programma interministeriale Guadagnare salute. Il testo è stato approvato venerdì dal Consiglio dei ministri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/farmacia_000025.html"&gt;Obesità&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/farmacia_000025.html"&gt;sovrappeso&lt;/a&gt; e cattivi stili di vita sono un'emergenza per tutti i Paesi occidentali, impegnati nell'adozione di misure per combatterli. "Paesi come la Gran Bretagna - spiega la Turco - sembrano aver imboccato una via 'punitiva' verso i cittadini recidivi nell'abbandonare vizi e cattive abitudini, nonostante siano stati avvertiti per tempo dei rischi per la salute". Per esempio, &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_000028.html"&gt;fumatori incalliti&lt;/a&gt;, obesi o alcolisti potrebbero vedersi rifiutare le cure per malattie cardiovascolari o tumori. Per la Turco, "è una via drastica, quasi vendicativa o comunque di stampo giustizialistico nei confronti dei cittadini, senza tener conto dei fattori economici, sociali e mentali alla base di comportamenti a rischio. In ogni caso, è contraria - sottolinea - a quella visione di tutela e diritto inalienabile alle cure, che è uno dei grandi principi costituenti del nostro Paese". Quindi, senza punizioni o ritorsioni, vanno responsabilizzati i cittadini e le stesse istituzioni sanitarie, perchè si rendano conto che "non provare a invertire queste abitudini dannose per la nostra salute sarebbe assurdo e criminale. E l'arma più importante è la prevenzione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quasi nove decessi su 10 e oltre il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, sono causati da diverse malattie legate ai cattivi stili di vita". Lo ha sottolineato il ministro della Salute Livia Turco, presentando 'Guadagnare salute', il documento programmatico interministeriale approvato dal Consiglio dei ministri. Si combattono i cattivi stili di vita, convincendo gli italiani ad abbracciare abitudini salutari, attraverso azioni comuni di più ministeri e un accordo con le aziende e il resto della filiera alimentare. Quattro i fattori di rischio su cui agire: cattiva &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/farmacia%20index.html"&gt;alimentazione&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/farmacia_000029.html"&gt;inattività fisica&lt;/a&gt;, fumo e abuso di alcolici. "Disturbi cardiovascolari, &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/news/labels/Oncologia.html"&gt;tumori&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/farmacia_000055.html"&gt;diabete&lt;/a&gt;, malattie respiratorie croniche, disturbi mentali e muscolo-scheletrici - ricorda la Turco - sono i sei killer più pericolosi per la nostra salute, responsabili del 77% degli anni di vita persi in buone condizioni psicofisiche. Ma sono anche ampiamente prevenibili grazie a stili di vita salutari". Nell'attuale situazione, insomma, la prevenzione è un punto sul quale il ministero insiste, vedendovi anche una via per ridurre la spesa sanitaria.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Link in argomento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/farmacia_00006b.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dieta&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e controllo del peso: cosa ci fa sentire pieni?&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/farmacia_00000f.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Diete&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;: Miti e realtà delle diete veloci&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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GLOBALIZZAZIONE INCARNATA'/><author><name>Associazione Vita di Donna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14095979235772799226</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_i000035.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/Rdhv6ri-oaI/AAAAAAAAAFs/AdmKtjxWFiI/s72-c/prostituzione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29356808.post-8400947115472380763</id><published>2007-02-16T18:58:00.000+01:00</published><updated>2007-02-16T19:04:39.656+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sanità pubblica'/><title type='text'>La devolution non fa bene al Sud</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;a cura della Redazione di Vitadidonna&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Politica sanitaria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La devolution acuisce il divario fra Nord e Sud, e nel mezzogiorno d'Italia la  salute dei cittadini peggiora. E' questo il dato più evidente che emerge dal  rapporto "Osservasalute 2006", presentato ieri mattina all'università Cattolica  di Roma. Fattori di rischio e stili di vita sbagliati, organizzazione e  assistenza sanitaria carente, medicina del territorio pressoché assente,  mancanza di screening e politiche di prevenzione sono il cocktail velenoso che  determina un netto peggioramento per i cittadini del mezzogiorno. Al Sud  aumentano &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/farmacia_000055.html"&gt;diabete&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/farmacia_000025.html"&gt;obesità&lt;/a&gt;, fumano più giovani e anche nella lotta ai tumori si  registra una pericolosa battuta d'arresto, tanto che i benefici della &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/farmacia_000047.html"&gt;dieta  mediterranea&lt;/a&gt; e dell'ambiente meno inquinato stanno venendo meno. Se non si  interviene prontamente - avverte il rapporto - in 15 anni l'incidenza dei tumori  raggiungerà quella del Nord.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Questo rapporto - spiega &lt;b style=""&gt;Walter Ricciardi&lt;/b&gt;, direttore  dell'Istituto di igiene dell'università Cattolica di Roma e direttore  dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane - evidenzia  chiaramente che mentre in due terzi delle regioni il livello di assistenza  sanitaria può confermare la graduatoria stilata qualche anno fa  dall'Organizzazione mondiale della sanità, che vedeva il nostro Ssn al secondo  posto nel mondo, per 6-7 regioni purtroppo non è così. Sono quelle che si sono  mosse in ritardo negli ultimi 10 anni e che non hanno colto la sfida della  devoluzione, accusando oggi sofferenze fortissime". Insomma, dalle 453 pagine  del Rapporto emerge che è la devolution a fare la differenza. "Nelle Regioni  dove in questi anni si è ingaggiata una lotta serrata ai fattori di rischio per  la salute, i cittadini stanno meglio. Viceversa, nelle Regioni 'immobili -  prosegue Ricciardi - la salute è peggiorata".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cartina di tornasole che  evidenzia dove è più marcato questo andamento è rappresentata "dall'elenco delle  Regioni che hanno i conti della sanità più in rosso, e che ora hanno bisogno  dell'aiuto del Governo per fare fronte ai loro impegni", aggiunge &lt;b style=""&gt;Americo Cicchetti&lt;/b&gt;, ordinario di  organizzazione aziendale alla facoltà di Economia della Cattolica. "La  situazione è chiaramente a due velocità. E il 2006 ha segnato forse la resa dei  conti, mettendo in luce - prosegue Cicchetti - quali Regioni hanno preso sul  serio la devolution e quali no, decretando il fallimento di queste ultime".  L'esperto della Cattolica evidenzia che nell'economia delle Regioni la sanità ha  un peso sostanzialmente diverso: "Se la Regione Lombardia riesce ad assicurare i  Lea spendendo il 4,75% del suo Pil, la Campania deve dedicare l'8,95% del Pil  alla spesa sanitaria. Il differenziale - commenta - chiaramente è tolto alle  politiche di sviluppo e di riequilibrio del sistema economico complessivo". A  farne le spese maggiormente sono i servizi di assistenza territoriale, che  marcano la netta differenza tra Regioni virtuose e non, soprattutto quando sono  rivolti alle fasce di popolazione più fragili: anziani e disabili fisici e  psichici in primis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Per questi ultimi, a esempio - interviene &lt;b style=""&gt;Gianfranco Damiani&lt;/b&gt;, docente  all'Istituto di Igiene dell'università Cattolica e membro della segreteria  scientifica dell'Osservatorio - il divario tra Nord e Sud appare incolmabile: le  persone assistite, sia con interventi educativo-assistenziali, sia dai centri  diurni, sono nel Nord-Est circa 10 volte quelle assistite nel Sud e nelle  Isole".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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Conversazioni con Giglia Tedesco</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Giovedì &lt;span style="color: maroon;"&gt;15 Febbraio&lt;/span&gt;, ore  18,30&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;Libreria  Bibli&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt; Via  dei Fienaroli, 28&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Presentazione del libro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: maroon; font-family: Verdana;"&gt;Ho  imparato tre cose.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;  &lt;b&gt;&lt;span style="color: maroon;"&gt;Conversazioni con Giglia Tedesco&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;  &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;di &lt;b&gt;Anna Maria Riviello&lt;/b&gt;,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;CalicEditori.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Intervengono:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Miriam Mafai, Francesca Izzo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Roberta Agostini, Adele Cambria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sono presenti le autrici&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 7.5pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;Giglia Tedesco  Tatò&lt;/b&gt;, nata a Roma nel 1926. Iscritta al PCI dal 1946, proveniente dai  cattolici comunisti. Nel Comitato Centrale del PCI dal 1960, nella Direzione dal  1984. Presidente del Congresso di Costituzione del PDS e del Consiglio nazionale  dal 1993 al 1997. Associata alUDI dal 1945, ha fatto parte della Presidenza  Nazionale dal 1959 al 1973. Eletta al Senato dal 1968 al 1994, è stata  Vicepresidente del Gruppo e poi dell'Assemblea dal 1983 1987. Componente della  Commissione Giustizia, ha fatto parte del comitato per la riforma del diritto di  famiglia ed è stata relatrice per la legge 194 e per la riforma  dell'adozione.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Anna Maria Riviello&lt;/b&gt;, nata a Potenza nel 1939.  Presidente regionale dell'UDI di Basilicata dal 1974 e consigliere regionale del  PCI dal 1980 al 1990. Nel Comitato Centrale del PCI nel 1989. Nella Presidenza  del Consiglio Nazionale del PDS dal 1991 al 1995. Dal 1997 al 2000 è  vicepresidente della Commissione Nazionale per le Pari Opportunità. Ha  pubblicato tra l'altro il romanzo breve Isabella Isabella (1993) e La rincorsa,  inchiesta sulle operaie della FIAT di Melfi (2003). Dirige con A.Califano  Decanter, rivista trimestrale della sinistra lucana.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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E' ora di cena e quello che passa in TV è il Consiglio Permanente dei Vescovi, il cardinale Ruini è la star della serata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo è assistito da due alti prelati che, come i disciplinati &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bravi &lt;/span&gt;di manzoniana memoria, apostrofano con sguardi silenziosi e rigorosi la platea. Tutti vestono di nero. Il ricorso alle pratiche contro la iattura, quelle di genesi partenopea, seppur non elegante, appare l’unica via d’uscita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima impressione è quella di visionare un vecchio filmato di repertorio di un’assemblea del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, poi, lentamente, mentre Ruini espone la sua &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Risoluzione&lt;/span&gt;, la convinzione di un avvenuto colpo di Stato prende legittimamente corpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo pensiero è per Prodi, condannato all’impiccagione per alto tradimento come Cesare Battisti. Il Capo del deposto governo è doppiamente colpevole perché, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in primis&lt;/span&gt;, di fede cattolica e, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in secundis&lt;/span&gt;, per aver dato voce e dignità alla laicità di questo Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per gli stessi motivi, Rosy Bindi, dopo accurato taglio dei capelli e depilazione delle ascelle, è esposta al pubblico sollazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qui, la fantasia corre libera sui sentieri della drammaturgia politica. I leaders della sinistra massimalista riparano sui Monti della Maiella per organizzare la resistenza armata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelli centristi, guidati da Rutelli, sono perdonati dopo una lunga permanenza in un campo cinese di riabilitazione psichiatrica. La rinuncia all’uso del preservativo sarà, per il sex symbol della politica italiana, la manifestazione di redenzione. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/RbfuyDuv2JI/AAAAAAAAAFE/M1vhztjS0DQ/s1600-h/Ruini+%2B+Rutelli.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/RbfuyDuv2JI/AAAAAAAAAFE/M1vhztjS0DQ/s200/Ruini+%2B+Rutelli.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5023746453117327506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi la creatività lascia lo spazio alla realtà. Quest’ultima è rappresentata dalla espressione anaffettiva di Ruini che, con voce monocorde, detta alla classe politica l’agenda e le soluzioni tecniche su tutte le vicende italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le immagini scorrono, le parole pure. Il presidente della Cei non trascura nulla, l’Italia è l’unico paese ad accettare supinamente le prescrizioni di una gerarchia ecclesiastica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;No ai PACS&lt;/span&gt;. Il porporato nega l’equiparazione della famiglia eterosessuale ad altre “f&lt;span style="font-style: italic;"&gt;orme di convivenza&lt;/span&gt;”. Quest’ultime “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non possono ricevere, in quanto tali, riconoscimento legale&lt;/span&gt;”.  Punto e a capo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;No alle coppie gay&lt;/span&gt;. Ruini, dopo una minuziosa indagine sociologica, chiude la questione “proteggendo” l’evidente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;desiderio di riservatezza&lt;/span&gt; che caratterizzerebbe il legame affettivo tra due persone dello stesso sesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda sgorga spontanea: e i numerosi Gay Pride cosa sono? Raduni di ossessi coperti da piume di struzzo che, appunto come degli struzzi, vanno in piazza per cercare un buco nel quale nascondersi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiano i gay, quelli che non avvertono questo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;desiderio di riservatezza&lt;/span&gt;, che se puntano ai Pacs per arrivare al matrimonio, hanno sbagliato i loro conti poiché la “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;rivendicazione contrasta con la non esistenza del bene della generazione dei figli&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se lo Stato italiano vuole dare sistemazione ai casi individuali, che non trovano soluzione con l’attuale legislazione, sarà permessa qualche modifica al codice civile. E che non se ne parli più!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le immagini scorrono, le parole pure.   Ruini parla di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Piero Welby&lt;/span&gt; a cui ha negato i funerali religiosi, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;pur sapendo di arrecare dolore e turbamento ai familiari e a tante altre persone, anche credenti&lt;/span&gt;”. Welby era lucido e si è ucciso. La Chiesa non poteva decidere diversamente. La questione è chiusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ una strana Chiesa quella che nega i funerali ad un uomo che vuole smettere di soffrire, mentre li celebra con solennità per Pinochet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le immagini scorrono, le parole pure.   Il Cardinale detta le regole anche sull’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;accanimento terapeutico&lt;/span&gt;, argomenta non solo sul piano morale, ma soprattutto su quello legislativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi arriva il momento dell’impudenza. Riferendosi alle accuse rivolte al Vaticano di ingerenza negli affari di uno Stato sovrano dice: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se ci si dice che la Chiesa non dovrebbe ingerirsi in questi affari, allora noi possiamo solo rispondere: forse che l’uomo non ci interessa?&lt;/span&gt;”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;L'arte della moderatezza il Cardinale l'ha imparata e per dirla con Oscar Wilde: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La moderazione è qualcosa di fatale. Il sufficiente è deprimente come un pasto regolare, il sovrabbondante è gradevole come un banchetto&lt;/span&gt;". Questa sera Ruini ha consumato la sua abbuffata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cena è terminata, le immagini s'interrompono, le parole pure. Studio sulla carta stradale la via più breve per i Monti della Maiella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Altri post sull'argomento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://vitadidonna.blogspot.com/2006/09/ruini-smettila.html"&gt;Ruini, smettila!&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://vitadidonna.blogspot.com/2006/12/fuori-dalla-chiesa.html"&gt;Fuori dalla Chiesa!&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://vitadidonna.blogspot.com/2006/12/welby-morto.html"&gt;Welby è morto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://vitadidonna.blogspot.com/2006/12/non-lapidate-luca-volont.html"&gt;Non lapidate Luca Volontè&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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E sono le famiglie a doversi fare carico di oltre un terzo  di questa cifra (quasi 7.000 euro).&lt;br /&gt;L'intervento pubblico e privato, in parte  coordinato grazie all'elaborazione di Piani di Zona comunali di recente  introduzione, è in realtà finanziato perlopiù dall'Inps, che eroga circa il 40  per cento delle risorse necessarie, ma che spesso non partecipa alla  pianificazione nemmeno a fini informativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La programmazione riguarda,  così, solo il 20-30 per cento delle risorse effettivamente devolute  all'assistenza. Questo l'esito della ricerca condotta da &lt;b style=""&gt;Roberta Montanelli&lt;/b&gt; e &lt;b style=""&gt;Alex Turrini &lt;/b&gt;del Cergas, il Centro di  ricerche sulla gestione dell'assistenza sanitaria e sociale dell'Università  Bocconi, che hanno ricostruito l'impiego delle risorse pubbliche e private per  la non autosufficienza (e in generale per l'assistenza) in tre distretti  lombardi, giungendo a conclusioni che gli autori giudicano "generalizzabili  all'intero territorio italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La spesa media per la cronicità che rimane in  capo alle famiglie -dice Montanelli, responsabile dell'area servizi sociali e  sociosanitari del Cergas Bocconi - è decisamente più alta del previsto, benché  nella ricerca si sia data una definizione di non autosufficienza molto  restrittiva: si tratta di persone costrette a letto o su una sedia a rotelle,  ovvero il genere di emergenza che giustificherebbe l'esistenza di un'assistenza  pubblica".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il calcolo dei 18.000 euro esclude molte spese mediche, ospedaliere e  ambulatoriali, ma comprende il costo opportunità dell'assistenza familiare. Il  lavoro dei familiari, in altre parole, viene contabilizzato a un valore orario  pari a quello della retribuzione di una badante. "Sicuramente - afferma Turrini  - non ci aspettavamo che i Comuni fossero relegati a un ruolo tanto marginale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo di decentramento degli ultimi anni rimane sostanzialmente astratto  se, nella pratica, il grosso delle risorse pubbliche per l'assistenza è gestito  da un ente, come l'Inps, il cui processo decisionale è centralizzato".  Dall'analisi esce ridimensionato anche il ruolo delle organizzazioni non profit. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due autori, depurando i dati dalle tariffe pagate dagli enti pubblici per gli  utenti e valorizzando il lavoro volontario, concludono che il contributo di  queste organizzazioni varia dall'1 al 5 per cento delle risorse per la non  autosufficienza. "In questo - spiega Turrini - il non profit italiano non è  ancora riuscito a ritagliarsi il ruolo di redistributore di risorse raccolte con  il fundraising. Per ora riesce a gestire risorse in gran parte pubbliche".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link in argomento:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vitadidonna.it/disabili%20index.html"&gt;Disabili&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--
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&lt;/script&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29356808-6962375032574697963?l=vitadidonna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vitadidonna.blogspot.com/feeds/6962375032574697963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29356808&amp;postID=6962375032574697963&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29356808/posts/default/6962375032574697963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29356808/posts/default/6962375032574697963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vitadidonna.blogspot.com/2007/01/la-finanziaria-per-la-famiglia.html' title='La Finanziaria per la famiglia'/><author><name>Associazione Vita di Donna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14095979235772799226</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_i000035.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29356808.post-8754466151094437101</id><published>2007-01-15T18:35:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T07:20:40.363+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pacs'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Laicità'/><title type='text'>Il dibattito sui Pacs e i falsi dilemmi della politica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/RbO0KSqqM1I/AAAAAAAAAEI/sduVgpl0FAQ/s1600-h/benedettoXVI8.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_hKq-x8Tx7Ns/RbO0KSqqM1I/AAAAAAAAAEI/sduVgpl0FAQ/s200/benedettoXVI8.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022556098350691154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di &lt;a href="http://www.vitadidonna.it/copia_di_vita_di_000075.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nicoletta Morandi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Tra interventi del Papa e dichiarazioni dei politici, non accenna a placarsi il dibattito sui PACS.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Non c’è ormai giorno che non si assista a qualche esternazione della massima autorità religiosa, che sembra voler addebitare ai conviventi le insidie più pericolose alle quali la famiglia fondata sul matrimonio sarebbe esposta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Il mondo politico, dal suo canto, raccoglie e rilancia, dividendosi in rivoli e rivoletti,
